{"id":53013,"date":"2016-02-17T19:34:04","date_gmt":"2016-02-17T18:34:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/nola-gestione-del-consorzio-sibari-crati-un-piccolo-mose\/"},"modified":"2023-01-17T11:30:27","modified_gmt":"2023-01-17T10:30:27","slug":"76191-nola-gestione-del-consorzio-sibari-crati-un-piccolo-mose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/76191-nola-gestione-del-consorzio-sibari-crati-un-piccolo-mose\/","title":{"rendered":"L&#8217;affondo di Nola: \u201cGestione del consorzio Sibari-Crati un piccolo Mose\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il presidente di Confcooperative Calabria critica duramente la gestione del consorzio di Bonifica &#8220;Sibari-Crati&#8221;.<\/strong><br \/>\n<strong> Di seguito riportiamo l\u2019intervista fatta dall\u2019ufficio stampa di Confcooperative Calabria allo stesso Nola.<\/strong><br \/>\n&nbsp;<br \/>\nCOSENZA &#8211; <strong>Presidente Nola, l\u2019agricoltura sembra vivere di sovvenzioni pubbliche, ma spesso gli agricoltori rispolverano l\u2019atavico lamento come se tutto fosse negativo&#8230;<\/strong><br \/>\nIl settore agricolo, nel mondo, ottiene da sempre gli incentivi pubblici perch\u00e9 il privato da solo non avrebbe convenienza economica, a causa dei tempi lunghi di rientro e dei copiosi rischi climatici; inoltre la sicurezza alimentare, intesa come garanzia di nutrizione, \u00e8 sempre stata una relazione pubblico-privata strategica. L\u2019ambiente da preservare \u00e8 una priorit\u00e0 perch\u00e9 le risorse come la terra e l\u2019acqua sono sempre pi\u00f9 limitate e le imprese agricole svolgono un ruolo decisivo.<\/p>\n<p><strong>S\u00ec, ma gli agricoltori non vogliono pagare l\u2019acqua.<\/strong><br \/>\nFalso. Il servizio di irrigazione va pagato ma l\u2019acqua deve essere pulita, non devono pulirla le nostre imprese agricole associate, investendo ingenti risorse negli impianti di filtrazione.<br \/>\nChi ha un buon servizio e non lo paga sbaglia e se ne assume la responsabilit\u00e0. Comunque non ci interessa rappresentare questi agricoltori. Detto questo, il tema dell\u2019uso agricolo dell\u2019acqua in provincia di Cosenza \u00e8 strettamente legato ancora ad un fardello che dura dal 1954, che oggi \u00e8 un ulteriore problema che si aggiunge ai mercati agricoli in crisi.<\/p>\n<p><strong>Il consorzio di bonifica Sibari-Crati in liquidazione?<\/strong><br \/>\nEsatto. La storia si pu\u00f2 cos\u00ec sintetizzare: il consorzio in questione, commissariato dal 1954, dopo l\u2019ultimo presidente agricoltore, il rimpianto Camillo Toscano, ha gestito nel passato attivit\u00e0 tra le pi\u00f9 disparate con soldi pubblici, dalle grandi opere come le dighe, alle chiese,<br \/>\nalla forestazione, oltre agli impianti irrigui. In verit\u00e0, \u00e8 sempre stato considerato lo strumento della politica per fare clientela o compiacenza ai fini elettorali.<\/p>\n<p><strong>Si riferisce anche agli stipendi e consulenze degli ultimi commissari Gargiulo e Bilotta?<\/strong><br \/>\nSu questo specifico episodio rispondo che in Calabria la gente si indigna sempre meno, l\u2019indolenza e la rassegnazione sono germi peggiori rispetto alla disperazione.<br \/>\nCome si fa ad accettare che vengano letteralmente buttati al vento centinaia di migliaia di euro annui per gestire un ente inutile ed inerme distrutto dalla politica, che non \u00e8 operativo da decenni? Senza peraltro pubblicare i bilanci in barba alle leggi sulla trasparenza e anticorruzione. Non abbiamo contezza dei rendiconti, forse neanche esistono, vorrei chiederlo alla Corte dei Conti regionale.<br \/>\nQuesti commissari li abbiamo dovuti pagare noi attraverso le cartelle di Equitalia.<br \/>\nIn virt\u00f9 del potere impositivo, gli agricoltori e tutti i cittadini in possesso di un terreno agricolo sono stati costretti a pagare, spesso ignavi, un obolo specifico a disposizione della politica per ottenere consenso, per costruire e alimentare clientele e compiacenze.<br \/>\nUn vero e proprio finanziamento illecito e coattivo in favore dei politici calabresi di turno al governo.<\/p>\n<p><strong>Poi, la legge 11 del 2003 ha cambiato gli scenari.