{"id":50162,"date":"2015-12-06T08:53:20","date_gmt":"2015-12-06T07:53:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/il-peperoncino-e-la-calabria-un-amore-che-dura-da-secoli-i-cosentini-non-puo-farne-a-meno\/"},"modified":"2023-01-17T12:42:15","modified_gmt":"2023-01-17T11:42:15","slug":"64069-il-peperoncino-e-la-calabria-un-amore-che-dura-da-secoli-i-cosentini-non-puo-farne-a-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/64069-il-peperoncino-e-la-calabria-un-amore-che-dura-da-secoli-i-cosentini-non-puo-farne-a-meno\/","title":{"rendered":"Il Peperoncino e la Calabria, un amore che dura da secoli. I cosentini non possono farne a meno"},"content":{"rendered":"<h4>Parlare della Calabria e della sua cultura gastronomica, ci porta con il pensiero direttamente al peperoncino. Nella cucina calabrese, e in quella cosentina in particolare, \u00e8 raro trovare un piatto, fresco o conservato, in cui non appaia, il peperoncino fresco o essiccato e poi macinato, in dosi modiche o esagerate, \u00e8 sempre presente.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>La Calabria \u00e8 la regione che in Italia consuma pi\u00f9 peperoncino<\/strong> che viene utilizzato in moltissime specialit\u00e0 gastronomiche e piatti tradizionali. I peperoncini piccanti di Calabria, per\u00f2, non sono soltanto perfetti dal punto di vista gastronomico, ma possiedono molte propriet\u00e0 benefiche che molti studi scientifici hanno confermato in questi anni: responsabile degli effetti benefici salutari \u00e8 la capsaicina, la sostanza che conferisce la sensazione piccante.<strong>\u00a0Le propriet\u00e0 salutari del peperoncino sono innumerevoli:<\/strong> grazie alla sua azione stimolante, infatti, riesce a regolare la pressione sanguigna ed a migliorare la circolazione, con effetti benefici generali. Inoltre, ha <strong>propriet\u00e0 antisettiche e favorisce la scomparsa di ulcere ed infezioni del tratto gastro-intestinale<\/strong>, agendo in modo benefico anche sulla funzione digestiva. Grazie alle propriet\u00e0 termogeniche ed all\u2019azione stimolante sul metabolismo basale, il peperoncino risulta un alleato importante nelle diete dimagranti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-64124 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/304b1c14-149f-494a-9dba-e77758f10286.jpg\" alt=\"304b1c14-149f-494a-9dba-e77758f10286\" width=\"536\" height=\"304\" title=\"\"><\/p>\n<p>Il peperoncino piccante<strong>, Capsicumfrutescens<\/strong>, e un arbusto che cresce molto facilmente nelle regioni tropicali. Produce frutti di forma allungata o arrotondata che diventano rossi maturando, ma non si addolciscono mai, al contrario dei frutti del <strong>Capsicumannum<\/strong>, ossia il <strong>peperone<\/strong>.<br \/>\nLa storia del peperoncino piccante risale a circa 7mila anni fa, quando presumibilmente gli indios del Centro e Sudamerica iniziarono a coltivare questa spezia, allora molto preziosa. Conosciuto dagli spagnoli a seguito della scoperta del Nuovo Mondo, il peperoncino si diffuse in tutta Europa ed in Africa, dove venne utilizzata largamente per la conservazione dei cibi, assumendo un ruolo chiave nell\u2019economia delle aree pi\u00f9 povere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-64116 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Capsicum_frutescens.jpg\" alt=\"Capsicum_frutescens\" width=\"547\" height=\"371\" title=\"\"><\/p>\n<p>Ma mentre gli europei, dal palato sensibile, si mostrarono piuttosto diffidenti nei confronti di una spezie che incendiava la bocca, gli africani, gli arabi e gli asiatici la accolsero come una vera e propria rivelazione.