{"id":43769,"date":"2015-05-18T05:03:33","date_gmt":"2015-05-18T03:03:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/valle-crati-il-presidente-parla-di-attentati-turbative-d-asta-e-depurazione\/"},"modified":"2023-01-17T12:35:22","modified_gmt":"2023-01-17T11:35:22","slug":"19736-valle-crati-il-presidente-parla-di-attentati-turbative-d-asta-e-depurazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/19736-valle-crati-il-presidente-parla-di-attentati-turbative-d-asta-e-depurazione\/","title":{"rendered":"Valle Crati: il presidente parla di attentati, turbative d&#8217;asta e mancata depurazione"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il &#8216;bottino&#8217; per la gestione di Coda di Volpe ammonta a 230 milioni di euro.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Un mega appalto che fa gola anche alle &#8216;ndrine bruzie e che permetter\u00e0 di ottenere i lavori di rifacimento di 150 chilometri di rete fognaria noch\u00e8 la depurazione di 23 Comuni dell&#8217;hinteland cosentino tra i quali appaiono i pi\u00f9 popolosi ovvero Cosenza, Rende, Mendicino, Montalto, Castrolibero, San Giovanni in Fiore, Spezzano Sila. Si tratta di ripulire i reflui di un&#8217;area che conta 22mila abitanti che dall&#8217;impianto di Coda di Volpe finiscono nel Crati per poi approdare alla diga di Tarsia ed essere riversati, parte in mare, parte tra i campi della sibaritide per l&#8217;irrigazione. Consorzio Valle Crati socio di maggioranza della Valle Crati Spa, come \u00e8 noto fall\u00ec nel 2010 con un debito di 40 milioni di euro e 400 dipendenti. Miracolosamente ritorna in auge a soli quattro giorni dalla scadenza della presentazione delle richieste per accedere ai fondi che consentono di riportare alla normalit\u00e0 la gestione della rete fognaria cosentina e scongiurare ulteriori sanzioni. Il Consorzio Valle Crati viene trasformato in azienda speciale e il consiglio comunale di Cosenza decide di far scegliere attraverso un bando pubblico, proprio al consorzio a cui vengono associati ricordi di operai non retribuiti e di fognature sverate direttamente a mare, chi materialmente eseguir\u00e0 i lavori.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;auto di Maximiliano Granata, presidente del Consorzio Valle Crati, poche ore prima dell&#8217;apertura delle buste \u00e8 stata data alle fiamme. Un chiaro indizio della valenza di un appalto che potrebbe segnare le sorti della citt\u00e0 non solo sul piano igienico sanitario. Ad ammettere l&#8217;importanza dell&#8217;ammodernamento della rete \u00e8 lo stesso Granta &#8221;s<strong>e l&#8217;impianto di depurazione non va bene &#8211; afferma &#8211; i nostri figli si ammalano. Questi vigliacchi che stanno nascosti nell&#8217;ombra non ci intimoriscono.<\/strong> Noi lavoriamo nella legalit\u00e0 e chiunque verr\u00e0 a fare minacce sar\u00e0 denunciato&#8221;. Il presidente ci tine a precisare quanto abbia fatto sinora per risollevare le sorti del Consorsio: &#8221;Ho sanato le posizioni debitorie, &#8211; spiega &#8211; sto recuperando i debiti dei maggiori Comuni come Rende e Cosenza e riportando il consorzio in attivo.&nbsp;La gara d&#8217;appalto siamo riusciti ad organizzarla in breve periodo. Hanno partecipato tre aziende, una \u00e8 gi\u00e0 stata esclusa, restano la Artec e la General Construction (che gi\u00e0 lavora sull&#8217;impianto su rchiesta della Procura ndr). Si parla complessivamente di un project financing da 230 milioni di euro: 15 anni di gestione per 13 milioni di euro all&#8217;anno pi\u00f9 25 milioni di euro di finanziamenti pubblici e 10 milioni di euro da parte del privato&#8221;.