{"id":51114,"date":"2016-01-07T12:09:54","date_gmt":"2016-01-07T11:09:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/la-dieta-mediterranea-questa-sconosciuta-cambia-lo-stile-di-vita-scoperto-negli-anni-50\/"},"modified":"2023-01-17T11:26:25","modified_gmt":"2023-01-17T10:26:25","slug":"68252-la-dieta-mediterranea-questa-sconosciuta-cambia-lo-stile-di-vita-scoperto-negli-anni-50","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/68252-la-dieta-mediterranea-questa-sconosciuta-cambia-lo-stile-di-vita-scoperto-negli-anni-50\/","title":{"rendered":"La Dieta Mediterranea &#8220;questa sconosciuta&#8221;, cambia lo stile di vita scoperto negli anni &#8217;50?"},"content":{"rendered":"<h4>Che cosa sta succedendo alla Dieta Mediterranea? Celebrata dai nutrizionisti e conservata gelosamente attraverso la tradizione, la dieta mediterranea rischia seriamente di scomparire soppiantata da un modello alimentare nuovo ma non altrettanto salutare e sostenibile.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La<strong> dieta mediterranea<\/strong> \u00e8 stata <strong>scoperta<\/strong> in Italia, e precisamente in <strong>Calabria<\/strong> e <strong>Campania<\/strong>, agli inizi degli<strong> anni \u201850<\/strong>. A studiarla per primo fu <strong>Ancel Key<\/strong>s, un medico americano, che not\u00f2 che in alcuni paesi della Campania e della Calabria <strong>(Nicotera per la precisione)<\/strong>, la popolazione locale era afflitta, in misura minore rispetto ad altri popolazioni, da malattie dell&#8217;apparato cardiovascolare.\u00a0Keys, che si trasfer\u00ec in Italia dopo la seconda guerra mondiale, ebbe modo di verificare i suoi studi sugli effetti benefici che l\u2019alimentazione meridionale ha nei confronti delle malattie moderne (cosiddette del benessere) e cio\u00e8 ipertensione, arteriosclerosi, diabete e in genere tutte le malattie cardiovascolari, che oggi affliggono i paesi occidentali e che hanno origine dalla cattiva alimentazione.<br \/>\nEgli scopr\u00ec che in quelle zone si seguiva fondamentalmente un regime dietetico impostato su consumo di pasta, frutta, verdura, legumi, olio d&#8217;oliva, di pesce e di una minima quantit\u00e0 di carne.\u00a0Questo modello meridionale di alimentazione \u00e8 stato confrontato in studi successivi con le diete di altri paesi a forte incidenza di malattie cardiovascolari, quali <strong>la Finlandia, la Germania, gli Stati Uniti,<\/strong> confermando la sua validit\u00e0, come oggi ampiamente accettato. A distanza di oltre sessanta anni assistiamo ora a una situazione paradossale: negli ultimi decenni si \u00e8 assistito in tutta l\u2019area del sud dell\u2019Europa, a un graduale abbandono di questa dieta a favore di stili alimentari meno salutari ed estranei alle nostre origini.<\/p>\n<p>Proprio nelle zone in cui era nata e si era sviluppata questa dieta, capace di mantenere in forma e in salute chi la seguiva, si registra un progressivo abbandono delle sue regole, come testimonia uno studio condotto dal professor <strong>Antonino De Lorenzo, dell\u2019Universit\u00e0 romana di Tor Vergata<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo questa ricerca <strong>in Italia solo il 53% degli adulti<\/strong> (45-64 anni) <strong>segue le regole principali della dieta mediterranea,<\/strong> mentre questa <strong>percentuale<\/strong> s<strong>cende al 33% fra i giovanissimi e tra il 40% e il 44% tra i giovani<\/strong>. Di contro quasi il 32% dei giovanissimi e il 25% dei giovani preferiscono la cosiddetta dieta occidentale, costituita in gran parte da carne e proteine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-68255 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Dieta-Mediterranea-1.jpg\" alt=\"Dieta Mediterranea 1\" width=\"414\" height=\"408\" title=\"\"><br \/>\nNello stesso tempo si \u00e8 accertata,<strong> in Calabria e in Campania,<\/strong> una consistente crescita dell&#8217;obesit\u00e0, soprattutto infantile a fronte di un aumento considerevole nell\u2019alimentazione quotidiana di zuccheri semplici (dolciumi vari e bevande), di cibi a elevato contenuto di grassi (come i prodotti da forno), di una rilevante riduzione di consumo di alimenti d\u2019origine vegetale, contenenti fibre alimentari e sostanze antiossidanti naturali.