<br \/>\nLa Calabria, in tal senso, non fece eccezione: qui il peperoncino venne coltivato in maniera sempre pi\u00f9 diffusa, grazie anche al clima caldo che si avvicina a quello tropicale di <strong>Cile<\/strong> (la denominazione \u201cChili\u201d deriva proprio dal paese sudamericano) e <strong>Messico<\/strong>, dove il \u201cchili\u201d messicano veniva gi\u00e0 coltivato all\u2019epoca dei dai Toltechi prima e agli Aztechi poi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 sul finire del XVII secolo numerosi viaggiatori stranieri che visitarono la Calabria scrissero dell\u2019uso tipico del peperoncino nell\u2019alimentazione ed alcuni immaginarono che il frutto piccante fosse stato importato in questa regione dai Saraceni. In ogni caso le popolazioni calabresi fin dal principio ne apprezzarono le qualit\u00e0 disinfettanti, il presunto potere afrodisiaco e di longevit\u00e0, e lo usarono prevalentemente nella conservazione degli alimenti, soprattutto della carne.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-64117 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/peperoncino.jpg\" alt=\"peperoncino\" width=\"506\" height=\"367\" title=\"\"><\/p>\n<p>Nelle varie province calabresi il peperoncino viene denominato in molti modi (<strong>spagnulicchiu, diavuleddru, piccanteddu, cancareneddu, cancaricchiu, ceras\u00e8ju<\/strong>) a conferma del profondo radicamento dello stesso nelle tradizioni e nella cultura calabrese, che hanno contribuito a creare una mitologia di questo frutto che possiede acclarate virt\u00f9 aromatiche e terapeutiche nonch\u00e9 presunto potere afrodisiaco, affermando in questo modo una forte identit\u00e0 culturale.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 risulta tanto vero come afferma <strong>Vito Teti<\/strong> , noto antropologo cosentino, nella sua \u201c<strong>Storia del peperoncino<\/strong>\u201d perch\u00e9: \u201cchi cerca il prodotto tipico [\u2026..] si misura con la propria storia, la propria cultura, la propria sensibilit\u00e0; propone in qualche modo la fedelt\u00e0 ad un antico sistema che comunque rivela solidit\u00e0 e capacit\u00e0 di persistenza, nonostante le aggressioni esterne ed interne [\u2026..] Se \u00e8 vero che la tipicit\u00e0 \u00e8 in un certo senso una caricatura, una estremizzazione, comporta un certo grado di simulazione e d\u2019invenzione di nuove tradizioni, \u00e8 innegabile che essa consente incontri e aperture, in quanto eccezionale zona di traduzione da una cultura all\u2019altra\u201d.<\/p>\n<p>Le ricette a base di peperoncino calabrese sono migliaia e migliaia e di fatto i calabresi e i cosentini in particolare usano lo usano il piccante ovunque, e in varie forme: fresco, sott\u2019olio o in polvere.<br \/>\nLa sua forza sta proprio nella possibilit\u00e0 di abbinarlo con qualsiasi pietanza perch\u00e9 il suo gusto piccante, a dosi non eccessive, non distrugge i sapori ma, al contrario, li esalta.<\/p>\n<p>Il peperoncino viene usato anche abbinandolo alla carne <strong>(la famosa \u2018nduja)<\/strong> ma pure al pesce, nelle due specialit\u00e0 calabresi pi\u00f9 famose: la \u201crosamarina\u201d e la sardella. Le due preparazioni sono apparentemente simili ma in realt\u00e0 molto risultano assai diverse non solo per la provenienza territoriale (la \u201crosamarina\u201d, \u00e8 prodotte sulle coste cosentine del Tirreno e dello Ionio, mentre la sardella proviene soprattutto dalla zona ionica di Crucoli) ma, soprattutto, per la preparazione stessa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-64122 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Nduja.jpg\" alt=\"Nduja\" width=\"551\" height=\"358\" title=\"\"><\/p>\n<p>Per la \u201c<strong>rosamarina<\/strong>\u201d, infatti, viene utilizzata la c.d. \u201cneonata\u201d di sarde o alici, lavate e salate, poi rimescolate per favorire l\u2019assorbimento del sale e infine condite con peperoncino piccante a scaglie; diversamente, per la sardella vengono usati esemplari di pesce pi\u00f9 grandi (3-4 centimetri di lunghezza), e dopo averla lavata , asciugata e salata a strati, viene lasciata stagionare almeno 6-7 mesi per poi impastarla con peperoncino in polvere e semi di finocchio selvatico.