{"id":51419,"date":"2016-01-15T15:07:17","date_gmt":"2016-01-15T14:07:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/presentata-la-stagione-2015-2016-del-tau-diretto-da-fabio-vincenzi-audio-intervista\/"},"modified":"2023-01-17T11:26:59","modified_gmt":"2023-01-17T10:26:59","slug":"69576-presentata-la-stagione-2015-2016-del-tau-diretto-da-fabio-vincenzi-audio-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/69576-presentata-la-stagione-2015-2016-del-tau-diretto-da-fabio-vincenzi-audio-intervista\/","title":{"rendered":"Presentata la Stagione 2015-2016 del Tau diretto da Fabio Vincenzi (AUDIO INTERVISTA)"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Presente anche il sindaco Marcello Manna che ha definito il Teatro Auditorium Unical &#8221;il vero teatro dell&#8217;area urbana&#8221;.<\/strong><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">RENDE (CS) &#8211; &#8221;Siamo pronti a partecipare ai progetti del Dams (corso di laurea in Discipline della arti, musica e spettacolo) e ci lasciamo contaminare dalle idee dell&#8217;Unical. Un gruppo di lavoro con l&#8217;energia e le competenze per cambiare la geografia intellettuale della nostra citt\u00e0. Intanto<strong> il centro storico di Rende diventer\u00e0 un piccolo set<\/strong>. Qui saranno effettuate alcune riprese che saranno parte integrante del \u201cCalderon\u201d di Pasolini per la regia di Francesco Saponaro, uno dei tanti spettacoli di altissimo valore di scena al Teatro auditorium Unical&#8221;. Sono questi i punti salienti dell&#8217;intervento del sindaco Manna in occasione della <strong>presentazione della stagione 2015-2016 del Tau<\/strong> alla presenza del rettore del Campus di Arcavacata, Gino Mirocle Crisci. Alla conferenza stampa erano presenti anche il direttore del dipartimento Studi umanistici, Raffaele Perrelli; il direttore del Cams, coordinatore del Dams e docente dell&#8217;Unical, <strong>Roberto De Gaetano<\/strong>; il professore associato di Istituzioni di Regia, Bruno Roberti e il direttore artistico del Tau, Fabio Vincenzi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFra me e il Magnifico Rettore Gino Mirocle Crisci \u2013 ha sottolineato il primo cittadino &#8211; c&#8217;\u00e8 piena sintonia, perch\u00e9 la crescita culturale ed economica di Rende ha bisogno del grande polmone intellettuale dell&#8217;Unical. Viaggia in questa direzione anche la riapertura del <strong>cinema Santa Chiara<\/strong>, il pi\u00f9 antico della Calabria. Contiamo di organizzare la programmazione anche insieme a docenti e studenti del corso di laurea in Dams dell&#8217;Universit\u00e0 della Calabria.\u00a0\u201cProgettare insieme all&#8217;Unical &#8211; ha aggiunto l&#8217;assessore ai Rapporti con l&#8217;universit\u00e0, Vincenzo Pezzi &#8211; il cammino culturale della nostra comunit\u00e0, \u00e8 un&#8217;azione necessaria nella logica politica dell&#8217;esecutivo guidato dal sindaco. Un rapporto fruttuoso e destinato a crescere sempre di pi\u00f9. Da parte nostra c&#8217;\u00e8 la precisa volont\u00e0 di aprire spazi sempre pi\u00f9 ampi di <strong>collaborazione e condivisione<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Questa mattina, il <strong>direttore artistico del TAU, Fabio Vincenzi<\/strong>, ha illustrato il programma ai microfoni di <strong>Rlb Radioattiva<\/strong>.