{"id":48573,"date":"2015-10-21T09:21:12","date_gmt":"2015-10-21T07:21:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-videoinchiesta-del-corriere-il-re-del-pesce-franco-muto-il-boss-di-cetraro-che-controlla-il-tirreno\/"},"modified":"2023-01-17T12:40:14","modified_gmt":"2023-01-17T11:40:14","slug":"56293-la-videoinchiesta-del-corriere-il-re-del-pesce-franco-muto-il-boss-di-cetraro-che-controlla-il-tirreno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/56293-la-videoinchiesta-del-corriere-il-re-del-pesce-franco-muto-il-boss-di-cetraro-che-controlla-il-tirreno\/","title":{"rendered":"La videoinchiesta del Corriere: Il &#8220;re del pesce&#8221; Franco Muto, il  boss di Cetraro che controlla il tirreno"},"content":{"rendered":"<h4>Considerato tra i dieci &#8216;boss&#8217; pi\u00f9 potenti della &#8216;ndrangheta calabrese e\u00a0soprannominato &#8220;il re del pesce&#8221; secondo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, controllerebbe il mercato lungo la costa tirrenica\u00a0fino alla Campania<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>ROMA &#8211; Il pesce non si vende se lui non vuole. Lui \u00e8 Franco Muto, tra i capi pi\u00f9 potenti della \u2018ndrangheta, l&#8217;unico che riesce ad avere ramificazioni con la \u2018ndrangheta reggina e con la camorra napoletana. Eppure ha iniziato come un imbianchino, poi come fruttivendolo e ancora come calzolaio fino a diventare un potente boss della criminalit\u00e0 organizzata cosentina. A tracciare un profilo di Franco Muto, \u00e8 una<strong> video inchiesta realizzata dal giornalista Antonio Crispino e pubblicata su Corriere.it<\/strong>, che racconta il suo insediamento a Cetraro, nella zona del porto, dove costruisce una pescheria di 350 metri quadrati\u00a0su demanio senza che il Comune batta ciglio e inizia ad allacciare rapporti con la cosca cosentina dei Pino-Sena, all&#8217;epoca dominante nel territorio. Un personaggio che nel tempo \u00e8 riuscito ad entrare in quasi tutte le attivit\u00e0 commerciali della zona. Sotto il controllo di Muto non ci sono solo imprenditori e attivit\u00e0 economiche ma anche istituzioni. Ne \u00e8 il simbolo l\u2019ospedale di Cetraro che per anni \u00e8 stato utilizzato come \u201c luogo sicuro\u201d per svolgere le riunioni del clan. Ma anche come sbocco clientelare dove assumere persone a lui vicine.  In pratica quasi tutte le attivit\u00e0 dovevano rifornirsi di pesce da lui.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/video.corriere.it\/video-embed\/c2f9a034-772e-11e5-be66-1fe1580f106c\" width=\"540\" height=\"340\" frameborder=\"no\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>Nell&#8217;inchiesta un investigatore racconta come &#8220;il pesce veniva imposto e si doveva pagare e chi abbozzava una minima concorrenza veniva &#8216;allontanato&#8217; con le buone o con le&#8230; cattive&#8221;. Un dominio che va dalla Basilicata alla Calabria fino in Campania. E anche quando finisce in carcere sono i familiari a gestire le sue &#8216;cose&#8217; (anche la moglie, Angelina Corsanto, \u00e8 stata condannata per associazione mafiosa). Un monopolio ed un controllo quello dei Muto che diventa totale, tra usura, traffico di stupefacenti, attivit\u00e0 economiche ma anche istituzionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Considerato tra i dieci &#8216;boss&#8217; pi\u00f9 potenti della &#8216;ndrangheta calabrese e\u00a0soprannominato &#8220;il re del pesce&#8221; secondo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, controllerebbe il mercato lungo la costa tirrenica\u00a0fino alla Campania<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":48574,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17,28],"tags":[],"class_list":["post-48573","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48573","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48573"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48573\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48574"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48573"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48573"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48573"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}