{"id":46053,"date":"2015-07-31T12:51:49","date_gmt":"2015-07-31T10:51:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/teatroterapia-allinterno-della-casa-circondariale-di-paola-con-innocenti-evasioni-in-festival\/"},"modified":"2023-01-17T12:37:39","modified_gmt":"2023-01-17T11:37:39","slug":"46677-teatroterapia-allinterno-della-casa-circondariale-di-paola-con-innocenti-evasioni-in-festival","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/46677-teatroterapia-allinterno-della-casa-circondariale-di-paola-con-innocenti-evasioni-in-festival\/","title":{"rendered":"Teatroterapia all&#8217;interno della casa Circondariale di Paola con Innocenti Evasioni in Festival"},"content":{"rendered":"<h4>L\u2019intervento riabilitativo \u00e8 stato centrato sulle difficolt\u00e0 relazionali, le modalit\u00e0 di comunicazione con l\u2019altro l\u2019espressione di emozioni e sentimenti dei reclusi presso la Casa Circondariale.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PAOLA (CS) &#8211; Con lo spettacolo Innocenti Evasioni in Festival andato in scena lo scorso 20 luglio 2015, si \u00e8 chiusa la Prima Edizione del Progetto \u201cDentro la Bolla\u2026\u201d e dei Laboratori Sperimentali di Attivit\u00e0 Espressiva e Teatroterapia, a cura del Servizio Sociale Professionale\/Area Integrazione Socio Sanitaria del Distretto Sanitario Tirreno \u2013 ASP di Cosenza iniziati nello scorso mese di gennaio 2015, presso la Casa Circondariale di Paola. Portare il teatro in carcere non \u00e8 un\u2019impresa semplice, ma \u00e8 difatti accattivante l\u2019interagire con le persone recluse e stabilire un ascolto e un feed-back efficaci con chi \u00e8 privato della libert\u00e0 e vive una quotidianit\u00e0 ripetitiva, appesantita da dialoghi e comportamenti sempre uguali. <strong>Il carcere \u00e8 un luogo che si vuole invisibile. Anche il detenuto si sente una persona invisibile. La prima cosa che chiede \u00e8: \u201cCom&#8217;\u00e8 fuori\u2026?\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Trovare motivi di riflessione e di espressione \u00e8 il modo per dare voce e corpo al cambiamento di s\u00e9. Il fine, quello di ristabilire un ponte tra l\u2019essere se stessi e riconquistare lo spazio dove poter \u201cesercitare la creativit\u00e0\u201d e spezzare la tendenza alla rimozione di s\u00e9, a nascondere con la immobilit\u00e0 le mura invalicabili del carcere. Questo \u00e8 quanto perseguito dall\u2019ideatrice del Progetto, Dott.ssa Emilia Luigia Pulitan\u00f2 Responsabile del Servizio Sociale Professionale\/Area Integrazione Socio Sanitaria del Distretto Sanitario Tirreno \u2013 ASP di Cosenza e quanto approvato dal Direttore dello stesso Distretto Sanitario, Giuliana Bernaudo.<strong>\u00a0Per divenire attori le persone detenute hanno dovuto imparare a crearsi una cultura scenica, superare schemi comportamentali legati ad archetipi culturali tanto definiti quanto inconsapevoli, sui quali hanno agito per produrre consapevolezza e cambiamento, processi utili non solo per la scena.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nCoinvolgere i detenuti nell\u2019azione teatrale, farli esercitare sulle proprie capacit\u00e0 creative occultate e aiutarli a disseppellirle ha comportato, oltre ad un lavoro di riflessione e di ricerca della consapevolezza di s\u00e9, anche un mettersi in gioco, <strong>uscendo dagli schemi mentali di un vissuto pregresso che li contraddistingue come colpevoli e devianti per ri-scoprire, invece, in se stessi altre modalit\u00e0 espressive di tolleranza e condivisone, in contrasto ai comportamenti fuorvianti<\/strong>. Sul palcoscenico, emerge tramite la poesia, la musica, il canto, il bisogno benefico di rivedere, di raccontarsi in altro modo e con tutti i mezzi possibili. Questa \u00e8 la sfida raccolta dai detenuti\/attori del Progetto \u201cDentro la Bolla\u2026\u201d; non negare la lotta, il conflitto brutale e cieco, ma attraversarli e trasformarli per chi vorr\u00e0 vedere, ascoltare, considerare anche questi aspetti dell\u2019umano e dell\u2019essere proiettati verso un nuovo modo di essere se stessi.\u00a0La chiave rappresentativa dello spettacolo \u201cInnocenti Evasioni in Festival\u201d \u00e8 stata quella di portare nel Teatro della Casa Circondariale di Paola uno spettacolo inedito di satira, musica e di narrazione ma anche di attualit\u00e0 sociale, scritto ed interpretato dai detenuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 stato proposto in una commistione di generi, come <strong>la recitazione di brani in prosa interpretati dall\u2019attore detenuto Lele Nucera e da altre performance alternate tra canto e azione mimata<\/strong>, nonch\u00e9 momenti di riflessione. Umorismo autentico, ma anche meditazione intorno a scottanti tematiche del nostro tempo: omofobia, disabilit\u00e0, migrazione. Lo spettacolo ha attinto dalla comicit\u00e0 per delinearsi poi in pi\u00f9 ampi scenari, le tante vicende che segnano l\u2019attuale dimensione storica. Vizi e virt\u00f9 della nostra societ\u00e0 sotto la lente d\u2019ingrandimento della satira e del paradosso. L\u2019attivit\u00e0 progettuale del Distretto Sanitario Tirreno riprender\u00e0 nel prossimo mese di settembre 2015.\u00a0Si ringrazia per la collaborazione il Team di conduttori del Progetto del SSP\/Area ISS del Distretto Sanitario Tirreno: Vincenzo Bonomo, Maria D\u2019Andrea, Assunta Ferrari, il Direttore della Casa Circondariale di Paola Caterina Arrotta per la sensibilit\u00e0 e la disponibilit\u00e0 verso l\u2019attivazione di questi processi di integrazione sociale e sanitaria, la Dirigente Scolastico dell\u2019Istituto Comprensivo \u201cIsidoro Gentili\u201d di Paola, \u00a0Margherita Maletta e Maria Pedranghelu, docente del Centro Territoriale Permanente per l\u2019Istruzione e la Formazione degli Adulti di Paola, per l\u2019ampia collaborazione e la condivisione delle sinergie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intervento riabilitativo \u00e8 stato centrato sulle difficolt\u00e0 relazionali, le modalit\u00e0 di comunicazione con l\u2019altro l\u2019espressione di emozioni e sentimenti dei reclusi presso la Casa Circondariale.<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":46054,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,28],"tags":[],"class_list":["post-46053","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46053","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46053"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46053\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}