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA<br \/>\n<\/strong><\/span>[audio_mp3 url=&#8221;http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/TAU-Fabio-Vincenzi-direttore-artistico.mp3&#8243;]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PROGRAMMA<\/strong><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Marted\u00ec 19 gennaio, ore 20:45<\/p>\n<p><strong>La parola canta-\u00a0<\/strong>Toni e Peppe Servillo con i Solis String Quartet<\/p>\n<p>una produzione Teatri Uniti<\/p>\n<p>violino Vincenzo Di Donna violino Luigi De Maio viola Gerardo Morrone cello Antonio Di\u00a0Francia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un concerto, un recital, una festa fatta di musica, poesia e canzoni che celebra Napoli,\u00a0l\u2019eterna magia della sua tradizione vivente, l\u2019importanza dell\u2019incontro fra le epoche e della\u00a0pi\u00f9 ampia condivisione culturale. In questa speciale occasione Peppe e Toni Servillo, con\u00a0il prezioso e suggestivo supporto dei Solis String Quartet, canteranno poesie e reciteranno\u00a0canzoni, facendo rivivere e rendendo omaggio ad alcune delle vette pi\u00f9 alte della cultura\u00a0scenica partenopea, fra letteratura, teatro e musica. \u201cLa parola canta\u201d attraversa l\u2019opera di\u00a0autori classici, da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani e Libero Bovio, fino a voci\u00a0contemporanee come quelle di Enzo Moscato e Mimmo Borrelli. \u201cLo spettacolo \u2013\u00a0sottolinea Toni Servillo \u2013 esprime un sentito omaggio alla cultura partenopea,\u00a0rappresentato attraverso la sostanza verbale di poeti, musicisti e scrittori che di Napoli\u00a0hanno conosciuto bene la carne e il cuore. Un ritratto in prosa, versi e musica di una citt\u00e0\u00a0dai mille volti e dalle mille contraddizioni, divisa fra l\u2019estrema vitalit\u00e0 e lo smarrimento pi\u00f9\u00a0profondo, una citt\u00e0 di cui la lingua \u00e8 il pi\u00f9 antico segno, forgiato dal tempo e dalle\u00a0contaminazioni\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Gioved\u00ec 4 e venerd\u00ec 5 febbraio, ore 20:45<\/p>\n<p><strong>Calderon-\u00a0<\/strong>da Pier Paolo Pasolini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">regia Francesco Saponaro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">una produzione Teatri Uniti\/Universit\u00e0 della Calabria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">con Andrea Renzi, Clio Cipolletta, Maria Laila Fernandez, Francesco Maria Cordella,\u00a0Luigi Bignone con la partecipazione filmata di Anna Bonaiuto; scene Lino Fiorito; costumi\u00a0Ortensia de Francesco; suono Daghi Rondanini; luci Cesare Accetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo momento storico ritornare su un autore come Pasolini significa riaffermare il\u00a0senso di una necessit\u00e0 artistica e politica, di un confronto permanente con la voce del pi\u00f9\u00a0lucido e scomodo poeta del nostro tempo. Il testo teatrale scelto \u00e8 ispirato a La vida es\u00a0sue\u00f1o di Pedro Calderon de La Barca. I personaggi sono gli stessi del dramma spagnoloma cambia l&#8217;ambientazione in cui essi si muovono: ci troviamo infatti nella Spagna\u00a0franchista del 1967. Tutto il dramma \u00e8 pervaso dal dubbio e dallo smarrimento, dal\u00a0rapporto feroce tra individuo e potere, in un costante gioco di opposizione fra realt\u00e0 e\u00a0allucinazione. A fare da sfondo all&#8217;intera vicenda \u00e8 il capolavoro Las Meninas di\u00a0Vel\u00e1zquez, dipinto prepotente e ambiguo, in cui vige la moltiplicazione degli sguardi, che\u00a0rimanda al rapporto originario di Pasolini con le arti figurative. Lo spettacolo \u00e8 frutto di un\u00a0progetto di residenza creativa al quale