<\/p>\n<p>Il <strong>peperoncino \u00e8 stato usato anche in creme, oppure col pesto o finanche col tonno, oltre che con formaggi e ricotte.<\/strong> Non si possono poi dimenticare gli abbinamenti con il dolce, per esempio col miele di castagno o col cioccolato, con clementine sciroppate o con fichi al forno.\u00a0L\u2019impiego del peperoncino nella trasformazione dei prodotti tipici calabresi \u00e8 quindi assai importante e difficilmente nella cucina calabrese si trovare un piatto, fresco o conservato, in cui non appare il peperoncino fresco o essiccato e poi macinato.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">LA RICETTA &#8211; CONFETTURA DI PEPERONCINI<br \/>\n<\/span><\/strong>Per chi volesse cimentarsi con qualche ricetta particolare con il peperoncino, vi riporto quella abbastanza semplice per la confettura di peperoncini e peperoni.<\/p>\n<p><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-64126 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Marmellata-di-peperoncini1.jpg\" alt=\"Marmellata-di-peperoncini1\" width=\"431\" height=\"298\" title=\"\"><\/strong><\/p>\n<p>La confettura di peperoni rossi e peperoncini piccanti \u00e8 una salsa che pu\u00f2 essere utilizzata con i formaggi di (stagionati e non), con quelli erborinati e con i formaggi caprini freschi e si pu\u00f2 abbinare anche alla carne bollita.<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>Ingredienti<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><strong>750 gr<\/strong> di peperoni rossi puliti<\/li>\n<li><strong>250 gr<\/strong> di peperoncini piccanti freschi<\/li>\n<li><strong>800 gr<\/strong> di zucchero semolato<\/li>\n<li><strong>100 ml<\/strong> di aceto di vino bianco<\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><strong>Preparazione<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&#8211; Lavare e tagliare a pezzi i peperoni rossi, eliminando le parti interne bianche, ma non la buccia. Tagliare i peperoncini piccanti, usando guanti di gomma per evitare il contatto con le parti piccanti.<\/p>\n<p>&#8211; Mettere\u00a0 a cuocere peperoni e peperoncini tagliati a pezzi\u00a0 in una pentola dal fondo spesso con 100 ml di aceto di vino bianco.<\/p>\n<p>&#8211; Una volta cotti, andranno frullaticon un frullatore ad immersione e posti nella pentola utilizzata per cuocerli.<\/p>\n<p>&#8211; Aggiungere lo zucchero (niente sale) e portare a ebollizione facendo addensare.<\/p>\n<p>&#8211; Viene consigliato di non addensare eccessivamente la confettura e di tenere in considerazione che, una volta raffreddata, si addenser\u00e0 ulteriormente.<\/p>\n<p>&#8211; Lavare accuratamente i barattoli in vetro che si utilizzeranno per la confettura, poi sterilizzarli seguendo i metodi pi\u00f9 usati in questi caso: bollendo i vasetti in una comune pentola capiente, riscaldandoli nel\u00a0 forno (circa 30 minuti a 160 gradi) o nel forno microonde, riempendo i vasi di vetro per 3\/4 con acqua e poi\u00a0 facendoli \u201ccuocere\u201d per circa 8-10 minuti alla massima potenza.<\/p>\n<p>&#8211; Disporre la confettura bollente nei vasetti di vetro precedentemente cos\u00ec sterilizzati\u00a0 lasciando un centimetro di aria dal coperchio, non di pi\u00f9. Chiudere con dei tappi nuovi e capovolgere i vasetti tenendoli a testa in gi\u00f9 per almeno 2-3 ore, perch\u00e9 si crei il sottovuoto.<\/p>\n<p>&#8211; Il sottovuoto si sar\u00e0 formato se premendo sul tappo questo si presenter\u00e0 piatto e non far\u00e0 il classico suono del clic-clac, indice, invece, che il vasetto non si \u00e8 sigillato correttamente e che all\u2019interno \u00e8 entrata dell\u2019aria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlare della Calabria e della sua cultura gastronomica, ci porta con il pensiero direttamente al peperoncino. 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