{"id":4382,"date":"2012-09-27T08:16:00","date_gmt":"2012-09-27T06:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=4382"},"modified":"2023-01-17T13:37:41","modified_gmt":"2023-01-17T12:37:41","slug":"1447-sallusti-la-storia-che-ha-portato-alla-condanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1447-sallusti-la-storia-che-ha-portato-alla-condanna\/","title":{"rendered":"Sallusti, la storia che ha portato alla condanna"},"content":{"rendered":"<p>La vicenda che ha portato alla condanna di Alessandro Sallusti comincia in un giorno di febbraio del 2007. In un ospedale di Torino una ragazzina di appena 13 anni, che tutti chiameranno Valentina, si sottopone all&#8217;aborto del bambino avuto dal fidanzato 15enne. La vicenda finisce sui giornali,<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>quasi tutti raccontano la storia di una scelta dolorosa, suggerita, forse imposta alla ragazzina dalla madre. Tranne&nbsp;Libero, che usa parole molto forti nell&#8217;accusare giudice e genitori.<\/p>\n<p>LA STORIA&nbsp;&#8211; La ragazzina che rinuncia a diventare madre ha avuto a sua volta un&#8217;infanzia da incubo: orfana, sballottata da un istituto all&#8217;altro, dove subisce violenze prima dell&#8217;arrivo in Italia, viene adottata all&#8217;et\u00e0 di 8 anni. I genitori adottivi si separano dopo qualche anno, Valentina passa da una sbornia a un abuso di ecstasy. Resta incinta. Probabilmente non vorrebbe abortire, la circostanza non \u00e8 chiara. In ogni caso la madre la convince e lei firma i moduli per la richiesta. Ma dopo l&#8217;intervento subisce un crollo psicologico e viene ricoverata per esaurimento nervoso. La notizia esce il 17 febbraio, le ricostruzioni insinuano che la ragazzina era contraria, che non voleva perdere il bambino. E che per questo dopo l&#8217;aborto finisce ricoverata in Neurologia. Il giorno dopo la confusione si dirada, e i giornali, tra cui anche il&nbsp;Corriere, fanno chiarezza: non ci sarebbe stata alcuna costrizione, n\u00e9 un provvedimento del giudice per obbligarla ad interrompere la gravidanza. \u00abSiamo intervenuti &#8211; chiarisce l&#8217; ufficio del giudice tutelare di Torino &#8211; perch\u00e9 i genitori sono separati e il padre non era informato. Sul piano legale, questo caso cos\u00ec doloroso \u00e8 uguale a quello di qualsiasi minorenne che voglia interrompere la gravidanza senza il consenso dei genitori: valutiamo la situazione, i suoi motivi, e se sono validi la autorizziamo a decidere autonomamente\u00bb.<\/p>\n<p>LA VERSIONE DI \u00abLIBERO\u00bb&nbsp;&#8211; Il giudice tutelare si \u00e8 quindi limitato a prendere atto della decisione di madre e figlia, sostituendo il padre per quanto concerne l&#8217;autorizzazione, come del resto prevede la legge.&nbsp;Libero, all&#8217;epoca diretto da Sallusti, racconta invece un&#8217;altra storia. E con un&nbsp;commento firmato Dreyfus, trafigge la vicenda con una serie di giudizi sferzanti. Per Dreyfus, pseudonimo che secondo alcune ipotesi celerebbe Renato Farina, \u00abil magistrato ha ordinato un aborto coattivo\u00bb, la madre e il padre (che in realt\u00e0 era all&#8217;oscuro di tutto) avrebbero voluto \u00abcancellare con bello shampoo di laicit\u00e0\u00bb l&#8217;amore di una giovane madre per il bimbo. Mentre il medico avrebbe \u00abestirpato il figlio e l&#8217;ha buttato via\u00bb. Per poi concludere con un augurio: \u00abSe ci fosse la pena di morte, se mai fosse applicabile, questo sarebbe il caso. Al padre, alla madre, al dottore e al giudice\u00bb. Frasi che non sono piaciute al magistrato Giuseppe Cocilovo, che ha presentato una denuncia per diffamazione. Ne \u00e8 seguita la condanna in primo e secondo grado, e il sigillo della Cassazione. Che, caso raro, non concede neppure la sospensione condizionale della pena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda che ha portato alla condanna di Alessandro Sallusti comincia in un giorno di febbraio del 2007. In un ospedale di Torino una ragazzina di appena 13 anni, che tutti chiameranno Valentina, si sottopone all&#8217;aborto del bambino avuto dal fidanzato 15enne. 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