hanno partecipato attivamente un gruppo di\u00a0studenti dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; Gioved\u00ec 3 marzo, ore 20:45<\/p>\n<p><strong>Concerto di Alexander Lonquich e Cristina Barbuti<\/strong><\/p>\n<p>Schumann Papillon op. 2<\/p>\n<p>Brahms Serenata nr. 2 op. 16<\/p>\n<p>Schumann Davidsb\u00fcndlert\u00e4nze op. 2<\/p>\n<p>Transizioni II. Schumann: Resti (3-7 marzo 2016)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un concerto di apertura, un seminario, un laboratorio di linguaggi teatrali e musicali, una\u00a0lectio magistralis di Alexander Lonquich, un dibattito, una lezione aperta e una\u00a0performance di teatro-danza-musica conclusiva.\u00a0Alexander Lonquich nasce a Trier in Germania. Nel 1977 vince il Primo Premio al\u00a0Concorso Casagrande dedicato a Schubert. Da allora tiene concerti in Giappone, Stati\u00a0Uniti e nei principali centri musicali europei. Ospite frequente della Camerata Salzburg, si\u00a0dedica con passione anche alla musica da camera. Tra le sue collaborazioni ricordiamo\u00a0quella con Frank Peter Zimmermann, con il quale ha ottenuto numerosi riconoscimenti\u00a0dalla critica internazionale, quali il \u201cDiapason d\u2019Or 1992\u201d, il \u201cPremio Abbiati\u201d nel 1993 e il\u00a0\u201cPremio Edison\u201d in Olanda nel 1994.\u00a0Nel 2001 Alexander Lonquich ha formato con la moglie Cristina Barbuti un duo pianistico\u00a0esibendosi in Italia, Austria, Svizzera, Germania, Norvegia e Regno Unito, USA. Dopo\u00a0aver effettuato incisioni EMI dedicate a Mozart, Schumann e Schubert, Lonquich ha\u00a0affiancato negli anni, all\u2019attivit\u00e0 concertistica, un intenso lavoro in campo didattico tenendomasterclass in Europa, Stati Uniti e Australia. Con la moglie Cristina \u00a0Barbuti ha creato nel\u00a0proprio appartamento fiorentino Kantoratelier, uno spazio dedicato all\u2019incontro di musica,\u00a0psicologia, teatro ad arte attraverso eventi performativi, laboratori e seminari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Marted\u00ec 15 marzo, ore 20:45<\/p>\n<p><strong>\u00a0Amore-\u00a0<\/strong>di Spiro Scimone<\/p>\n<p>compagnia Scimone Sframeli<\/p>\n<p>regia di Francesco Sframeli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">con Spiro Scimone, Francesco Sframeli, Gianluca Cesale, Giulia Weber; scena di Lino\u00a0Fiorito, disegno luci Beatrice Ficalbi, regista assistente Roberto Bonaventura, direttore\u00a0tecnico Santo Pinizzotto, amministrazione Giovanni Scimone, relazioni esterne e ufficio\u00a0stampa Rosalba Ruggeri, realizzazione scena Nino Zuccaro, produzione compagnia\u00a0Scimone Sframeli in collaborazione con Th\u00e9\u00e2tre Garonne Toulouse<\/p>\n<blockquote><p>Dai, amore, dammi un bacio sulle labbra!<\/p>\n<p>Dammi un bel bacio sulle labbra!\u2026 (pausa)<\/p>\n<p>Come da giovani, amore\u2026 Come quando eravamo giovani, amore!<\/p>\n<p>(\u2026)<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAmore\u201d\u00a0\u00e8 l\u2019ottava commedia di Spiro Scimone, la quarta con la regia di Francesco\u00a0Sframeli (dopo\u00a0\u201cLa busta\u201d,\u00a0\u201cPali\u201d\u00a0e\u00a0\u201cGi\u00f9\u201d) messa in scena dalla compagnia Scimone\u00a0Sframeli.\u00a0In scena due coppie: il vecchietto e la vecchietta, il comandante e il pompiere. Quattro\u00a0figure che non hanno nome. Si muovono tra le tombe. La scena \u00e8, infatti, un cimitero.\u00a0Il tempo \u00e8 sospeso, forse, stanno vivendo l\u2019ultimo giorno della loro vita. Dialoghi quotidiani\u00a0e surreali, ritmi serrati che intercettano relazioni, attenzioni e richieste fisiche che celano\u00a0necessit\u00e0 sul limite tra la verit\u00e0 e la tragedia del quotidiano.