{"id":43445,"date":"2015-05-07T03:30:30","date_gmt":"2015-05-07T01:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ipasvi-infermieri-pronti-a-manifestare\/"},"modified":"2023-01-17T12:35:01","modified_gmt":"2023-01-17T11:35:01","slug":"19569-ipasvi-infermieri-pronti-a-manifestare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/19569-ipasvi-infermieri-pronti-a-manifestare\/","title":{"rendered":"Serve personale, ma i laureati sono costretti a emigrare. Infermieri cosentini pronti a scendere in piazza"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8221;<span style=\"font-size: 12px; line-height: 10.9090909957886px;\">Qui c&#8217;\u00e8 il bisogno. Qui occorre personale. Qui serve aiuto&#8221;.<\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px; line-height: 10.9090909957886px;\">Questo l&#8217;urlo degli infermieri cosentini di cui si fa portavoce Fausto Sposato, nel duplice ruolo di presidente del Collegio provinciale di Cosenza Ipasvi e presidente del Coordinamento regionale. Sposato alza il livello dello scontro, dopo le scelte politiche e le assunzioni in base alla graduatorie del 2009.&nbsp;<\/span>&#8220;Ben vengano tutti i percorsi che creano occupazione, ma non possiamo tollerare che i nostri giovani, i precari, tutti i neo laureati e quelli che stanno per terminare gli studi non vengano considerati e, quindi, costretti a trovare lavoro altrove&#8221;. &nbsp;Forte di numeri impressionanti (4500 gli infermieri a Cosenza quasi 20mila in tutta la regione) Sposato pretende che si dia voce e spazio alla categoria. &#8220;Gli infermieri vogliono essere presi in considerazione. E sono pronti &#8211; assicura proprio Sposato &#8211; a manifestare nelle piazze per far s\u00ec che le decisioni siano condivise e che, soprattutto, non penalizzino i giovani, i precari e chi spera di entrare nel mondo del lavoro&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed ancora: &#8220;Attingendo a graduatorie scadute da anni <strong>si nega a tutti i laureati degli anni successivi la possibilit\u00e0 di accedere ai concorsi pubblici e si nega la speranza, ai tanti che sono emigrati, di rientrare.<\/strong> Inoltre non \u00e8 concepibile che territori, gi\u00e0 mortificati in passato, continuino ad esserlo ancora oggi. Stiamo costringendo i nostri giovani a spostarsi in altre regioni ed in altri paesi. Cos\u00ec facendo perderemo un patrimonio umano dal valore inestimabile&#8221;, afferma il rappresentante degli infermieri bruzi. Cosa fare allora? Sposato prova a rilanciare alcune soluzioni, seppure temporanee. Prima cosa: <strong>tamponare le assenze con le graduatorie esistenti.<\/strong> Di conseguenza &#8211; altra proposta &#8211; si portino a termine tutti i bandi gi\u00e0 pubblicati. E, nel frattempo, si dia finalmente avvio a tutte le procedure per l&#8217;espletamento dei concorsi. In buona sostanza il pensiero del presidente \u00e8 questo: non si pu\u00f2 pensare di assumere personale da vecchie graduatorie se prima non si stabilizza il gruppo dei precari in attesa da anni. Sposato annuncia di aver chiesto a pi\u00f9 riprese un incontro con il Commissario Scura ed il Presidente Oliverio. Entrambi, per\u00f2, non hanno ancora inteso rapportarsi con gli infermieri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Nessuna risposta, siamo ancora in attesa. Tutta la categoria merita ascolto e rispetto&#8221;, puntualizza. Tra l&#8217;altro gli infermieri sono realmente importanti. E devono essere sentiti in questo particolare momento anche alla luce del nuovo decreto in cui si parla di intensit\u00e0 di cura, di cui dovrebbero occuparsi proprio loro&#8221;. E\u2019 palese che <strong>c\u2019\u00e8 una classe dirigente che ha fallito ed \u00e8 tempo che si costruiscano nuovi percorsi con nuovi protagonisti,<\/strong> c<strong>he sappiano gestire la sanit\u00e0 e che abbiano le competenze necessarie.<\/strong> Oltre alle graduatorie, alle assunzioni ed a queste polemiche non dimentichiamoci che la maggior parte delle strutture sono fatiscenti, non hanno i requisiti per rispondere alle richieste di accoglienza dell\u2019utenza e sono inoltre carenti di personale di supporto. Se a questo aggiungiamo gli abusi di alcuni dirigenti, fermi, ancora oggi, a dinamiche e concetti vecchi della figura infermieristica credo che il quadro sia completo. Se non si pensa ad un ospedale strutturalmente adeguato, al passo con i tempi, non si va da nessuna parte&#8221;, insiste Sposato. Gli infermieri insomma scendono in campo. Per i precari, per i giovani, per i neo laureati e per i loro diritti, troppo spesso accantonati. &#8220;<strong>Faremo sentire la nostra voce. In piazza, tra la gente<\/strong>&#8220;, assicura il presidente Ipasvi Fausto Sposato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8221;Qui c&#8217;\u00e8 il bisogno. Qui occorre personale. 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