{"id":45486,"date":"2015-07-13T08:11:36","date_gmt":"2015-07-13T06:11:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/agriocoltura-made-in-cosenza-ancora-una-truffa-ai-danni-dellinps\/"},"modified":"2023-01-17T12:37:06","modified_gmt":"2023-01-17T11:37:06","slug":"44772-agriocoltura-made-in-cosenza-ancora-una-truffa-ai-danni-dellinps","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/44772-agriocoltura-made-in-cosenza-ancora-una-truffa-ai-danni-dellinps\/","title":{"rendered":"Agricoltura &#8216;made in Cosenza&#8217; ancora una truffa ai danni dell&#8217;Inps"},"content":{"rendered":"<h4>Gli uomini della Guardia di Finanza hanno ricostruito l\u2019elaborato iter seguito per beneficiare di cospicui contributi pur non avendone assolutamente i requisiti.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Finanzieri del Comando provinciale di Cosenza hanno scoperto, al termine di una complessa attivit\u00e0 di indagine, l\u2019ennesima truffa perpetrata ai danni dell\u2019INPS nel settore della \u201craccolta e prima lavorazione di prodotti agricoli\u201d . I truffatori hanno illegittimamente percepito consistenti contributi dall\u2019INPS utilizzando documentazione falsa.\u00a0Infatti, i Finanzieri, hanno accertato che erano presentate all\u2019ente previdenziale una serie di d<strong>ocumentazioni false a e attestazioni non veritiere a partire dall\u2019anno 2006, ottenendo la liquidazione dall\u2019INPS di somme relative a indennit\u00e0 di disoccupazione, malattia, maternit\u00e0 e assegni familiari per un importo che sfiora i tre milioni di euro.\u00a0<\/strong>Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno accertato che il modus operandi \u00e8 stato, di per s\u00e9, molto simile a quello gi\u00e0 largamente impiegato in altre truffe simili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In pratica, un&#8217;azienda agricola ha presentato tutti i documenti necessari per ottenere i contributi dall\u2019Ente previdenziale, compresa anche la Denuncia Aziendale per ottenere il codice CIDA, ma, tuttavia, ha denunciato all\u2019INPS un numero di giornate lavorative assolutamente spropositato per la mole di lavoro sostenuta: <strong>basti pensare che nel solo anno 2009 la societ\u00e0 avrebbe avuto ben 500 dipendenti a cui sarebbero stati corrisposti circa un milione di euro a fronte di un volume d\u2019affari di poco inferiore ai 100.000 euro.\u00a0<\/strong>Le indagini hanno altres\u00ec appurato che gran parte dei contratti di lavoro alla base dell\u2019erogazione dei contributi erano assolutamente falsi e che la societ\u00e0 ha dichiarato di aver lavorato su fondi di cui non ha mai avuto la disponibilit\u00e0 e sempre con un numero sproporzionato di lavoratori in rapporto alle reali esigenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ben oltre il 90% delle giornate dichiarate sono risultate fasulle e i Finanzieri hanno inoltre constatato che la Societ\u00e0 non ha esibito<strong> la prescritta documentazione amministrativa e contabile relativa al personale dipendente, giustificando l\u2019assenza della stessa come conseguenza di un presunto incendio ad un veicolo, evento mai denunciato.<\/strong>\u00a0La Guardia di Finanza ha complessivamente calcolato in circa tre milioni di euro il danno sub\u00ecto dall\u2019INPS e ha valutato la posizione di 829 soggetti segnalati all\u2019Autorit\u00e0 Giudiziaria per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e di falso in atto pubblico.\u00a0Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che g<strong>ran parte dei beneficiari delle indennit\u00e0 erogate dall\u2019Ente di previdenza sono soggetti gravati da numerosi precedenti penali e gi\u00e0 noti alle Forze dell\u2019Ordine e alla magistratura<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli uomini della Guardia di Finanza hanno ricostruito l\u2019elaborato iter seguito per beneficiare di cospicui contributi pur non avendone assolutamente i requisiti.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":45487,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-45486","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45486","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=45486"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/45486\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/45487"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=45486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=45486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=45486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}