<\/strong><br \/>\nDal 2003 la situazione \u00e8 cambiata. La politica ha cercato di mettere una toppa furba e al contempo maldestra al problema chiudendo la partita del debito, dubbio e in parte \u201cfantasioso\u201d, oppure relativo a progetti finanziati da vari Ministeri, Agensud, Regione, debito comunque non afferente all\u2019agricoltura.<br \/>\nIn che modo? Cercando di rifilarlo agli agricoltori, perimetrando i nuovi bacini dei Consorzi senza criterio tecnico, ma solo in base ai collegi elettorali, e proponendo, in cambio, alle rappresentanze agricole l\u2019occasione di restituirgli la gestione, attraverso nuovi soggetti consortili, che sarebbero partiti per\u00f2 con il fardello dei debiti accumulati dalla politica nei precedenti 50 anni. Debito quantificato inizialmente in 36 mln, accollato per met\u00e0 alla regione e per l\u2019altra met\u00e0 agli agricoltori, per i successivi venti anni, pi\u00f9 interessi.\u00a0In pratica, si trasfer\u00ec per legge la massa del debito \u201cconfusa ed indefinita\u201d di un Consorzio distrutto e ininterrottamente commissariato dal 1954, a Consorzi nuovi di pacca gestiti dalle rappresentanze agricole. E a maggiore garanzia delle banche, che dovevano finanziare con un mutuo l\u2019operazione di saldo e stralcio con i fornitori, si inser\u00ec nel testo una novit\u00e0 legislativa unica in Italia per i Consorzi di bonifica. All\u2019articolo 23, \u00e8 scritto che questa tassa deve essere pagata indipendentemente da un eventuale beneficio diretto e che serve per fini \u201cistituzionali\u201d, mentre il vero obiettivo era di costituire flussi certi per pagare le rate di mutuo contratte per un debito altrui. Il resto lo avrebbe fatto Equitalia in virt\u00f9 del potere impositivo degli Enti consortili.<br \/>\nQuesto patto scellerato fu contestato subito dalle singole imprese agricole nelle commissioni tributarie e da Confagricoltura Cosenza pubblicamente;<\/p>\n<p><strong>Cosa \u00e8 cambiato nel 2010?<\/strong><br \/>\nL\u2019arroganza del potere arriva al culmine quando, all\u2019indomani dell\u2019insediamento di Bilotta, nominato dal centrodestra che allora governava la Regione, si riapr\u00ec all\u2019improvviso la partita del debito; lo stesso commissario dichiar\u00f2 che il debito era almeno di 156 mln di euro, non pi\u00f9 di 36 mln.<br \/>\nA tale proposito sarebbe utile pubblicare le audizioni, oggi secretate, della commissione di vigilanza del consiglio regionale dell\u2019epoca, con i due commissari che di fronte raccontavano la storia del disastro. In quelle carte ci sarebbero stati gli estremi per portare tutto in Procura, perch\u00e9 si stava scrivendo ufficialmente la storia dello \u201cscandalo Mose\u201d della Calabria.<br \/>\nPreciso, che in diverse occasioni Gargiulo inform\u00f2 la rappresentanza agricola che durante la sua gestione si era arrivati ai 36 mln attraverso trattative di saldo e stralcio con i fornitori, perch\u00e9 in alcuni casi riusc\u00ec agevolmente ad ottenere cospicui sconti.<br \/>\nIn ogni caso, resta paradossale assistere a due tesi completamente contrapposte senza arrivare ad una conclusione amministrativa supportata da un bilancio trasparente e soprattutto definitivo.<\/p>\n<p><strong>Nel frattempo le commissioni tributarie cominciavano a dare torto agli agricoltori.<\/strong><br \/>\nLe sentenze si rispettano, non si commentano. Il problema ha origine dai tempi lunghi della giustizia tributaria (indeterminabile il tempo per ottenere una sentenza di secondo grado), perch\u00e9 non si arriva mai a decidere sul tema sostanziale della anticostituzionalit\u00e0 e dalla circostanza che nel frattempo le azioni esecutive possono proseguire arrecando gravi danni alle imprese anche in termini di merito creditizio, se resistenti in giudizio.\u00a0Comunque, restano il conforto della copiosa giurisprudenza anche con sentenze di primo grado passate in giudicato, e la nostra estrema fiducia nella giustizia nei vari gradi di giudizio.<\/p>\n<p><strong>Un pozzo senza fondo, ed un sistema contorto che la giustizia tributaria non risolve in modo definitivo, quindi..