{"id":43752,"date":"2015-05-16T07:38:18","date_gmt":"2015-05-16T05:38:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/clinica-misasi-morrone-accusa-l-inps-di-abusi-perpetrati-a-danni-dei-lavoratori\/"},"modified":"2023-01-17T12:35:20","modified_gmt":"2023-01-17T11:35:20","slug":"19725-clinica-misasi-morrone-accusa-l-inps-di-abusi-perpetrati-a-danni-dei-lavoratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/19725-clinica-misasi-morrone-accusa-l-inps-di-abusi-perpetrati-a-danni-dei-lavoratori\/","title":{"rendered":"Clinica Misasi, Morrone accusa l&#8217;Inps di abusi perpetrati a danni dei lavoratori"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211;&nbsp;La struttura sanitaria alle porte del centro storico di Cosenza conta circa 80 dipendenti per 60 posti letto di riabilitazione e lungodegenza.&nbsp;<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>La dirigenza, viste le polemiche sorte negli ultimi giorni, intende precisare quale sia la situazione economica attuale della San Bartolo srl in un&#8217;intervista in esclusiva rilasciata da Marco Morrrone ai microfoni QuiCosenza dopo una visita tra i corridoi della Casa di Cura Misasi di piazza Crispi.&nbsp;&#8220;E\u2019 una delle due cliniche della societ\u00e0 San Bartolo srl di cui fa parte anche la famiglia Morrone che, insieme alla RSA di Mendicino danno lavoro a circa 145 dipendenti. Nell\u2019ultimo quinquennio &#8211; spiega Marco Morrone &#8211; la situazione finanziaria della societ\u00e0 \u00e8 stata fortemente penalizzata da riduzioni continue, senza alcun giustificato motivo, dei budget della Regione Calabria. T<strong>ale riduzione di budget non \u00e8 generalizzata per tutta la sanit\u00e0 privata calabrese, ma \u00e8 stato effettuato a vantaggio di altre province e di alcune strutture privilegiate che hanno invece ottenuto incremento di budget.<\/strong> Nonostante ci\u00f2 la San Bartolo, conscia della sua responsabilit\u00e0 sociale nei confronti dei dipendenti e delle loro famiglie, ha mantenuto negli anni i propri livelli occupazionali fina ad accumulare una situazione economica non pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per tale motivo la struttura sanitaria, dopo un anno e mezzo di strenue trattative, ha raggiunto un accordo con le sigle sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori che hanno sottoscritto un contratto integrativa aziendale cos\u00ec detto \u201cdi prossimit\u00e0\u201d ai sensi dell\u2019art. 8 della legge 148\/2011. L\u2019applicazione di tale contratto consente un risparmio sul costo del lavoro senza intaccare i diritti dei lavoratori e senza eccessive penalizzazioni di natura economica. In questo modo \u00e8 stato possibile mantenere i livelli occupazionali scongiurando il licenziamento di 35 unit\u00e0 lavorative. <strong>Le sigle sindacali minoritarie fra cui la CGIL hanno contestato la scelta approvata democraticamente dimostrando di non accettare di essere messa in minoranza e di volere prevaricare ad ogni costo.<\/strong> Le uniche proposte giunte dalle altre sigle sindacali &#8211; continua Morrone &#8211; erano estremamente penalizzanti per i lavoratori come le soluzioni trovate con la nuova propriet\u00e0 della clinica Sacro Cuore che prevede 35 licenziamenti. Stranamente questi imprenditori vengono elogiati dalla CGIL mentre vengono criticate le aziende che vogliono salvaguardare i posti di lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Comunque dopo circa un anno di amministrazione controllata a seguito della presentazione di domanda di concordato preventivo in continuit\u00e0, l\u2019azienda ha raggiunto un equilibrio finanziario corrente con l\u2019accantonamento di alcune somme che consentiranno, con il passare del tempo di attuare il piano concordatario proposto di arrivare al totale annullamento dei debiti pregressi e ritornare ad una normale e sana gestione economica.&nbsp;Purtroppo questa opera di risanamento aziendale e di salvaguardia dei posti di lavoro rischia di essere vanificata dall\u2019assurdo atteggiamento dell\u2019INPS che, invece di svolgere un ruolo positivo e di collaborazione con l\u2019azienda a vantaggio dei lavoratori i cui interessi dovrebbe per statuto perseguire, ha pensato bene di <strong>ostacolare in tutti i modi l\u2019azienda negando il rilascio del DURC (documento di regolarit\u00e0 contributiva) e quindi rendendo di fatto impossibile alla stessa di incassare crediti maturati presso l\u2019ASP di Cosenza per circa un milione e mezzo di euro e di conseguenza di far fronte agli stipendi <\/strong>ed alla richiesta di altri fornitori. La posizione assunta dall\u2019INPS \u00e8 totalmente illegale ed in palese violazione delle norme che regolano le procedure concordatarie e fallimentari tanto \u00e8 vero che \u00e8 stato necessario l\u2019intervento del Prefetto di Cosenza ed \u00e8 stato necessario presentare un\u2019interrogazione parlamentare per tentare di ripristinare lo stato di diritto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019INPS sta tentando di prevaricare e di abusare del suo potere di rilascio del DURC con l\u2019imposizione estorsiva di condizioni a lei favorevoli nell\u2019ambito del piano proposto nel concordato preventivo al di sopra di qualunque norma di legge. Ci\u00f2 \u00e8 stato anche conclamato in una recente sentenze del giudice del lavoro del Tribunale di Cosenza che confuta tutte le tesi difensive dell\u2019INPS che ancora resiste a rilasciare quanto di suo dovere. La San Bartolo srl resta comunque fiduciosa &#8211; conclude Morrone &#8211; che alla fine la legge sar\u00e0 fatta rispettare e si troveranno le soluzioni per garantire un futuro tranquillo ai propri dipendenti ed un servizio sanitario sempre pi\u00f9 qualificato per i pazienti che vivono sul territorio cosentino&#8221;. <strong>Nelle prossime settimane si manterr\u00e0 alta l&#8217;attenzione all&#8217;evoluzione della vicenda che vede coinvolte cliniche, ASP, sindacati ed INPS nonch\u00e8 una delle famiglie cosentine pi\u00f9 in vista.&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211;&nbsp;La struttura sanitaria alle porte del centro storico di Cosenza conta circa 80 dipendenti per 60 posti letto di riabilitazione e lungodegenza.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":43753,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-43752","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43752","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43752"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43752\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43753"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43752"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43752"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43752"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}