{"id":53772,"date":"2016-03-05T14:33:50","date_gmt":"2016-03-05T13:33:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rischio-epidemia-carceraria-lasp-tranquillizza-ma-non-avvia-alcuna-disinfestazione\/"},"modified":"2023-01-17T11:31:54","modified_gmt":"2023-01-17T10:31:54","slug":"79312-rischio-epidemia-carceraria-lasp-tranquillizza-ma-non-avvia-alcuna-disinfestazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/79312-rischio-epidemia-carceraria-lasp-tranquillizza-ma-non-avvia-alcuna-disinfestazione\/","title":{"rendered":"Rischio epidemia carceraria: l&#8217;Asp tranquillizza, ma non avvia alcuna disinfestazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dopo la morte di un detenuto l&#8217;azienda sanitaria smentisce il rischio di diffusione, mentre si chiede di vigilare e sanificare i locali.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more-->CATANZARO &#8211; In merito alla\u00a0presunta epidemia nella Casa Circondariale \u201cUgo Caridi\u201d di Catanzaro, il Direttore generale dell\u2019ASP di Catanzaro, Giuseppe Perri ha precisato che:\u00a0\u201cL\u2019allarme lanciato dall\u2019associazione Yairaiha Onlus \u00e8 certamente eccessivo. Nella Casa Circondariale \u201cUgo Caridi\u201d di Catanzaro non \u00e8, infatti, in atto alcuna epidemia. <strong>La morte del paziente, per \u201carresto cardiocircolatorio e shock settico da Clostridium difficile\u201d, avvenuta dopo il ricovero nell\u2019ospedale \u201cPugliese\u201d, non ha provocato nessuna preoccupazione<\/strong> all\u2019interno della Casa Circondariale, non essendosi verificata tra gli attuali ospiti alcuna condizione clinica che faccia pensare ad una diffusione dell\u2019infezione. Il caso rimane pertanto isolato. Pur tuttavia l\u2019Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro nel momento in cui \u00e8 venuta a conoscenza del decesso, ha subito attivato tutte le misure preventive che i casi del genere richiedono, attraverso il nostro Dipartimento di Prevenzione.\u00a0L\u2019area sanitaria della Casa Circondariale, comunque, continuer\u00e0 a vigilare con particolare attenzione, cos\u00ec come ha sempre fatto, per garantire la tutela della salute dei detenuti\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una risposta che non ha soddisfatto gli attivisti dell&#8217;associazione Yairaiha che con una lettera indirizzata alle autorit\u00e0 chiedeva la sanificazione della casa circondariale e uno screening tra i detenuti. &#8220;Apprendiamo che l&#8217;ASP di Catanzaro &#8211; scrive in una nota l&#8217;associazione che da anni si occupa della tutela dei diritti dei detenuti &#8211; smentisce il rischio epidemia all&#8217;interno della casa circondariale di Catanzaro e che l&#8217;area sanitaria della stessa \u201ccontinuer\u00e0 a vigilare con particolare attenzione, come ha sempre fatto, per tutelare il diritto alla salute dei cittadini detenuti\u201d. Sar\u00e0 sicuramente vero che al momento non si \u00e8 registrato nessun altro episodio ma non capiamo come si possa escludere il pericolo di un&#8217;epidemia o comunque di contagio, visto e considerato che:\u00a0non si conosce neanche il tempo medio di incubazione del batterio del clostridium difficile;\u00a0le spore del batterio sono altamente resistenti ai comuni disinfettanti e sono sempre pi\u00f9 frequenti i casi di epidemie e contagio nelle strutture comunitarie (come attestano diverse fonti scientifiche, mediche ed i nostri consulenti sanitari);\u00a0Rotella, (stando alla testimonianza del figlio e del legale di fiducia, stava gi\u00e0 male <strong>quando \u00e8 stato trasferito dal carcere messinese a quello catanzarese) durante l&#8217;ultimo colloquio con i familiari avvenuto il 20 febbraio scorso (quindi 6 giorni prima della morte), versava gi\u00e0 in uno stato di debilitazione avanzata ed aveva difficolt\u00e0 a stare in piedi. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c9 rimasto in queste condizioni, con cure sommarie per un&#8217;altra settimana fino a quando non \u00e8 stato portato in ospedale a seguito delle \u201csollecitazioni\u201d fatte dagli altri detenuti al personale penitenziario. Troppo tardi per\u00f2, ormai non c&#8217;era pi\u00f9 niente da fare, infatti \u00e8 morto nel giro di poche ore.<strong>\u00a0Ne deduciamo quindi che se l&#8217;area sanitaria del carcere avesse valutato con la dovuta scrupolosit\u00e0 e attenzione le condizioni del Rotella e fosse stato portato in ospedale per tempo debito probabilmente sarebbe ancora vivo.<\/strong> Inoltre, stando alle fonti mediche circa la pericolosit\u00e0 del clostridium difficile, nell&#8217;interesse e nella tutela dei detenuti, dei familiari, del personale e di quanti ogni giorno sono a contatto con i detenuti, vorremmo capire, pertanto, quali sono le misure di prevenzione messe in atto. Riteniamo, pertanto, che questa delicata e grave situazione non possa e non debba essere liquidata con una semplice nota in cui viene data qualche rassicurazione ma debbono essere poste in essere tutte le misure necessarie onde evitare che i rischi insiti nel clostridium difficile si diffondano. E non per lanciare allarmi \u201ceccessivi\u201d ma solo per scongiurare il pericolo di un&#8217;epidemia. Confidiamo molto nell&#8217;attenzione che l&#8217;onorevole Dieni e l&#8217;eurodeputata Eleonora Forenza, assieme al Garante nazionale dei diritti dei detenuti, Mauro Palma, stanno riservando al caso per far si che i diritti delle persone detenute vengano effettivamente tutelati. Non vorremmo, domani, dover scrivere di un altro Michele Rotella, di anni 75, morto per malasanit\u00e0 carceraria. Prevenire \u00e8 meglio che curare&#8221;.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/475\"><strong>CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU&#8217;<\/strong><\/a><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/475\"><strong>Batterio killer in carcere: morto un detenuto, rischio epidemia in Calabria (AUDIO)<\/strong><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la morte di un detenuto l&#8217;azienda sanitaria smentisce il rischio di diffusione, mentre si chiede di vigilare e sanificare i locali.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":53773,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,571],"tags":[],"class_list":["post-53772","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53772","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53772"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53772\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/53773"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53772"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53772"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53772"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}