{"id":5215,"date":"2012-10-08T09:30:15","date_gmt":"2012-10-08T07:30:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=5215"},"modified":"2025-01-03T18:14:24","modified_gmt":"2025-01-03T17:14:24","slug":"1896-prostituzione-tra-le-menti-un-infedele-dello-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1896-prostituzione-tra-le-menti-un-infedele-dello-stato\/","title":{"rendered":"Prostituzione: tra le menti, un infedele dello Stato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Vite in vendita, identit\u00e0 segregate. L&#8217;operazione &#8220;Eldorado &#8211; La prostituzione&#8221;, coordinata congiuntamente dalla Squadra Mobile di Cosenza, con il supporto degli agenti della Squadra Volante e dai Carabinieri della Compagnia di Rende,<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sotto la direzione della Procura della Repubblica di Cosenza, ha portato alla disarticolazione di un&#8217;organizzazione delinquenziale, dedita allo sfruttamento della prostituzione, in citt\u00e0 e nella vicina Rende. All&#8217;alba di stamani, sono finiti in manette 11 componenti della &#8220;banda&#8221; che, per anni, ha sfruttato le ragazze, prevalentemente sud americane e di altre nazionalit\u00e0, attirate in Italia con la promessa di un lavoro e di una vita nuova, e, invece, costrette a vendersi. Quando stamattina, i detective dell&#8217;Arma della Compagnia di Rende, diretti dal capitano Luigi Miele e i &#8220;segugi&#8221; della Squadra Mobile, agli ordini del commissario capo Antonio Miglietta, hanno fatto il blitz negli appartamenti degli individui coinvolti, non immaginavano di trovarsi davanti un ex maresciallo dell&#8217;Arma che, &#8220;tradendo&#8221; gli ideali di legalit\u00e0 e disonorando la divisa d&#8217;ordinanza, ha fatto il salto della barricata, passando all&#8217;Antistato. Oltre all&#8217;ex graduato M.E., sono stati arrestati Mario Franco (nato nel 1946), Emanuele Lo Polito (1976), Gina Borchetta (1984), tutti residenti a Cosenza. I domiciliari sono stati inflitti a Joseph Falvo (1990), residente a Mendicino, e Manuel Caruso (1987) di Cosenza. Obbligo di dimora a Cosenza per Luca Medaglia (1978), a Castiglione Cosentino per Giuseppe Matera (1977) e a Montalto Uffugo per Giovanni Viviani (1967). Obbligo della firma infine per il cosentino Domenico Giampietro (1981).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dettagli dell&#8217;operazione sono stati forniti, nel corso di una conferenza stampa, svoltasi in questura, dal questore Alfredo Anzalone e dal colonnello dei Carabinieri Francesco Ferace, comandante provinciale dell&#8217;Arma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;INCHIESTA:<\/strong> L&#8217;indagine &#8220;Eldorado&#8221; parte nel settembre del 2010, all&#8217;indomani dell&#8217;esplosione di alcuni colpi di pistola contro l&#8217;abitazione di una &#8220;donna del piacere&#8221;. I primi a giungere sul posto furono i carabinieri che, dopo aver preso i rilievi, individuarono un possibile movente nell&#8217;ambito lavorativo della ragazza. L&#8217;intuizione fu vincente, nel corso degli accertamenti, infatti, i detective dell&#8217;Arma scoprirono il traffico della prostituzione. Parallelamente all&#8217;attivit\u00e0 investigativa dei militari della Benemerita, anche i detective della Squadra Mobile avviarono un&#8217;indagine parallela e, attraverso un&#8217;indagine vecchio stampo: pedinamenti, servizi di osservazione a distanza, controlli periodici, nonch\u00e8 intercettazioni ambientali e telefoniche allargarono il fronte dell&#8217;inchiesta anche in citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA SINERGIA:<\/strong> Il questore Alfredo Anzalone e il colonnello Francesco Ferace, nel corso dei loro interventi