{"id":53553,"date":"2016-03-02T07:30:51","date_gmt":"2016-03-02T06:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/pedivigliano-migranti-trattati-disprezzo\/"},"modified":"2023-01-17T11:31:26","modified_gmt":"2023-01-17T10:31:26","slug":"78577-pedivigliano-migranti-trattati-disprezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/78577-pedivigliano-migranti-trattati-disprezzo\/","title":{"rendered":"&#8220;Al CAS di Pedivigliano migranti trattati con disprezzo&#8221;, intervista ad Eugenio Naccarato (AUDIO)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una delegazione costituita da Emilia Corea (Ass. La Kasbah), Luca Mannarino (attivista), Eugenio Naccarato (Amnesty International), Yasmine Accardo (Garibaldi 101) ha visitato per la terza volta nel giro di sei mesi il\u00a0C.A.S di Pedivigliano riscontrando\u00a0&#8220;il pessimo trattamento riservato alle persone accolte, il totale disprezzo della dignit\u00e0 umana, e l\u2019assoluta mancanza di rispetto dei pi\u00f9 elementari diritti umani&#8221;.<\/strong><!--more--><br \/>\nCOSENZA &#8211; Da settembre 2015 ad oggi nulla \u00e8 cambiato nel <strong>C.A.S. di Pedivigliano<\/strong>, nel cosentino,\u00a0 gestito dalla <strong>Cooperativa Sociale Calabria Assistenza Onlus<\/strong> di Angelo Barbiero. E&#8217; quanto sostiene una delegazione costituita daEmilia Corea (Ass. La Kasbah), Luca Mannarino (attivista), Eugenio Naccarato (Amnesty International), Yasmine Accardo (Garibaldi 101) che denuncia &#8220;il pessimo trattamento riservato alle persone accolte, il totale disprezzo della dignit\u00e0 umana, e l\u2019assoluta mancanza di rispetto dei pi\u00f9 elementari diritti umani&#8221;.<\/p>\n<p>Eugenio Naccarato, di Amnesty International, questa mattina \u00e8 intervenuto ai microfoni di Rlb Radioattiva per raccontare quanto avviene nella struttura di Pedivigliano<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA<br \/>\n<\/strong><\/span>[audio_mp3 url=&#8221;http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Naccarato-su-CAS-Pedivigliano.mp3&#8243;]<br \/>\n&#8220;In seguito alle due precedenti visite &#8211; sostengono gli operatori sociali &#8211; sono state inviate al <strong>Prefetto di Cosenza<\/strong> due conseguenti segnalazioni della situazione all\u2019interno della struttura. <strong>Ci aspettavamo, dunque, di trovare qualcosa di diverso durante la nostra visita effettuata lo scorso 5 febbraio; speravamo in una \u201credenzione\u201d dei gestori del centro<\/strong>, o in un cambio di gestione, o, meglio ancora, nella chiusura dell\u2019ennesimo non luogo dell\u2019accoglienza perch\u00e9 potesse lasciare il posto a reali forme di coabitazione e contaminazione culturale.\u00a0Ma, evidentemente, siamo degli utopisti, dei sognatori, che troppo in l\u00e0 si sono spinti con le loro fantasticherie. Come si pu\u00f2, infatti, minimamente pensare che la quantit\u00e0 di cibo si sia adeguata al normale consumo di 19 persone; come si pu\u00f2 pretendere che nella struttura siano presenti mediatori culturali, psicologi, assistenti sociali (al nostro arrivo abbiamo trovato un unico \u201coperatore\u201d che ha subito allertato il titolare); attraverso quale fantasiosa ricostruzione si \u00e8 potuto immaginare che gli ospiti della struttura avessero ricevuto assistenza medica (ancora nessuno risulta iscritto al S.S.N.)&#8221;.<br \/>\n&#8220;Al nostro arrivo &#8211; proseguono Corea, Mannarino, Naccarato e Accardo &#8211; \u00a0<strong>il titolare della struttura, sopraggiunto dopo la telefonata informativa della nostra presenza, si \u00e8 &#8216;prodigato ad accoglierci&#8217;\u00a0intimandoci di allontanarci perch\u00e9 sprovvisti di &#8216;un mandato da parte del giudice&#8217;<\/strong>\u00a0(CSI docet). Spostatici immediatamente all\u2019esterno della struttura i ragazzi, palesando tutti i timori relativi a probabili ritorsioni nei loro confronti da parte del gestore (cos\u00ec come successo dopo la nostra prima visita in seguito alla quale vennero lasciati senza cibo per giorni), ci spiegano l\u2019immutata condizione in cui sono costretti a vivere. Molti sono stati denegati dalla commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato: solo qualche giorno fa, dopo settimane di stallo, la struttura ha contattato un avvocato lametino perch\u00e9 i richiedenti potessero presentare i relativi ricorsi. Hanno palesato pi\u00f9 volte la loro volont\u00e0 di ottenere la residenza per trovare lavoro, o anche per trovare una sistemazione abitativa alternativa; ma anche questo diritto \u00e8 stato loro negato. Insomma, nulla \u00e8 cambiato nel corso di questi mesi; i migranti continuano ad essere parcheggiati all\u2019interno di quel \u201cnon luogo\u201d che risponde al nome di \u201cVilla Barbiero\u201d; persone che reclamano a pi\u00f9 riprese un\u2019assistenza sanitaria, ragazzi che chiedono costantemente di essere trasferiti altrove, uomini la cui memoria \u00e8 attraversata da vicende di violenza politica, repressione, soprusi e povert\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Immagine di repertorio<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delegazione costituita da Emilia Corea (Ass. 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