{"id":54155,"date":"2016-03-13T13:53:41","date_gmt":"2016-03-13T12:53:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/80837\/"},"modified":"2023-01-17T11:32:37","modified_gmt":"2023-01-17T10:32:37","slug":"80837-80837","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/80837-80837\/","title":{"rendered":"Il PD cosentino, Briatore, Benigni e \u2018Non ci resta che piangere 2\u2019"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pausa di riflessione nella citt\u00e0 dei bruzi per il Partito Democratico. Presta, Renzi e Briatore non hanno portato entusiasmo. Forse \u00e8 arrivato il momento di giocarsi la carta del premio Oscar toscano.<\/strong><!--more--><br \/>\n&nbsp;<br \/>\nCOSENZA &#8211; In questi giorni il<strong> PD calabro-cosentino<\/strong> sta ragionando, e questa non \u00e8 una notizia da sottovalutare. Vuole capire se tutte le mosse fatte finora in vista delle prossime elezioni amministrative, potranno portare dei risultati soddisfacenti oppure no. Le riflessioni nascono soprattutto dal clima che si respira nella citt\u00e0 di <strong>Cosenza<\/strong> intorno al partito. La presenza (blindata) di <strong>Matteo Renzi<\/strong> in citt\u00e0, infatti, ha fatto comprendere alle migliori menti dell\u2019<strong>Alleanza Civica<\/strong> che c\u2019\u00e8 qualcosa che non va. Troppa freddezza e distacco intorno al premier accolto dal candidato sindaco<strong> Lucio Presta<\/strong> e da tutta la coalizione presente in prima fila ad ascoltare i suoi discorsi. Cosenza non risponde e la preoccupazione che si stia rischiando di andare incontro ad una nuova debacle \u00e8 forte.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nNon sembra bastare il carisma del manager dei vip che su <strong>Instagram<\/strong> chiacchiera con <strong>Flavio Briatore<\/strong> dei problemi, o presunti tali, della citt\u00e0. Cos\u00ec come non sembra bastare l\u2019accordo politico fatto con personalit\u00e0 del calibro di <strong>Ennio Morrone<\/strong>, <strong>Giacomo Mancini junior<\/strong> e <strong>quasi Antonio e Pino Gentile<\/strong>. Personalit\u00e0 che, s\u00ec, possono contare (sulla carta) su un nutrito numero di consensi fidelizzati, ma al tempo stesso, nell\u2019era dei social che hanno il potere di portarti alle stelle e ucciderti in un sol colpo svelando in maniera immediata pi\u00f9 di quello che la carta stampata \u00e8\u00a0mai riuscita a fare, appaiono troppo distanti da una realt\u00e0 che cambia rapidamente e non \u00e8 pi\u00f9 quella di dieci-venti anni fa. Morrone, Adamo, Gentile e Mancini non vivono la citt\u00e0 che dicono di difendere e non parlano con i cosentini onesti, non li capiscono. Hanno paura di esporsi eccessivamente. Per loro parlare poco ha sempre funzionato. Stavolta, per\u00f2, sembra che il meccanismo perfetto a cui si sono sempre affidati si stia inceppando.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nNon \u00e8 piaciuto alla maggior parte della gente il modo con cui si \u00e8 arrivati alla caduta dell\u2019ex sindaco <strong>Mario Occhiuto<\/strong> e alla scelta di Presta come candidato del <strong>Partito della Nazione bruzio<\/strong>. Non \u00e8 piaciuto ai fedelissimi del Pd, anche se le coalizioni allargate ormai non sconvolgono pi\u00f9 nessuno, l\u2019accordo (o il tentativo selvaggio e ripetuto di chiuderne uno) con personaggi come Morrone, Gentile e Mancini. E poi c\u2019\u00e8 <strong>Enzo Paolini<\/strong>, che nonostante le pressioni, proprio non ne vuole sapere di mettersi ancora dalla loro parte. Vuole correre da solo perch\u00e9 si sente tradito da chi gli aveva promesso le primarie. E i suoi voti, si sa, sono pericolosi.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nE allora che fare per risollevarsi e riacquistare un po\u2019 di fiducia nel popolo? <strong>Affidarsi ai discorsi programmatici di Ernesto Magorno? Di Enza Bruno Bossio? Di Stefania Covello? Di Mario Oliverio? Di Flavio Briatore?<\/strong> Difficile che tutto ci\u00f2 possa convincere i nostalgici di (centro)sinistra a smetterla di farsi venire troppi dubbi. Serve qualcosa di pi\u00f9 incisivo, un colpo di scena sensazionale che riesca a sparigliare le carte in tavola. Una trovata spettacolare in grado di far crollare il \u2018mito\u2019 di Occhiuto.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nMagari, si potrebbe pensare di portare in citt\u00e0 <strong>Roberto Benigni<\/strong> (personaggio di punta della scuderia di Presta) per girare il suo prossimo film, proponendogli una sceneggiatura surreale, comica e apparentemente di sinistra. Potrebbe trattarsi, ad esempio, di una pellicola in costume, con l\u2019attore toscano piombato dal futuro in una Cosenza medievale, a pochi giorni dalla morte di <strong>Alarico<\/strong>. Benigni inizierebbe una rincorsa contro il tempo per salvare la vita al re dei<strong> visigoti<\/strong> in modo da cambiare la storia e costruire una leggenda diversa. Il film, con lieto fine, sarebbe il sequel (perch\u00e9 i sequel, almeno in fatto di incassi, in Italia funzionano) di quello girato negli anni ottanta insieme al compianto Massimo Troisi. Titolo: <strong>\u2018Non ci resta che piangere 2\u2019<\/strong>. \u00c8 solo una piccola idea, ma ragionarci su non sarebbe male.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pausa di riflessione nella citt\u00e0 dei bruzi per il Partito Democratico. Presta, Renzi e Briatore non hanno portato entusiasmo. 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