{"id":53140,"date":"2016-02-20T09:10:23","date_gmt":"2016-02-20T08:10:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/a-asl-del-sud-pagano-con-ritardi-spaventosi\/"},"modified":"2023-01-17T11:30:41","modified_gmt":"2023-01-17T10:30:41","slug":"76880-a-asl-del-sud-pagano-con-ritardi-spaventosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/76880-a-asl-del-sud-pagano-con-ritardi-spaventosi\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0, Asl del Sud pagano fornitori con notevole ritardi. Catanzaro dopo 315 giorni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le Asl del Sud non pagano i fornitori, o meglio, lo fanno con ritardi spaventosi. E&#8217; quanto emerge dagli ultimi dati del 2015 diffusi dalla Cgia.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>ROMA &#8211; L&#8217;Azienda sanitaria regionale del <strong>Molise<\/strong> salda i propri creditori dopo <strong>412 giorni<\/strong> dal <strong>limite<\/strong> previsto dalla legge che <strong>stabilisce<\/strong> che la transazione economica debba avvenire <strong>entro 60 giorni<\/strong> dall&#8217;emissione della fattura. L&#8217;Asl di Napoli 1 Centro, invece, presenta un ritardo medio di 401 giorni, mentre quella di Roma A si ferma a 397 giorni, quella di <strong>Catanzaro<\/strong> a <strong>315<\/strong> e quella di Bari a 92 giorni.<\/p>\n<p>&#8220;Sebbene negli ultimi anni l&#8217;andamento dello stock del debito sanitario risulta leggermente in calo &#8211; dichiara il <strong>coordinatore dell&#8217;Ufficio studi Cgia, Paolo Zabeo<\/strong> &#8211; e&#8217; verosimile ritenere che quest&#8217;ultimo si aggiri ancora oggi attorno ai 30 miliardi di euro. Quasi la meta&#8217; dei 70 miliardi di euro che tutta la nostra Pubblica amministrazione deve alle imprese. E sebbene anche le Asl abbiano l&#8217;obbligo dal 31 marzo 2015 di ricevere solo fatture su base elettronica, questa novita&#8217;, almeno al Sud, non ha velocizzato i tempi di pagamento&#8221;.<\/p>\n<p>Salvo qualche eccezione, al Centro-Nord, invece, la situazione presenta dei livelli di virtuosita&#8217; che fino a qualche anno fa sembravano difficilmente raggiungibili. Piu&#8217; nel dettaglio, per quanto riguarda le aziende sanitarie del Nord del paese, l&#8217;Usl della <strong>Valle d&#8217;Aosta<\/strong>, l&#8217;Ausl di <strong>Bologna<\/strong>, l&#8217;Asl 3 di <strong>Genova<\/strong> e l&#8217;Asl di <strong>Milano<\/strong> liquidano definitivamente i propri creditori con <strong>3 giorni di anticipo rispetto<\/strong> al limite massimo stabilito dalla legge (<strong>60 giorni<\/strong>). Quelle dell&#8217;Alto Adige e Trento con 4 giorni di anticipo, quella dell&#8217;Aquila con 9 giorni. L&#8217;Usl Umbria 1 e l&#8217;Azienda sanitaria 1 di Trieste onorano i propri debiti rispettivamente con 23 giorni e 25 giorni di anticipo rispetto alla scadenza.<\/p>\n<p>I valori indicati dall&#8217;indice di tempestivita&#8217; dei pagamenti, avverte la Cgia, vanno comunque letti con prudenza. In linea generale, quando le Asl pagano con maggiore velocita&#8217; le fatture piu&#8217; onerose, la performance dell&#8217;indice migliora. Pertanto, non e&#8217; scontato che con un indicatore negativo (pagamento in anticipo) tutti i fornitori siano stati liquidati nei termini prestabiliti. Piu&#8217; in general il problema del pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione rimane ancora irrisolto. Un&#8217;anomalia, purtroppo, che anche Bruxelles ha avuto modo di rimproverarci.<\/p>\n<p>Segnala il <strong>segretario<\/strong> della <strong>Cgia<\/strong>, Renato <strong>Mason<\/strong>: &#8220;Il 18 giugno 2014 la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l&#8217;Italia, ritenendoci responsabili di aver violato la Direttiva europea sui ritardi dei pagamenti entrata in vigore nel marzo del 2013. Ricordo che, ad oggi, la procedura e&#8217; ancora in atto e nonostante gli sforzi finanziari che sono stati messi in campo dagli ultimi esecutivi, la risoluzione di questa vicenda che sta mettendo in difficolta&#8217; moltissime imprese e ben lungi dall&#8217;essere risolta&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Asl del Sud non pagano i fornitori, o meglio, lo fanno con ritardi spaventosi. 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