\u00a0<strong>Molte le cause che hanno contribuito all&#8217;abbandono di quella dieta<\/strong>, dichiarata <strong>dall&#8217;Unesco patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0.<\/strong><br \/>\n<strong>Per prima cosa<\/strong> si deve riscontrare una <strong>mancanza di biodiversit\u00e0 nelle colture locali<\/strong>, diminuite rispetto al passato in misura rilevante. Poche, infatti, le coltivazioni tradizionali ancora presenti nella regione e ci\u00f2 non pu\u00f2 non incidere sulla variet\u00e0 di prodotti presenti nella dieta.\u00a0<strong>Dall\u2019altra<\/strong> parte vi \u00e8 una presenza sempre pi\u00f9 consistente di prodotti d&#8217;importazione, di un <strong>progressivo esaurimento delle risorse naturali e un cambiamento sostanziale degli stili di vita.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-68257 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Nuova-Piramide-Alimentare.png\" alt=\"Nuova Piramide Alimentare\" width=\"600\" height=\"562\" title=\"\"><\/p>\n<p><strong>Quella seguita dai calabresi in questo periodo<\/strong>, sempre pi\u00f9 mutuata da scelte alimentari di stampo tipicamente<strong> nord-europeo e nord-americano<\/strong>, ha <strong>abbandonato le proteine vegetali<\/strong>, come quelle presenti dei legumi, e i grassi \u201cbuoni\u201d come quelli contenuti nel pesce azzurro del mediterraneo, sostituendoli con proteine d\u2019origine animale (carni rosse) e snack industriali dolci e salati, bibite gassate e piatti pronti di produzione industriale ricchi di grassi idrogenati e di oli di scarsa qualit\u00e0 nutrizionale.<br \/>\n<strong>Altra causa di questa situazione \u00e8 da ricercare nei fenomeni collegati di urbanizzazione progressiva e spopolamento delle campagne<\/strong>, che hanno contraddistinto gli anni della seconda parte del secolo scorso.\u00a0La cosa che forse pesa di pi\u00f9, pur non avendo un\u2019origine di natura economica, \u00e8 certamente la perdita progressiva di tutte quelle conoscenze tramandate di generazione in generazione che garantivano, nei nostri paesi, le diversit\u00e0 delle colture e degli allevamenti.\u00a0Un regime dietetico, infatti, che segue le stagioni e i cicli dell&#8217;agricoltura nella produzione di frutta e verdura \u00e8 molto pi\u00f9 varia nel corso dell&#8217;anno rispetto a una dieta standard che si ripete sempre uguale a se stessa nel giro di tutto l\u2019anno.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;aumento del consumo di carne rossa e di prodotti derivati dal latte rappresenta non solo un danno per la salute dell&#8217;essere umano, ma anche un ampio sfruttamento delle risorse naturali a disposizione.<\/strong> Tornare a consumare pi\u00f9 cereali, verdure e legumi avrebbe il doppio beneficio di garantire una vita pi\u00f9 lunga e pi\u00f9 sana.\u00a0L&#8217;elemento chiave, in conclusione, potrebbe senz&#8217;altro essere rappresentato da una diffusa educazione al consumo del cibo salutare, la quale deve mirare soprattutto a modificare i comportamenti alimentari dei giovani, orientati al fast food e a intrattenere un rapporto sbagliato con il cibo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-68254 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Garganistan-Arcimboldi.jpg\" alt=\"Garganistan Arcimboldi\" width=\"532\" height=\"352\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa sta succedendo alla Dieta Mediterranea? 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