{"id":48632,"date":"2015-10-22T14:50:36","date_gmt":"2015-10-22T12:50:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/elezioni-a-cosenza-cittadini-nauseati-dal-malaffare-si-riuniscono-per-creare-unalternativa\/"},"modified":"2023-01-17T12:40:18","modified_gmt":"2023-01-17T11:40:18","slug":"56646-elezioni-a-cosenza-cittadini-nauseati-dal-malaffare-si-riuniscono-per-creare-unalternativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/56646-elezioni-a-cosenza-cittadini-nauseati-dal-malaffare-si-riuniscono-per-creare-unalternativa\/","title":{"rendered":"Elezioni a Cosenza, cittadini nauseati dal malaffare si riuniscono per creare un&#8217;alternativa"},"content":{"rendered":"<h4>Occhiuto, Paolini, i soliti noti o finalmente sceglierai? Assemblea pubblica domani alle 17.30 al Teatro dell&#8217;Acquario in via Galluppi.\u00a0<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COSENZA &#8211; \u00a0Il 23 Ottobre al Teatro dell\u2019Acquario inizia il viaggio verso l\u2019alternativa e tu puoi esserne protagonista. &#8220;Cosenza \u00e8 la citt\u00e0 che ha visto l\u2019aumento percentuale della disoccupazione pi\u00f9 alto in un meridione gi\u00e0 di per s\u00e9 ampiamente disastrato, &#8211; si legge nel documento divulgato per promuovere l&#8217;incontro dal titolo Diritto alla Citt\u00e0 &#8211; mentre la mannaia dei tagli lineari e la gabbia del patto di stabilit\u00e0 hanno travolto l\u2019efficienza dei servizi. Le luminarie abbaglianti hanno occultato una realt\u00e0 sociale fatta di precariet\u00e0, disoccupazione e solitudine. Vecchie e nuove povert\u00e0 costituiscono un fenomeno sociale dalle mille declinazioni: <strong>la povert\u00e0 materiale di chi inizia a frequentare la Caritas e non arriva pi\u00f9 a fine mese (perch\u00e9 ha perso il lavoro, \u00e8 senza ammortizzatori sociali o subisce una loro erogazione misera e discontinua)<\/strong>, la povert\u00e0 di prospettive, socialit\u00e0 e speranza di chi \u00e8 incastrato in un\u2019esistenza precaria che cancella ogni traccia di futuro, la povert\u00e0 di chi non riesce a pagare il fitto o quella di chi lotta inutilmente per farsi rinnovare un contratto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo del lavoro si \u00e8 trasformato in una giungla abitata da im-prenditori locali e capetti legati a piccoli potentati che, dalle casse dei supermercati fino alla solitudine alienante delle cuffie di uno dei tanti call-center, sfruttano un\u2019intera generazione di precari, spesso costretta ad arrendersi e partire lontano, privando questa citt\u00e0 di energie giovani e rivoluzionarie.\u00a0<strong>Il centro storico, un tempo cuore pulsante della citt\u00e0, sta letteralmente cadendo a pezzi.<\/strong> I suoi meravigliosi vicoli, attraversati da degrado e macerie, compongono una geografia della decadenza che ricorda la bellezza perduta di una Cosenza vivace e pi\u00f9 giusta. Mentre <strong>un\u2019inutile e costosa metropolitana (che non risolverebbe i gravi problemi legati al traffico) rischia di spaccare nuovamente in due la citt\u00e0 e di ghettizzare ancora via Popilia.<\/strong>\u00a0Come il centro storico, anche i rapporti sociali si sgretolano, la povert\u00e0 e la solitudine travolgono il tessuto comunitario e la citt\u00e0 si trasforma in una sommatoria di non-luoghi aridi di solidariet\u00e0 e speranza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosenza \u00e8 sempre pi\u00f9 una citt\u00e0 ricca abitata da poveri. <strong>Si arricchisce progressivamente con\u00a0una casta di rapaci prenditori, lucratori sui mille finanziamenti, politici corrotti e gestori monopolistici delle risorse europee e dei beni pubblici, palazzinari speculatori; si impoverisce sempre pi\u00f9 la stragrande maggioranza della popolazione.<\/strong> \u00c8 il trionfo dell\u2019individualismo imprenditoriale che come una crudele lotteria ne premia uno a fronte di altri cento che cadono; \u00e8 la vittoria del familismo pi\u00f9 estremo, di interessi particolari e privati, di una pratica corruttiva e clientelare che ha asfissiato la vita collettiva e colonizzato, avvelenandoli, gli ambiti della democrazia e della partecipazione. I servizi pubblici, nella loro costante decadenza e nella loro progressiva svendita, palesano l\u2019incapacit\u00e0 di questa giunta (al netto della propaganda, interi quartieri sono sommersi dai rifiuti) e la brutale opera ragionieristica di questo governo che fa cassa con il welfare. L\u2019innalzamento delle rette dei nidi, il costo dei trasporti, l\u2019assenza di spazi e luoghi in cui la cultura sia gratuita e accessibile, la gestione privata di alcuni servizi essenziali sulla pelle degli operatori e dei contribuenti segnalano il declino del comune, della sua idea di baluardo dei diritti sociali e della democrazia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla complessit\u00e0 sociale delle mille sfide di una citt\u00e0 che attraversa la crisi, di un Comune che deve rispettare l\u2019esito referendario ripubblicizzando i servizi, mentre dall\u2019Europa alla Regione, passando per il governo nazionale, riprende martellante il mantra della svendita dei beni pubblici, la maggior parte della politica risponde con lo spettacolo indecoroso dei voltagabbana, dei paladini del proprio giardino (che fingono di ricordarsi dei diritti sociali a Cosenza mentre li tagliano a Roma), degli amici di rimborsopoli.