{"id":54227,"date":"2016-03-15T08:36:45","date_gmt":"2016-03-15T07:36:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/quando-la-ndrangheta-gestisce-i-posti-di-lavoro-indagini-partite-da-un-attentato\/"},"modified":"2023-01-17T11:32:45","modified_gmt":"2023-01-17T10:32:45","slug":"81033-quando-la-ndrangheta-gestisce-i-posti-di-lavoro-indagini-partite-da-un-attentato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/81033-quando-la-ndrangheta-gestisce-i-posti-di-lavoro-indagini-partite-da-un-attentato\/","title":{"rendered":"Quando la &#8216;ndrangheta gestisce i posti di lavoro, indagini partite da un attentato"},"content":{"rendered":"<p><strong>Diciannove arresti all&#8217;alba ai danni delle due pi\u00f9 potenti consorterie criminali della citt\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">REGGIO CALABRIA &#8211; L&#8217;operazione Sistema Reggio, eseguita stamane dalla Polizia di Stato contro le principali famiglie di &#8216;ndrangheta della citt\u00e0 calabrese dello Stretto, \u00e8 partita dall&#8217;attentato compiuto la notte dell&#8217;11 Febbraio 2014 contro il bar Malavenda del quartiere Santa Caterina. <strong>La struttura era stata devastata da un&#8217;esplosione che aveva distrutto anche una minicar in sosta nelle vicinanze.<\/strong> Il primo marzo seguente fu trovato un altro ordigno, questa volta inesploso, nello stesso punto e dello stesso tipo di quello scoppiato a Febbraio. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, si sono basate essenzialmente sui risultati delle intercettazioni telefoniche, ambientali e delle riprese video disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Gli elementi acquisiti dagli inquirenti hanno consentito di ricostruire non solo le dinamiche criminali relative al duplice attentato del Bar Malavenda, con l&#8217;individuazione dei mandanti, ma anche di risalire ai contesti mafiosi riconducibili ai due piu&#8217; potenti &#8220;casati&#8221; di &#8216;ndrangheta operanti nella citta&#8217; di Reggio Calabria, facenti capo alle famiglie De Stefano e Condello, entrambi dominanti ad Archi ed in altri quartieri del centro citta&#8217;, fra i quali Santa Caterina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;alba sono state eseguite 19 ordinanze di custodia cautelare eseguite di cui 11 in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 2 con obbligo di dimora. Destinatari dei provvedimenti, sono agli appartenenti alle famiglie De Stefano, Franco, Rosmini, Serraino e Araniti. I reati contestati vanno dall&#8217;associazione mafiosa, al concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto di materiale esplosivo, intestazione fittizia di beni e rivelazione del segreto d&#8217;ufficio. La Polizia sta eseguendo anche numerosi sequestri di esercizi commerciali in mano alla &#8216;ndrangheta. Si tratta di noti bar della citta&#8217;, di una stazione di servizio per l&#8217;erogazione di carburante, di una concessionaria di autovetture ed esercizi commerciali per la distribuzione di prodotti ittici surgelati. <strong>Gli esponenti delle cosche di Reggio Calabria avevano costituito e gestito, direttamente o per interposta persona, una serie di attivita&#8217; economiche operanti in diversi settori imprenditoriali, attribuendone la titolarita&#8217; formale a terzi<\/strong> persone per eludere i controlli delle forze dell&#8217;ordine e le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il valore stimato delle aziende e degli altri beni sequestrati e&#8217; di dieci milioni di euro. L&#8217;operazione, denominata &#8220;Sistema Reggio&#8221;, colpisce capi, gregari e soggetti vicini alle cosche aderenti al cartello Condelliano, unite nella spartizione dei guadagni delle estorsioni nei confronti di commercianti ed operatori economici di Reggio Calabria. <strong>L&#8217;inchiesta conferma che le cosche della &#8216;ndrangheta esercitano sistematicamente anche il potere di regolamentazione dell&#8217;accesso al lavoro privato.<\/strong> I clan fanno assumere agli esercizi commerciali dipendenti graditi alle organizzazioni criminali e ed esercitano la potesta&#8217; di regolamentazione dell&#8217;esercizio del commercio, autorizzando o meno l&#8217;apertura di esercizi commerciali nei quartieri che controllano. Tra i destinatari delle misure cautelari vi sarebbero i &#8220;vertici strategici&#8221; di cinque famiglie di &#8216;ndrangheta. Si tratta dell&#8217;avvocato Giorgio De Stefano di 68 anni, gia&#8217; condannato per concorso esterno in associazione mafiosa ed indicato nelle intercettazioni come massimo referente della cosca; Roberto Franco, di 56 anni, indicato dagli inquirenti come il capo dell&#8217;omonima famiglia mafiosa federata ai De Stefano; Domenico Stillitano, di 54 anni, e il fratello Mario Vincenzo, di 50, rappresentanti apicali, sempre secondo l&#8217;accusa, della stessa famiglia, alleata della cosca Condello; Antonino Araniti di 38 anni e Giovanni Sebastiano Modafferi di 39, indicati come elementi di spicco della cosca Araniti federata ai Condello; Antonino Nicolo&#8217;, di 64 anni, elemento di rilievo della cosca Rosmini federata ai Condello; Dimitri De Stefano di 43 anni, considerato esponente di spicco dell&#8217;omonima cosca, fratello di Giuseppe, 47 anni, attualmente detenuto e considerato il &#8220;capo crimine&#8221; di Reggio Calabria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Diciannove arresti all&#8217;alba ai danni delle due pi\u00f9 potenti consorterie criminali della citt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":54228,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,571],"tags":[],"class_list":["post-54227","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54227"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54227\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/54228"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54227"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54227"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}