{"id":4952,"date":"2012-10-04T11:27:34","date_gmt":"2012-10-04T09:27:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=4952"},"modified":"2023-01-17T13:38:15","modified_gmt":"2023-01-17T12:38:15","slug":"1753-vibofaida-dei-boschi-decisiva-collaborazione-boss","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1753-vibofaida-dei-boschi-decisiva-collaborazione-boss\/","title":{"rendered":"Vibo,&#8221;faida dei boschi&#8221;: decisiva collaborazione boss"},"content":{"rendered":"<p><strong>VIBO VALENTIA<\/strong> -Un contributo decisivo per risalire all&#8217;identita&#8217; degli esecutori e dei loro fiancheggiatori del duplice omicidio dei fratelli Vincenzo e Giuseppe Loielo, di 46 e 44 anni, uccisi a Gerocarne il 22 aprile 2002, e&#8217; giunto dalla collaborazione di Antonio Forastefano,<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>boss dell&#8217;omonima cosca di Cassano allo Ionio (Cosenza) che, tra l&#8217;altro, ha ammesso di avere fatto parte del gruppo di fuoco. A riferirlo sono stati inquirenti e investigatori illustrando i particolari dell&#8217;operazione che oggi ha portato alla notifica di dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere (otto a persone gia&#8217; detenute) per associazione mafiosa e traffico di droga e tre per il duplice omicidio. Per il delitto sono imputati Gaetano Emanuele, di 37 anni, Franco Ida&#8217; (47) e Vincenzo Bartone (44). I tre, gia&#8217; detenuti dal gennaio scorso, sono ritenuti i fiancheggiatori del gruppo di fuoco composto, oltre che da Forastefano, nei confronti del quale l&#8217;arresto non e&#8217; stato disposto in quanto collaboratore, e Bruno Emanuele, ritenuto il capo della cosca operante nella frazione Ariola di Gerocarne (Vibo Valentia) al quale il duplice omicidio era gia&#8217; stato contestato in passato e accusato oggi di associazione mafiosa e traffico di droga. Secondo quanto emerso dalle indagini, il duplice delitto dei fratelli Loielo e&#8217; maturato nell&#8217;ambito della cosca di cui erano i capi per contrasti sorti tra due gruppi contrapposti. In tre occasioni, ha riferito Forastefano, l&#8217;agguato era saltato per vari motivi fino al 22 aprile 2002, quando i killer centrarono il loro obiettivo. &#8221;L&#8217;operazione &#8211; ha detto il questore di Catanzaro Guido Marino &#8211; dimostra che anche se vecchi, i reati non cadono nel dimenticatoio e quanto siano fondamentali i collaboratori, checche&#8217; se ne dica. Inoltre e&#8217; la conferma della qualita&#8217; della squadra mobile distrettuale di Catanzaro nonostante un organico inadeguato&#8221;. Il procuratore generale Santi Consolo, dal canto suo, ha sottolineato la collaborazione con la Dda, &#8221;confermata dall&#8217;applicazione alle indagini del sostituto procuratore generale Marisa Manzini. I risultati di precedenti inchieste sono stati lo spunto per nuove investigazioni&#8221;. Consolo ha anche ribadito che &#8221;e&#8217; finito il tempo degli sconti di fine stagione. Saremo rigorosi nel fare in modo che a fatti gravi corrisponda una pena giusta ma congrua. Cio&#8217; vuol dire che per i condannati non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; convenienza a restare nell&#8217;organizzazione&#8221;. &#8221;L&#8217;inchiesta &#8211; ha rimarcato il procuratore di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo &#8211; ha dimostrato la saldatura tra cosche che operano in varie zone della&nbsp;Calabria&#8221;. Tanto che, ha aggiunto il capo della squadra mobile Rodolfo Ruperti, &#8221;Bruno Emanuele non solo era il capo della cosca, ma agiva come killer per conto dei Forastefano nel cosentino&#8221;. (ANSA).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VIBO VALENTIA -Un contributo decisivo per risalire all&#8217;identita&#8217; degli esecutori e dei loro fiancheggiatori del duplice omicidio dei fratelli Vincenzo e Giuseppe Loielo, di 46 e 44 anni, uccisi a Gerocarne il 22 aprile 2002, e&#8217; giunto dalla collaborazione di Antonio Forastefano,<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":4953,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,18,5],"tags":[],"class_list":["post-4952","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-dai-comuni","category-old"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4952"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4952\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}