<\/strong><br \/>\nL\u2019indignazione verso l\u2019entit\u00e0 degli stipendi o le consulenze dei commissari \u00e8 un aspetto grave ma pure superficiale della vicenda. Il problema non si pu\u00f2 risolvere nel breve solo attraverso le commissioni tributarie, e la politica finora non ha avuto la forza di affrontare le conseguenze di questo scandalo, potenzialmente deflagrante, quindi bisogna elevare il livello del problema su un altro piano. Affrontare la situazione del Consorzio Sibari-Crati \u00e8 come cambiare la Calabria, rivoltarla, pertanto si deve afferrare il toro per le corna.\u00a0Nelle sedi opportune, solleciteremo un intervento delle Autorit\u00e0 competenti, per vagliare in profondit\u00e0 le gestioni economico finanziarie di questi decenni e contemporaneamente metteremo alla prova i nuovi consiglieri regionali.<\/p>\n<p><strong>In che modo intende coinvolgere il consiglio regionale?<\/strong><br \/>\nSe approveranno gli iter per consentire ai nuovi consorzi di difendersi meglio in giudizio senza prima cambiare l\u2019articolo 23, che \u00e8 ingiusto prima che anticostituzionale, faremo battaglie pubbliche, coagulando altre attivit\u00e0 parallele di protesta che germogliano.\u00a0Presto incontrer\u00f2 il Presidente Irto per informarlo sulle nostre iniziative e per chiedere un suo intervento. Conto sul fatto che \u00e8 un giovane e non ha scheletri nell\u2019armadio.\u00a0L\u2019agricoltura non pu\u00f2 fare da bancomat alla politica, n\u00e9 ora n\u00e9 mai.<\/p>\n<p><strong>Ma adesso i nuovi consorzi di bonifica sono gestiti dagli agricoltori.<\/strong><br \/>\nSbagliato. Sono gestiti da uomini della Coldiretti, che \u00e8 un organismo che rappresenta solo una parte degli agricoltori. A questo proposito, se provassero a gestirli senza la certezza dell\u2019articolo 23, sono certo che avrebbero l\u2019opinione pubblica a favore;\u00a0inoltre dovrebbero garantire gli investimenti per consentire di estendere il servizio irriguo alle imprese agricole che da anni lo pretendono.\u00a0Dai dati in nostro possesso si parla complessivamente di un 8% di aree irrigue contro il 92% di asciutto. Ci sono casi documentati nella piana di Sibari di aziende, coperte dal servizio per un 20%, che attingono l\u2019acqua dai pozzi che costano in proporzione 10\/12 volte, il vile tributo per ogni ettaro e che avrebbero enorme interesse ad avere un servizio irriguo pi\u00f9 esteso.<\/p>\n<p><strong>Insomma volete interrompere i numerosi giochi di potere in corso&#8230;<\/strong><br \/>\nNel passato agricoltori e cittadini hanno subito questa tangente occulta per finanziare le schifezze della politica, oggi si finanziano gli Enti gestiti da Coldiretti, che fatica a comprendere che i consorzi di bonifica sono una vera impresa economica, che come tale vanno gestiti, riorganizzando la pianta organica con criteri di efficienza e competenza e, soprattutto, spingendo sugli investimenti poich\u00e9 ci sono ancora infrastrutture obsolescenti dell\u2019epoca di Mussolini.<br \/>\nSenza parlare del vorticoso giro di affari (parliamo di decine di migliaia di cause) che questa situazione genera a favore del settore legale a Cosenza; e dell\u2019impatto drammatico sul lavoro delle Commissioni tributarie che sono oramai paralizzate.\u00a0Bisogna uscire da questo ginepraio, che condiziona pure l\u2019organizzazione del lavoro a livello di giustizia tributaria. Esistono gli strumenti normativi, ma devono essere applicati.\u00a0Senza una giustizia tributaria rapida l\u2019economia complessiva nel cosentino affonda.<\/p>\n<p><strong>Cosa ci rimane di questa vicenda tutta calabrese?<\/strong><br \/>\nRimane la triste constatazione che in Calabria forse solo attraverso la giustizia penale si potranno ottenere le soluzioni ai problemi e che la politica finora non \u00e8 riuscita a battere colpi, a reagire, ad individuare quelle sacche persistenti che tolgono forza e futuro alla regione.<\/p>\n<p><strong>Ma il governatore ha recentemente sostituito il commissario, dandogli specifici compiti<\/strong><em><strong>.<\/strong><\/em><br \/>\nAbbiamo fiducia nel Governatore, ma non conosco l\u2019attuale nominato, saremo ben lieti di assistere ad una svolta; per\u00f2 nelle premesse della delibera di giunta abbiamo letto che almeno due dirigenti regionali hanno rifiutato l\u2019incarico motivando con nette considerazioni la scelta.