{"id":44021,"date":"2015-05-25T10:36:23","date_gmt":"2015-05-25T08:36:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/tonni-malformati-spiagge-rosse-depuratori-fantasma-cosa-succede-nel-tirreno-cosentino\/"},"modified":"2023-01-17T12:35:36","modified_gmt":"2023-01-17T11:35:36","slug":"40220-tonni-malformati-spiagge-rosse-depuratori-fantasma-cosa-succede-nel-tirreno-cosentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/40220-tonni-malformati-spiagge-rosse-depuratori-fantasma-cosa-succede-nel-tirreno-cosentino\/","title":{"rendered":"Tonni malformati, spiagge rosse, depuratori \u2018fantasma\u2019. Cosa succede nel Tirreno cosentino?"},"content":{"rendered":"<h4>Una costa gi\u00e0 martoriata dall\u2019abusivismo edilizio su cui grava un inquinamento delle acque cui entit\u00e0 \u00e8 ancora tutta da accertare.<\/h4>\n<p><!--more--><br \/>\nPAOLA \u2013 Su diverse vicende ambientali la Procura di Paola ha indagato e continua ad indagare. Il procuratore capo Bruno Giordano vi lavora alacremente da anni. \u201cAbbiamo sempre dei procedimenti aperti \u2013 spiega \u2013 sono questioni che si ripropongono di continuo o per il mancato funzionamento di un depuratore, o perch\u00e9 la spiaggia diventa rossa, o perch\u00e9 si trovano pesci con malformazioni. Siamo sempre attenti\u201d. In un\u2019intervista fiume il procuratore chiarisce gli aspetti che pi\u00f9 preoccupano i turisti, i residenti e tutti i frequentatori del litorale che va da Amantea a Praia a Mare:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SPIAGGE ROSSE<\/p>\n<p>&#8220;Abbiamo fatto dei rilievi. Ne \u00e8 emersa la presenza in quantit\u00e0 eccessive di cromo, vanadio e cobalto in questa coloritura rossa che ha interessato le spiagge di Fuscaldo e Paola. Sono in corso altri accertamenti perch\u00e9 abbiamo individuato una possibile fonte di contaminazione, ma aspettiamo le relazioni dell\u2019Arpacal.<strong> Se le spiagge vengono interdette alla balneazione questi sono provvedimenti di ordine amministrativo di stretta competenza dei sindaci.<\/strong> Quello che noi facciamo \u00e8 individuare le cause e i responsabili\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MALFORMAZIONE PESCI<\/p>\n<p>\u201cNel Tirreno cosentino sono stati pescati dei tonnetti con la spina bifide. Bisogna innanzitutto dire che si tratta di pesci migratori. Dove abbiamo subito questo processo di alterazione genetica \u00e8 problematico da stabilire. Certamente sono stati pescati in queste acque, ci\u00f2 non significa che i danni li abbiano riportati in queste acque. <strong>Pu\u00f2 darsi che siano arrivati dall\u2019Alto Mediterrano o dall\u2019Atlantico gi\u00e0 in queste condizioni e semplicemente sono stati pescati qui.<\/strong> Questo \u00e8 un problema del mare Mediterraneo in generale che \u00e8 fortemente inquinato, non del Tirreno cosentino. Due o tre sono stati gli episodi segnalati. La rilevazione \u00e8 stata fatta qui, ma \u00e8 un dato casuale. Dove tutto sia avvenuto e perch\u00e9 sia avvenuto questo ce lo diranno le analisi che abbiamo disposto\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NAVI DEI VELENI<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo avuto il caso dello spiaggiamento della Jolly Rosso Amantea e anche quello come il caso della Chunsky di Cetraro venne archiviato con una richiesta che faceva emergere anche aspetti oscuri della vicenda. Sono uscite fuori un sacco di incompletezze, situazioni dubbie ed anche le modalit\u00e0 dell\u2019affondamento sono state dubbie perch\u00e9 il mare era calmissimo. <strong>Poi \u00e8 arrivato un elicottero ha prelevato l\u2019equipaggio, la nave si stava inabissando, paradossalmente si sono agitate le acque del mare<\/strong> e il moto ondoso ha mantenuto a galla la nave, per questo la Jolly Rosso dopo essere stata accompagnata sino ad un certo punto si \u00e8 spiaggiata sul lungomare. Ognuno faccia le proprie deduzioni. Noi dobbiamo rimanere ancorati alle realt\u00e0 processuali consolidatesi in decreti di archiviazione e sentenze di proscioglimento o sentenze a carico di ignoti\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RIFIUTI RADIOATTIVI<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo situazioni consolidate ed accertate. Un caso tra tutti \u00e8 quello del fiume Oliva. Nell\u2019ultima udienza svoltasi la scorsa settimana a Cosenza in Corte d\u2019Assise si \u00e8 deciso di acquisire tutte le relazioni tecniche sul tipo di rifiuti ritrovati. <strong>A parte la vicenda della nave in cui il pentito Fonti, ora deceduto, parl\u00f2 del rapporto tra \u2018ndrangheta e smaltimento dei rifiuti non abbiamo una prova della presenza dei clan come soggetto attivo in queste operazioni.<\/strong> Non ne abbiamo prove. Se prendiamo in considerazione gli episodi consumati nella terra dei fuochi o nel reggino il business pare sia di completo appannaggio della criminalit\u00e0 organizzata. Qui invece ci sono tre imputati, che avevano cave e impianti di calcestruzzo, imprenditori che operavano nell\u2019ambito dell\u2019edilizia pubblica a cui non \u00e8 contestata l\u2019associazione mafiosa o la collusione con gli ambienti legati alle \u2018ndrine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi contestiamo l\u2019interramento di rifiuti radioattivi nelle aree di loro pertinenza. In occasione del ripascimento di un tratto di spiaggia fatto dalla stessa azienda si erano trovati materiali inquinati (verosimilmente pericolosi per la salute) nonch\u00e9 un brandello di un natante, una lamiera che ricordava molto la Jolly Rosso. <strong>Elementi di radioattivit\u00e0 sul torrente Oliva li avevamo trovati e sono negli atti.