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LE INTIMIDAZIONI<\/p>\n<p>Sull&#8217;attentato subito Granata intende chiarire la propria posizione a chi abbia tentato di intimidirlo. &#8220;Noi siamo stati sempre uomini liberi, facilmente condizionabili da atti vili ed ignobili come l&#8217;ultimo in cui la mia auto \u00e8 stata data alle fiamme. Non sono questi atti che fermeranno la gestione trasparente e corretta di Valle Crati. Le mie denunce sono da sempre state presentate alle forze dell&#8217;ordine per individuare gli autori di queste azioni criminali. Il mio \u00e8 impegno \u00e8 notorio:<strong> ho denunciato tentativi di turbativa d&#8217;asta sull&#8217;appalto, ho denunciato assunzioni illegittime, ho denunciato le intimidazioni recapitatemi attraverso un volantino degli operai di Ecologia Oggi<\/strong> (quando volevo modificare la dotazione organica), ho denunciato tutte le anomalie riscontrate. Rispediamo al mittente tutti questi atteggiamenti di basso livello. Abbiamo subito manomissioni ai mezzi, ci hanno messo una gru fuoriuso, hanno fatto buchi e versato olio nell&#8217;impianto. Abbiamo sospettato anche dei nostri dipendenti stessi. Ma andiamo avanti&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>IL DEPURATORE CHE NON DEPURA<\/p>\n<p>Negli anni &#8221;d&#8217;oro&#8221; le macchine di Coda di Volpe adibite al filtraggio dei reflui fognari erano completamente spente. Tutto entrava ed usciva dal depuratore cos\u00ec com&#8217;era. Oggi, secondo le rassicurazioni di Granata, la situazione sarebbe ben diversa. &#8220;Noi oggi depuriamo egregiamente i 23 Comuni, siamo gli unici. Quando le acque non venivano depurate &#8211; sostiene il presidente &#8211; il sottoscritto, in veste di vicepresidente, si \u00e8 sono scontrato con tutta la dirigenza perch\u00e8 ero l&#8217;unico ad affermarlo. L<strong>&#8216;impianto \u00e8 stato sequestrato dietro ad una mia denuncia a seguito della quale nell&#8217;arco di un mese fui &#8216;licenziato&#8217; dalle mie funzioni. Dopo otto mesi sono poi ritornato alla mia carica.<\/strong> Ho ottenuto poi il dissequestro sempre su mia richiesta con le verifiche che periodicamente fanno i militari del Nucleo Operativo Ambientale di Catanzaro, sono io che voglio che controllino la depurazione dell&#8217;azienda a cui abbiamo affidato i lavori di depurazione. Prima era Salvaguardia Ambientale che \u00e8 stata denunciata e mandata via. Ora se ne occupa General Construction (\u00e8 il primo impianto su cui opera in Calabria) che si \u00e8 subito mobilitata, spendendo quattro milioni di euro ed attende ancora i pagamenti dei Comuni per i lavori eseguiti. Siamo andati oltre la Procura siamo stati noi a dire che non funzionava la depurazione.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>LA TURBATIVA D&#8217;ASTA<\/p>\n<p>I milioni di euro per non far sgorgare i liquami putridi sulle spiagge del Tirreno avrebbero destato la &#8216;curiosit\u00e0&#8217; di diversi soggetti. &#8221;ll&#8217;indomani della pubblicazione del bando di gara &#8211; racconta Granta &#8211; <strong>ci siamo trovati di fronte ad un attacco senza precedenti durato<strong style=\"font-size: 12px; line-height: 10.9090909957886px;\">&nbsp;ben quarantacinque giorni&nbsp;<\/strong>da parte di una testata giornalistica: la Provincia Cosentina.<\/strong>&nbsp;SIamo andati a verificare con la Procura e la Guardia di Finanza chi stesse dietro al quotidiano in termini di finanziamenti. Ancora non conosciamo l&#8217;esito delle indagini. Allo stesso tempo venivano promosse azioni per far cambiare i requisiti del bando. Pressioni per noi insostenibili. In corso di gara in molti ci consigliavano di modificare il bando rispetto a quello che avevamo fatto e posticiparlo. Li abbiamo denunciati. Sono arrivate tre lettere di visite presso l&#8217;impianto mai effettuate in cui si asseriva il falso da parte di imprese che dichiaravano di non aver potuto fare il sopralluogo di routine per i partecipanti al bando, ma in realt\u00e0 nessuno ne aveva mai fatto richiesta&#8221;.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Il &#8216;bottino&#8217; per la gestione di Coda di Volpe ammonta a 230 milioni di euro.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":43770,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-43769","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43769","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43769"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43769\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/43770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43769"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43769"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43769"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}