\u00a0La portata di questa vicenda \u00e8 tale per cui occorrerebbe un commissario tipo Giorgio Ambrosoli, un profilo di eroe borghese difficile da replicare. Non baster\u00e0, quindi, limitarsi alla verifica della congruit\u00e0 dei costi dei commissari precedenti, va affondata con determinazione la lama nella palude del \u201cpiccolo Mose\u201d, portando al pi\u00f9 presto le carte in Procura della Repubblica, cosa che finora non ha voluto fare nessuno, o perlomeno non se ne ha conoscenza.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 solo Confcooperative e Confagricoltura stanno facendo questa battaglia?<\/strong><br \/>\nLa seconda amara considerazione \u00e8 che anche gli organismi intermedi non battono colpi da diverso tempo. Quelli che dovrebbero filtrare le istanze dei cittadini e delle categorie verso la politica, il sale della democrazia. Invece, producono tutti i giorni solo convegni per interrogarsi sulle ricette per lo sviluppo.<br \/>\nLa debacle morale della Calabria \u00e8 dovuta anche all\u2019inerzia di chi dovrebbe rappresentare gli interessi legittimi delle forze sane di questa Regione.\u00a0Il silenzio delle altre associazioni di categoria \u00e9 stato e resta un fatto grave e incomprensibile, oppure pi\u00f9 probabilmente, la compiacenza verso i singoli interessi e la politica ha avuto la meglio.<\/p>\n<p><strong>Cosa chiede oggi il Presidente di Confcooperative?<\/strong><br \/>\nSemplicemente, quanto detto, cio\u00e8 di portare le carte in Procura, oppure di affiancare al commissario, un pool di giovani ufficiali in aspettativa dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri, per via della complessa e oscura matassa da sbrogliare.\u00a0Leggendo i soli verbali della commissione speciale di vigilanza, a mio parere, ci sono ampi spunti per aprire un\u2019indagine approfondita.<\/p>\n<p><strong>La sua, \u00e8 una dura denuncia anche contro chi si occupa di sindacato per le imprese&#8230;<\/strong><br \/>\nNon devo occupare spazi di visibilit\u00e0. Il mio unico obiettivo \u00e8 rappresentare gli interessi della parte sana delle imprese, che oggi sono esposte a mille soprusi e angherie, e stimolare il senso di indignazione che \u00e8 un ingrediente fondamentale nelle democrazie e da noi spesso manca; resto consapevole che la strada per la risalita morale \u00e8 tortuosa, ma se vogliamo cambiare le cose dobbiamo impegnarci mettendoci la faccia, tenendo conto che la dignit\u00e0 non ha prezzo.<\/p>\n<p><strong>Ritiene che ci siano i margini per recuperare almeno questi nuovi Consorzi?<\/strong><br \/>\nSono pessimista. Oggi non sono in grado di dare le risposte che le imprese agricole attendono da anni. La soluzione pi\u00f9 razionale sarebbe di riaffidarli alla Regione, che dovrebbe riunire sotto un\u2019unica regia l\u2019intero sistema di gestione delle acque, potabili e per uso agricolo.<\/p>\n<p><strong>Quindi lei \u00e8 del parere che occorra socializzare le perdite inserendoli nel bilancio regionale. Il cittadino dovr\u00e0 pagare questo ennesimo scandalo?<\/strong><br \/>\nStiamo parlando di debiti contratti dalla politica negli ultimi 50 anni, che devono tornare ad essere gestiti da chi li ha generati, oppure da Autorit\u00e0 preposte per verificarne certezza e congruit\u00e0.<br \/>\nPurtroppo, restano debiti pubblici le cui conseguenze saranno pagate dai cittadini, e di questo dobbiamo esserne consapevoli, ma almeno si metter\u00e0 un punto fermo da cui ripartire in modo serio.<br \/>\nOvviamente, mi auguro che a pagare siano, soprattutto, coloro i quali hanno amministrato male e quelli che hanno rubato risorse e opportunit\u00e0 al territorio mettendo a rischio le attivit\u00e0 agricole in provincia di Cosenza e non solo.\u00a0L\u2019agricoltura deve pagare il costo di un buon servizio irriguo o di un investimento, che crea un beneficio diretto, tangibile ed inequivocabile alle imprese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente di Confcooperative Calabria critica duramente la gestione del consorzio di Bonifica &#8220;Sibari-Crati&#8221;. 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