<\/strong> L\u2019alta concentrazione di cesio 137 \u00e8 stata considerata dall\u2019Ispra come accidentale e si collega alle solite fonti inquinanti quali Chernobyl. I picchi registrati ci hanno portato ad indagare su ci\u00f2 che \u00e8 stato interrato in quell\u2019area. Come le cose stiano realmente non lo sappiamo ancora. Il processo \u00e8 ancora in corso\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FOGNE E DEPURATORI<\/p>\n<p>\u201cQuando non si attua la depurazione nelle modalit\u00e0 previste dalla legge o non si depura affatto, gli scarichi finiscono direttamente in mare. Non sono pi\u00f9 solo gli escrementi umani a finire nelle acque, ma materiali chimici e veleni vari che generano un inquinamento tale da scompensare il metabolismo del mare causando la morte della flora e della fauna marina. Su questo non c\u2019\u00e8 ombra di dubbio.<strong> Sotto costa la situazione \u00e8 visibile agli occhi di tutti basta immergersi con una semplice maschera per vedere il mantello di fanghiglia che ricopre il terreno.<\/strong> La situazione della depurazione oggi rispetto al passato non \u00e8 cattiva. Ci sono per\u00f2 degli ostacoli di ordine strutturale perch\u00e9 molti impianti sono fatiscenti e i Comuni non hanno i soldi per riammodernarli ci\u00f2 comporta che la depurazione sia spesso fatta male con interruzioni del servizio quando con le piogge sommergono le vasche e tutto viene scaricato in mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Collaborando con gli amministratori locali abbiamo collettato alla rete fognaria comunale le abitazioni che non ancora non erano collegate ed \u00e8 scatta il paradosso: gli impianti di depurazione non sono sufficienti a coprire il numero di residenti, soprattutto in estate con l\u2019arrivo dei turisti. Cetraro ha rifatto l\u2019impianto, per\u00f2 non tutti hanno avuto questa possibilit\u00e0. Noi siamo per\u00f2 in grado di stabilire le responsabilit\u00e0 connesse alla cattiva depurazione. La Provincia di Cosenza ha fatto controllare tutti gli impianti dell\u2019area e si \u00e8 detta disponibile a risolvere piccoli problemi tecnici con impegni di spesa limitati. La gestione \u2018allegra\u2019 da parte di alcune aziende che si aggiudicavano gli appalti per la gestione dei depuratori ha portato anche a <strong>degli arresti, come nel caso della Smeco che gestiva, quasi in regime di monopolio, , l\u201980%-90% degli impianti del Tirreno cosentino.<\/strong> Nell\u2019indagare sulla depurazione abbiamo dovuto valutare il problema del pagamento del servizio da parte dei Comuni che nella maggior parte dei casi \u00e8 in netto ritardo e comporta per l\u2019azienda l\u2019anticipo di diverse centinaia di migliaia di euro. E le ditte per risparmiare, non depurano. Se i Comuni o le Regioni avessero i finanziamenti tutti avrebbero condizioni migliori di depurazione e un mare pi\u00f9 pulito\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PATOLOGIE ONCOLOGICHE<\/p>\n<p>\u201cGli organismi sanitari ufficiali interpellati sui dati delle patologie oncologiche insorte tra i residenti del paolano ci hanno comunicato che l\u2019incidenza di tumori \u00e8 nella norma. Poi quale sia la norma, quale sia il trend, <strong>quale sia l\u2019incidenza su questo territorio rispetto ad altri territori non \u00e8 stato mai chiarito con esattezza.\u00a0Tutto \u00e8 rimasto nel vago.<\/strong> Anche in relazione ad altre indagini come quelle sul fiume Oliva gli enti interrogati hanno dichiarato che siamo in linea con la media dei dati che si registrano nel resto del Paese. Che l\u2019uomo negli ultimi cinquanta anni abbia fatto di tutto per rovinarsi la salute non c\u2019\u00e8 ombra di dubbio. La corsa all\u2019industrializzazione ha portato ad una produzione enorme di rifiuti speciali, radioattivi e non, che non si sa pi\u00f9 come smaltire e che hanno finito per inquinare mezzo mondo basta vedere le isole estese per decine di chilometri formatesi con l\u2019accumulo di rifiuti nell\u2019oceano Indiano e nel Pacifico. Che poi come conseguenza ci sia un aumento di determinate patologie mi pare abbastanza logico ed intuibile\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una costa gi\u00e0 martoriata dall\u2019abusivismo edilizio su cui grava un inquinamento delle acque cui entit\u00e0 \u00e8 ancora tutta da accertare.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":44022,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,28],"tags":[],"class_list":["post-44021","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44021","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44021"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44021\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/44022"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44021"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=44021"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=44021"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}