\u00a0Pare ci siano due alfabeti inconciliabili: da una parte la sofferenza silenziosa dei mille volti della crisi e, dall\u2019altra, il chiasso volgare di un ceto politico autoreferenziale che parla di alleanze e macina luoghi comuni ignorando la fisionomia reale della citt\u00e0. <strong>L\u2019indifferenza generalizzata verso la politica, se non l\u2019aperta ostilit\u00e0, non \u00e8 che la naturale reazione a un quadro degenerato e impresentabile.\u00a0Eppure, c\u2019\u00e8 un\u2019alternativa.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fuori dalla rappresentazione binaria del quadro politico, dalla scelta forzata dei due lati della stessa medaglia rappresentati da chi governa Cosenza e dalla sua presunta opposizione, fuori dalla logica dell\u2019austerit\u00e0 e del neoliberismo che fa degli enti locali un\u2019articolazione impotente dei tagli violenti e verticali, fuori dalla rappresentazione macchiettistica dello scontro politico di chi finge la contesa per poi spartirsi gran parte del potere cittadino consolidando i propri interessi, fuori dal pantano politico di Fi, Pd, Pse e Ncd.\u00a0<strong>Siamo uomini e donne di associazioni, partiti, sindacati, movimenti o senza alcuna appartenenza che hanno voglia di costruire un\u2019alternativa fatta di lotta alla precariet\u00e0, al patto di stabilit\u00e0, per i diritti sociali e civili.<\/strong> Sappiamo bene che \u00e8 finito il tempo delle deleghe e dell\u2019autosufficienza: ognuno di noi, nei propri luoghi di partecipazione politica e sociale, fa gi\u00e0 tanto, ma tutto questo si \u00e8 dimostrato insufficiente a mutare il volto di questo presente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La messa in rete delle nostre esperienze e sensibilit\u00e0, la consapevolezza della necessit\u00e0 di intrecciare sociale e politico per dare nuova linfa a un\u2019idea collettiva di trasformazione, il bagaglio di lotte e battaglie che abbiamo ingaggiato in questi anni, ma soprattutto la certezza che anche un\u2019elezione comunale pu\u00f2 e deve essere il terreno su cui provare a ricostruire una maggiore partecipazione, costituiscono le fondamenta di un progetto di alternativa. Un laboratorio di idee e partecipazione, una lista di uomini e donne diretta espressione delle tante resistenze, un canale privilegiato per far filtrare priorit\u00e0 troppo spesso ignorate, una sfida difficile ma necessaria per riconsegnare alla citt\u00e0 la speranza di un\u2019alternativa. Partecipazione popolare senza deleghe e lotta al pensiero unico: contro la povert\u00e0, per il reddito e il lavoro, per l\u2019autorecupero e lo stop alla cementificazione selvaggia, contro la precariet\u00e0, per il diritto alla mobilit\u00e0 e alla casa, per rifiuti zero e diritti civili, per l\u2019accoglienza ed il riconoscimento dei diritti di profughi e migranti, <strong>contro il clientelismo, senza padroni n\u00e9 padrini. Continueremo a farli scegliere o finalmente sceglieremo?&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nAll&#8217;incontro parteciperanno:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Franco Araniti, Pino Assalone, Andrea Bevacqua, Massimiliano Biafora,\u00a0Giuseppe Bornino, Francesco Campolongo, Massimo Ciglio, Giuliana Commisso, Alessandra Corrado, Maria Francesca D\u2019Agostino, Matteo Dalena, Delio Di Blasi, Claudio Dionesalvi, Ibrahima Diop, Francesco Febbraio, Valentina Fedele,\u00a0Micaela Filice, Valerio Formisani, Marcello Gallo, Ciccio Gaudio, Giuseppe Logrippo,\u00a0Laura Lombardo, Giorgio Marcello, Gino Marrello, Elena Musolino, Gianni Oliveri, Ernesto Orrico, Giuseppe Pallone, Pierluigi Pedretti, Mario Pescatore, Oreste Pezzi, Giovanni Potente, Enrico Prete, Giuliano Ricca, Pietro Rossi, Alfonso Senatore, Valentina Spinelli, Rosanna Tedesco, Stefania Tropea, Enrico Turco<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Occhiuto, Paolini, i soliti noti o finalmente sceglierai? 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