\u00a0Spiro Scimone prosegue il suo percorso drammaturgico ai bordi dell\u2019umanit\u00e0, all\u2019interno di\u00a0non luoghi, dove i personaggi non hanno nome e sono \u201ctutti vecchietti\u201d.\u00a0L\u2019 Amore \u00e8 una condizione estrema e, forse, eterna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; Domenica 10 aprile, ore 20:45<\/p>\n<p><strong>Operetta burlesca<\/strong>&#8211;\u00a0di Emma Dante<\/p>\n<p>testo, regia, scene e costumi Emma Dante<\/p>\n<p>una produzione Sud Costa Occidentale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">con Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida, Carmine Maringola coreografie\u00a0Davide Celona luci Cristian Zucaro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa storia parla di Pietro, un ragazzo della provincia meridionale, nato femmina ai piedi\u00a0del Vesuvio. Parla in falsetto, ha un corpo sbagliato e un animo passionale, influenzato dal\u00a0vulcano. Tutti quelli che nascono sotto un vulcano sono dediti all\u2019amore, sanno offrirsi,\u00a0come se la natura esplodesse di vita. Pietro vive coi genitori, \u00e8 figlio unico, il padre l\u2019ha\u00a0messo a lavorare in una pompa di benzina, s\u2019innamora infelicemente un sacco di volte.\u00a0L\u2019unica sua libert\u00e0 \u00e8 scappare di mercoled\u00ec a Napoli: per far shopping e ballare, ma\u00a0soprattutto per camminare. A dir la verit\u00e0, le libert\u00e0 che Pietro riesce a ritagliarsi sono due;\u00a0perch\u00e9 a volte, di sera, si chiude nella sua cameretta, che \u00e8 ancora quella di quand\u2019era\u00a0bambino, coi poster attaccati con lo scotch, si traveste da donna, sposta i mobili, E poi\u00a0balla. A 40 anni incontra il grande amore. Corrisposto. Ma resta l\u00ec paziente al paese, a\u00a0casa dei genitori, e il sabato va a ballare a Napoli. Per due anni dura la storia, finch\u00e9 una\u00a0sera Pietro conosce la verit\u00e0 e per salvare il suo amore prende una decisione difficile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; Sabato 19 e domenica 20 aprile, ore 20:45<\/p>\n<p><strong>La Regina Dada<\/strong><\/p>\n<p>di e con Stefano Bollani e Valentina Cenni<\/p>\n<p>musiche Stefano Bollani, sound design Francesco Giomi, regia del suono Francesco\u00a0Canavese\/Tempo Reale, light design Luigi Biondi, scenografie Andrea Stanisci, produzione\u00a0Stefano Bollani, Pierfrancesco Pisani in collaborazione con Infinito srl<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo le sue celebri incursioni nei territori radiofonici e televisivi, il sempre pi\u00f9 poliedrico\u00a0Stefano Bollani si lancia questa volta in un&#8217;avventura teatrale e debutta come autore e\u00a0attore al fianco di Valentina Cenni, con uno spettacolo surreale, intessuto di musica, che\u00a0esplora i territori della creativit\u00e0, al di fuori dagli schemi oppressivi del senso comune.\u00a0&#8220;Sin da quando sono nato, penso alla morte. Poi cresco e continuo a temerla. Ne parlo\u00a0continuamente, passo il tempo ad averne paura e a cercare di evitarla. Ci penso cos\u00ec\u00a0tanto, alla morte, ma cos\u00ec tanto che alla fine mi convinco davvero che devo morire\u2026 e\u00a0finisce che muoio. Una liberazione. Ora, un popolo fatto di gente cos\u00ec rischia l&#8217;estinzione.