{"id":47209,"date":"2015-09-09T11:48:14","date_gmt":"2015-09-09T09:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/gli-abbruzzese-avanzano-la-geografia-della-criminalita-cosentina-nellultima-relazione-dellantimafia\/"},"modified":"2023-01-17T12:38:52","modified_gmt":"2023-01-17T11:38:52","slug":"50810-gli-abbruzzese-avanzano-la-geografia-della-criminalita-cosentina-nellultima-relazione-dellantimafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/50810-gli-abbruzzese-avanzano-la-geografia-della-criminalita-cosentina-nellultima-relazione-dellantimafia\/","title":{"rendered":"Gli Abbruzzese avanzano, la geografia della criminalit\u00e0 cosentina nell&#8217;ultima relazione dell&#8217;Antimafia"},"content":{"rendered":"<h4>&#8221;Non vi sono chiare evidenze su chi ricopra in modo indiscutibile l&#8217;incarico di capo della mafia calabrese&#8221;. Queste le conclusioni della Dia.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che la criminalit\u00e0 calabrese \u00e8 la regina del narcotraffico internazionale. E la provincia di Cosenza non sarebbe immune dai fenomeni &#8216;ndranghetistici. Anzi. Il caso Plinius con il commissariamento del Comune di Scalea dove \u00e8 stato riscontrato che la cosca Valente &#8211; Stummo,\u00a0&#8216;ndrina satellite del potente clan Muto di Cetraro, riusciva a <strong>vincolare l&#8217;economia del territorio dagli appalti pubblici alle forniture di pane negli alimentari,<\/strong> ha fatto emergere il forte condizionamento criminale nella gestione sia della cosa pubblica sia delle attivit\u00e0 private sul territorio. Inoltre tra le zone della Regione in cui vengono registrati i delitti pi\u00f9 cruenti volti a ristabilire gli equilibri mafiosi spicca la Piana di Sibari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche in citt\u00e0 la situazione, secondo l&#8217;Antimafia, non sarebbe affatto rosea. Secondo i rilievi emersi dall&#8217;ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia pubblicata ieri &#8221;le indagini della DDA di Catanzaro che hanno portato al fermo del presunto capo di una cosca degli zingari e di associati al gruppo Bella Bella &#8211; si legge nel documento &#8211; hanno definito i nuovi equilibri criminali nell&#8217;area del capoluogo bruzio.\u00a0A Cosenza insiste una federazione tra i consessi malavitosi <strong>Lanzino &#8211; Patitucci, Perna-Cicero-Musacco-Castiglia e l&#8217;ultima nuova organizzazione Rango-Zingari, sorta dall&#8217;unione tra i superstiti della cosca Bella Bella, di fatto sparita dal teatro criminale ed il gruppo degli zingari di Cosenz<\/strong>a&#8221;. Insomma secondo la Dia la pax mafiosa in citt\u00e0 sarebbe gi\u00e0 stata decisa anche se, diversi elementi che emergono dalle cronache farebbero pensare che gli equilibri siano ancora da definire. Un esempio potrebbe essere il ritrovamento del latitante Daniele La Manna armato sino ai denti il quale temeva maggiormente un&#8217;aggressione da parte dai propri &#8216;colleghi&#8217; che l&#8217;arresto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sul Tirreno, invece, &#8221;<strong>il potere dei Muto di Cetraro, &#8211; scrive la Dia &#8211; che si estende soprattutto<\/strong> <strong>da Guardia Piemontese fino al confine con la Basilicata, influenza tutta la provincia.