{"id":43455,"date":"2015-05-07T07:17:43","date_gmt":"2015-05-07T05:17:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/erosione\/"},"modified":"2023-01-17T12:35:01","modified_gmt":"2023-01-17T11:35:01","slug":"19574-erosione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/19574-erosione\/","title":{"rendered":"Abusivismo edilizio ed erosione costiera, le coste della Calabria cancellate dal cemento da Praia a Pizzo"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Una variet\u00e0 di paesaggi unica, spalmata su 780 chilometri di costa minacciati da residence e impianti industriali.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Dove le aree protette sono un miraggio. Inesistenti sul Tirreno, presenti solo nel crotonese e nel cosentino, sullo Jonio, con l&#8217;area naturale marina di Capo Rizzuto e la riserva naturale Foce del Crati. Il mare in Calabria negli ultimi 60 anni \u00e8 avanzato in maniera esponenziale divorando 8,4 chilometri quadrati di costa. Sul fronte dell&#8217;erosione costiera neanche la Campania \u00e8 riuscita a fare peggio con i suoi 2,2 chilometri quadrati di avanzamento di linea di costa. A testimoniarlo sono i dati cristallizzati dal report publlicato nel 2014 dal WWF &#8216;Cemento Coast to Coast. Venticinque anni di natura cancellata dalle coste italiane&#8217; in cui viene stilato u<strong>n elenco delle maggiori criticit\u00e0 dalla provincia di Cosenza a Reggio Calabria. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La deviazione dei fiumi, la cementificazione, il cambiameto climatico, la demolizione delle dune di sabbia hanno fatto arretrare le spiagge drasticamente accellerando il naturale processo di erosione costiera.&nbsp;Il dossier ricorda &#8220;le ampie aree costiere occupate da siti industriali, alcuni dei quali &#8211; si legge nel documento &#8211; dismessi e\/o in via di dismissione. <strong>Paradossale \u00e8 il caso dell\u2019area di Saline Joniche, ex area Liquichimica, industria che nel 1973 ha vissuto solo due giorni e successivamente non \u00e8 pi\u00f9 entrata in attivit\u00e0.<\/strong> L\u2019area industriale occupa 700.000 mq ed \u00e8 estesa per 2 km lungo la costa. Ovviamente durante i numerosi anni intercorsi, l\u2019area \u00e8 stata oggetto di varie ipotesi di conversione industriale (tra le quali, la pi\u00f9 recente riguarda la realizzazione una centrale a carbone!) mentre la natura si \u00e8 riappropriata della costa e degli ambiti costieri, ripopolando le zone e costituendo un\u2019importante area per le migrazioni dell\u2019avifauna&#8221;. Per il recupero del sito il WWF propone di farne un laboratorio europeo di rinaturalizzazione che possa rappresentare un esempio di riqualificazione per tutto il Mediterraneo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La normativa oggi in vigore a salvaguardia delle coste, la legge Galasso del 1985, per essere efficace secondo gli ambientalisti dovrebbe perlomeno estendere dai 300 metri attuali sino a 1000 metri dalla line di battigia la tutela delle aree costiere. Le nefandezze compiute negli anni ai danni dei litorali calabresi hanno risparmiato pochi tratti di costa. <strong>Partiamo dall&#8217;Alto Tirreno cosentino. Praia a Mare in un&#8217;area caratterizzata da vincolo paesaggistico dal 1970 con lussureggiante vegetazione comprendente anche l&#8217;Isola di Dino si evidenzia una vasta urbanizzazione nonch\u00e8 l&#8217;invadente presenza di residence e luna park.<\/strong> Un panorama che si ripropone anche a San Nicola Arcella e Scalea dove insediamenti turistici, camping e stabilimenti balneari sono stati allestiti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico da oltre quaranta anni. A Belvedere Marittimo ci si \u00e8 spinti oltre, deturpando anche l&#8217;antico centro storico, mentre a Bonifati ad essere aggredita da residence e palazzine \u00e8 tutta l&#8217;area panoramica immersa nel verde. A minacciare Cetraro, come Amantea \u00e8 la nuova darsena per le imbarcazioni, a San Lucido invece le criticit\u00e0 sono legate ai residence ubicati in zone inadeguate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sullo Jonio la situazione \u00e8 apparentemente migliore, anche se a Rossano tra la centrale Enel e gli stabilimenti turistici le coste pare siano a serio rischio. <strong>A Mandatoriccio invece, sempre nel cosentino, le preoccupazioni riguardano i nuovi insediamenti che causerebbero danni irreparabili ai fondali di Crosia, Pietrapaola e Cariati.<\/strong> Per quanto riguarda il resto della regione villaggi turistici, nuovi edifici, aree artigianali hanno contribuito alla distruzione di parte delle spiagge di: Curinga, Pizzo, Parghelia, Ricadi, Reggio Calabria, Guardavalle, Isca sullo Jonio, Soverato, Squillace, Simeri Crichi, Isola Capo Rizzuto, Crotone. E le darsene contribuiscono all&#8217;erosione costiera nei Comuni di Palmi e Badolato. Per frenare il fenomeno, bisognerebbe provvedere alla &#8220;sospensione delle procedure di rilascio di nuove o di proroga delle concessioni su aree demaniali &#8211; si legge nello studio del WWF &#8211; in attesa di una uova disciplina nazionale che, uniformandosi alla Direttiva comunitaria Bolkestein (2006\/123\/CE), imponga <strong>l\u2019assegnazione delle concessioni, di durata temporalmente contenuta, mediante una pubblica procedura di selezione<\/strong>&#8220;. Nonostante ci\u00f2 per quanto riguarda il consumo di suolo, la Calabria non risulta essere tra le regioni maggiomente colpite. Sullo jonio infatti pare non si superino i 2.500 edifici. Un dato divulgato ieri dall&#8217;Ispra che fa ben sperare sulle possibilit\u00e0 di recupero delle coste calabre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Una variet\u00e0 di paesaggi unica, spalmata su 780 chilometri di costa minacciati da residence e impianti industriali.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":43456,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,28],"tags":[],"class_list":["post-43455","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43455","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43455"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43455\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43456"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}