\u00a0Sopravviviamo grazie agli eretici, gente che la pensa diversamente. Raramente gli eretici\u00a0hanno visto delle regine schierate con loro. Ancor pi\u00f9 raramente, si sono viste regine di\u00a0impronta dadaista. In un solo caso, poi, si \u00e8 avuta una regina insieme eretica e dadaista.\u00a0E che ha come compagno di viaggio uno che usa la musica come un bruco userebbe un\u00a0fungo per ripararsi dalla pioggia. Lavarsi i denti \u00e8 comunque un buon inizio di giornata. Su\u00a0questo son d&#8217;accordo tutti, maggioranze e minoranze. Quindi la Regina Dada si lava i\u00a0denti.\u00a0E questo getta un&#8217;ombra sulla sua coerenza.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; Marted\u00ec 17 e mercoled\u00ec 18 maggio, ore 20:45<\/p>\n<p><strong>Paradiso-\u00a0<\/strong>di Eimuntas Nekro\u0161ius<\/p>\n<p>dal \u201cParadiso\u201d di\u00a0Dante Alighieri<\/p>\n<p>regia\u00a0Eimuntas Nekro\u0161ius,\u00a0scene Marius Nekrosius, costumi Nade\u017eda Gultiajeva, con gli attori della compagnia\u00a0teatrale Meno Fortas<\/p>\n<p>spettacolo in lituano con sovratitoli in italiano<\/p>\n<p><strong>ESCLUSIVA REGIONALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seconda tappa del progetto di\u00a0Eimuntas Nekro\u0161ius sulla \u201cDivina Commedia\u201d di Dante,\u00a0dopo il precedente che metteva insieme il Purgatorio e l\u2019Inferno, lo spettacolo \u201cParadiso\u201d\u00a0giunge ad Arcavacata e vede in scena gli attori della compagnia Meno Fortas che\u00a0Nekro\u0161ius ha fondato nel 1998 a Vilnius.\u00a0\u201cCredo che la parte pi\u00f9 difficile della Divina Commedia sia proprio questa, il Paradiso. Il\u00a0pi\u00f9 irraggiungibile e il pi\u00f9 sconosciuto; dono non necessario nel presente, aspirazione. \u00c8 la\u00a0parte pi\u00f9 difficile del binomio esistenza\/non-esistenza. Il Paradiso \u00e8 la vera fatica, il\u00a0compito pi\u00f9 arduo. \u00c8 un riflesso della perfezione, e la strada per la perfezione \u00e8 tutt\u2019altro\u00a0che dritta e molto difficile\u2026\u201d Eimuntas Nekro\u0161ius<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Gioved\u00ec 26 maggio, ore 20:45<\/p>\n<p><strong>Il servitore di due padroni per baracca e burattini-\u00a0<\/strong>di Carlo Goldoni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">uno spettacolo della compagnia Teatro dell\u2019orso in peata in collaborazione con Teatro a\u00a0l\u2019Avogaria ideato e costruito da Antonella Zaggia e Piermario Vescovo con Linda Bobbo,\u00a0Maria Ghelfi, Ludovica Castellani, Marika Tesser, Antonella Zaggia aiuto regia Michela\u00a0Degano collaborazione tecnica Marco Zoccarato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una compagnia composta da cinque attrici-manovratrici di burattini propone una versione\u00a0\u201cda camera\u201d o \u201cin scala\u201d della celeberrima commedia di Carlo Goldoni, cercando\u00a0soprattutto di sfuggire agli stereotipi, tra lazzi e acrobazie. La pretesa \u00e8 di riscoprire la\u00a0\u201cmeccanica\u201d scenica ad orologeria, che si sostanzia qui in una \u201cmacchina\u201d che contiene lo\u00a0spettacolo: una baracca su ruote, che contiene e genera spazi, luoghi e, soprattutto, il\u00a0vorticoso procedere dell\u2019azione fino all\u2019invenzione con cui Goldoni aveva completato il\u00a0disegno originale dello studioso francese di antichit\u00e0, Jean-Pierre des Ours de Mandajors,\u00a0autore del canovaccio di partenza per la Com\u00e9die italienne di Parigi. L\u2019invenzione, appunto, di un complicatissimo servizio di Truffaldino, in contemporanea, ai tavoli in cui\u00a0pranzano separatamente i suoi due padroni, di cui ciascuno nulla sa