<\/strong> Le cosche storiche operanti nel paolano si sono indebolite per la pressione giudiziaria subita e sul territorio si \u00e8 estesa l&#8217;influenza dei malviventi cosentini, che hanno coperto i vuoti lasciati dagli arrestati. A Paola, da tempo luogo di riferimento per il gruppo Serpa (che erano alleati ai Bruni di Cosenza, ai Tundis di Fuscaldo ed ai Besaldo di Amantea) permane un clima di fibrillazione che farebbe pensare all&#8217;affermazione di un nuovo clan dopo le indagini &#8221;Nepetia-Enigna&#8221; che hanno colpito le cosche Gentile, Besaldo e Africano. A Fuscaldo ed in una parte del Comune di Paola agiscono i Martello-Scofano-Ditto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lungo il litorale jonico &#8211; continua la relazione sul secondo semestre 2014 &#8211; persistono i Forastefano di Cassano allo Jonio, nonostante le perdite subite nel corso della lotta contro il sempre pi\u00f9 pericoloso gruppo degli zingari (base storica nel quartiere &#8221;Timpone Rosso&#8221; della frazione di &#8221;Lauropoli&#8221; di Cassano allo Jonio), che nel corso di questi ultimi anni, da una<strong> situazione di dipendenza che li collocava ai margini delle associazioni criminali, \u00e8 diventata una locale della &#8216;ndrangheta dotata di piena autonomia operativa.<\/strong> L&#8217;operazione Drugstore avrebbe infatti evidenziato una sorta di pace mafiose tra i due gruppi della Sibaritide. Da Rossano a Cariati s&#8217;incontra la compagine Acri &#8211; Morf\u00f2 con episodi anche di voto di scambio che mantiene rapporti con gli zingari di Cassano allo Jonio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nei territori comunali pi\u00f9 interni della provincia si incontrano sodalizi malavitosi collegati alla cosca Lanzino: i Chirillo a Paterno Calabro, i Di Puppo a Rende.<\/strong> A nord del capoluogo vi sono ex affiliati alla cosca castrovillarese Di Dieco, duramente colpita dall&#8217;inchiesta Tamburo che ha riguardato le infiltrazioni mafiose nei cantieri della Salerno &#8211; Reggio Calabria&#8221;.\u00a0Dall&#8217;analisi degli eventi accaduti si pu\u00f2 affermare che la &#8216;ndrangheta potrebbe continuare a condizionare lo sviluppo della Calabria ed a influenzare molte iniziative imprenditoriali e di rilevo pubblico anche nel resto d&#8217;Italia. Duro il commento degli investigatori che in tal senso evidenziano la diffusione del <strong>malaffare nell&#8217;apparato politico-finanziario del Paese caratterizzato da dinamiche corruttive che rifiutano criteri meritocratici ed ignorano completamente la ricerca del bene della collettivit<\/strong>\u00e0 segno di quello che la Dia definisce una &#8221;perversa attitudine mentale&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">LE PRINCIPALI OPERAZIONI CONDOTTE IN PROVINCIA DI COSENZA<\/p>\n<p>20 Settembre 2014 &#8211; Operazione Tramonto: sequestrati beni per 11 milioni di euro a sogetti appartenenti alla cosca Serpa di Paola che si sarebbero accaparrati appalti pubblici anche per conto dell&#8217;Asp di Cosenza<\/p>\n<p>15 Ottobre 2014 &#8211; Operazione The end of game: arrestate tre persone per tentata estorsione ai danni del sindaco e del vicesindaco del Comune di Marano Marchesato (Domenico Mignolo, Alberto Ruffolo e Alberto Novello)<\/p>\n<p>22 Ottobre 2014 &#8211; Indagate quattro persone per associazione per delinquere ed estorsione, alcune collegate col gruppo criminale degli zingari attivo nel capoluogo<\/p>\n<p>25 Novembre 2014 &#8211; Eseguito fermo di indiziato di delitto nei confronti di quattro appartenenti alla criminalit\u00e0 organizzata cosentina nonch\u00e8 dei due soggetti ritenuti reggenti della cosca Rango Abbruzzese per l&#8217;omicidio di Luca Bruni (Maurizio Rango e Adolfo Foggetti)<\/p>\n<p>27 novembre 2014 &#8211; Operazi0ne Par condicio indagati venti soggetti ritenuti collegati al gruppo Rango &#8211; Abbruzzese per associazione di tipo mafioso, estorsione e traffico di stupefacenti (tra gli arrestati: Rocco Bevacqua, Domenico Cafiero, Franco Bruzzese, Attilio Chianello, Andrea Greco, Luciano Impieri, Mario Perri e Gennaro Presta)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8221;Non vi sono chiare evidenze su chi ricopra in modo indiscutibile l&#8217;incarico di capo della mafia calabrese&#8221;. 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