in conferenza stampa hanno evidenziato come \u00abLo Stato non conosce divise e divisioni, il proficuo lavoro che questura e arma dei carabinieri stanno portando avanti, sta permettendo alle forze dell&#8217;ordine di imprimere una sua decisa presenza sul territorio. L&#8217;ultima operazione odierna &#8211; hanno fatto rilevare &#8211; ne \u00e8 la conferma. Quando siamo venuti a conoscenza che la Questura stava parallelamente lavorando sul fenomeno della prostituzione, abbiamo portato a termine il nostro lavoro e abbiamo lasciato spazio ai nostri colleghi. Colleghi &#8211; ha precisato Ferace &#8211; di cui voglio esaltare la bravura investigativa e la grande professionalit\u00e0\u00bb. Il questore Alfredo Anzalone ascolta in silenzio, riceve i complimenti e rivolge la sua pi\u00f9 affettuosa vicinanza all&#8217;arma dei carabinieri per l&#8217;eccellente lavoro investigativo svolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE CASE DEL PIACERE:<\/strong> Cosenza e Rende erano diventati le capitali del piacere sessuale pi\u00f9 sfrenato. La richiesta era talmente tanta che, da quello che hanno accertato gli inquirenti, l&#8217;organizzazione aggiornava quasi settimanalmente le &#8220;offerte&#8221; di merce in vendita. Un&#8217;offerta che veniva veicolata attraverso messaggi pubblicitari su quotidiani, su internet e anche su tanti settimanali del settore hard. Foto delle donne, con tanto di forme, di curriculum con le specialit\u00e0 e tanto altro ancora. In citt\u00e0, gli appartamenti dall&#8217;atmosfera bollente si trovavano in via Lazio, tra un noto hotel di via Panebianco e la zona del tribunale. Moltissime, per\u00f2, lambivano il campus universitario di Arcavacata: ce n&#8217;erano in contrada Vermicelli e soprattutto in contrada Rocchi e poi nel borgo di Arcavacata. Altre, invece, si trovavano nella parte nuova di Rende, in via Volta o in via Verdi: quest&#8217;ultima, in particolare, nei pressi di un noto locale della movida studentesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA MELA MARCIA<\/strong>: Al centro dell&#8217;organizzazione, come sottolineato dagli inquirenti, c&#8217;erano Franco Mario e Massimiliano Ercole, l&#8217;infedele dello Stato. Prima di essere travolto da quest&#8217;inchiesta giudiziaria, l&#8217;ex graduato dell&#8217;Arma aveva gi\u00e0 tradito lo Stato, nell&#8217;ambito della maxi inchiesta antimafia &#8220;Telesis&#8221;, coordinata sempre da polizia e carabinieri contro la cosca Bruni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I COSTI:<\/strong> Le ragazze erano state divise in due categorie: quelle di classe, il cui costo era di 250 euro, e quelle per disperazione, per le quali bastava mollare 50\/70 euro. Le prime, accettavano gli incontri solo su prenotazioni, con pagamento anticipato, accogliendo i clienti nei loro lussuosi appartamenti che l&#8217;organizzazione aveva messo a disposizione delle ragazze. I clienti, attraverso il circuito del passaprola, erano cresciuti cos\u00ec tanto che questa carne &#8220;in vendita&#8221; riusciva ad attrarre soldi a parecchi zeri. Cifre di quaranta, cinquantamila euro al mese. Non solo, quando la clientela richiedeva anche il servizio di lusso, fuori citt\u00e0, le ragazze di &#8220;classe&#8221; erano fornite anche di autista. Le seconde, molto pi\u00f9 a buon mercato, erano pi\u00f9 facilmente accessibili per tutte le tasche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ieri lo Stato, per fortuna, ha chiuso questa &#8220;macelleria sociale&#8221;, liberando le ragazze e facendo finire dietro le sbarre i loro &#8220;papponi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Vite in vendita, identit\u00e0 segregate. 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