dell\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LABORATORI:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211;\u00a009 dicembre 2015 &#8211; 04 febbraio 2016<\/p>\n<p><strong>Costruire uno spettacolo<\/strong><\/p>\n<p><strong>Laboratorio\/Residenza su Calderon di Pasolini<\/strong><\/p>\n<p>a cura di Francesco Saponaro (Teatri Uniti)<\/p>\n<p>&#8211;\u00a003 &#8211; 07 marzo 2016<\/p>\n<p><strong>Transizioni II. Schumann: Resti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Laboratorio di linguaggi teatrali e musicali<\/strong><\/p>\n<p>a cura di Alexander Lonquich, Daniele Vianello, Cristina Barbuti, Michele Cavallo<\/p>\n<p>in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p>&#8211;\u00a014 &#8211; 18 marzo 2016<\/p>\n<p><strong>L&#8217;immagine e\u00a0l&#8217;archivio. Pratiche del rimontaggio<\/strong><\/p>\n<p><strong>Laboratorio didattico con il regista Michelangelo Frammartino<\/strong><\/p>\n<p>a cura di Daniele Dottorini<\/p>\n<p>in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p>&#8211;\u00a023 &#8211; 27 maggio 2016<\/p>\n<p><strong>Il Servitore ad Arcavacata<\/strong><\/p>\n<p><strong>Laboratorio sul teatro di figura<\/strong><\/p>\n<p>a cura di Piermario Vescovo e Daniele Vianello<\/p>\n<p>con la partecipazione del Teatro dell\u2019orso in peata<\/p>\n<p>in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p>&#8211;\u00a006 &#8211; 10 giugno 2016<\/p>\n<p><strong>Il gioco del reale. Tra cinema e videogioco\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Laboratorio con il regista Giovanni Cioni<\/strong><\/p>\n<p>a cura di Daniele Dottorini<\/p>\n<p>in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; <strong>RASSEGNE CINEMATOGRAFICHE<\/strong><\/p>\n<p>a cura di Alessandro Canad\u00e8 e Bruno Roberti<\/p>\n<p>in collaborazione con la Biblioteca di Area Umanistica \u201cFagiani\u201d<\/p>\n<p>&#8211;\u00a010 novembre &#8211; 17 dicembre 2015<\/p>\n<p>Viaggio in Italia 2. Prima, dopo, con e senza Pasolini<\/p>\n<p>&#8211; marzo 2016<\/p>\n<p>Cine\/Citt\u00e0: l&#8217;immaginario urbano nel cinema italiano<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0aprile 2016<\/p>\n<p>Passioni Italiane. Il melodramma cinematografico italiano<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0maggio 2016<\/p>\n<p>Amor di Shakespeare<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MOSTRE<\/strong><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0maggio 2016<\/p>\n<p>Cesare Zavattini. Buongiorno Italia;\u00a0mostra a cura di Orio Caldiron e Matilde Hochkofler<\/p>\n<p><strong>RASSEGNA MUSICALE<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; marzo &#8211; maggio 2016<\/p>\n<p>a cura di Fabio Vincenzi e Loredana Ciliberto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presente anche il sindaco Marcello Manna che ha definito il Teatro Auditorium Unical &#8221;il vero teatro dell&#8217;area urbana&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":51420,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[40,34],"tags":[],"class_list":["post-51419","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-spettacolo","category-magazine"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=51419"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/51419\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/51420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=51419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=51419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=51419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}