{"id":54264,"date":"2016-03-15T17:40:54","date_gmt":"2016-03-15T16:40:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/da-amantea-a-cassano-tutte-le-cosche-attive-nella-provincia-di-cosenza\/"},"modified":"2023-01-17T11:32:50","modified_gmt":"2023-01-17T10:32:50","slug":"81176-da-amantea-a-cassano-tutte-le-cosche-attive-nella-provincia-di-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/81176-da-amantea-a-cassano-tutte-le-cosche-attive-nella-provincia-di-cosenza\/","title":{"rendered":"Da Amantea a Cassano tutte le cosche attive nella provincia di Cosenza"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Mentre sul Tirreno i Muto riescono a condizionare le gare d\u2019appalto, dallo Jonio gli Abbruzzese gestiscono l\u2019approvvigionamento degli stupefacenti dell\u2019intera provincia.<\/strong><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COSENZA \u2013 \u201cE\u2019 l\u2019intera provincia di Cosenza a destare grossa preoccupazione\u201d. Una dichiarazione cristallizzata nella relazione annuale 2015 della Direzione Nazionale Antimafia pubblicata nei giorni scorsi in cui viene evidenziata l\u2019operativita\u0300, nonostante i numerosi arresti, della criminalit\u00e0 organizzata: dal litorale tirrenico a quello ionico. Sodalizi dediti in prevalenza alle estorsioni, alla gestione del traffico di sostanze stupefacenti e delle armi, nonche\u0301 all\u2019usura e alle rapine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">COSCA MUTO E I RAPPORTI CON LA POLITICA<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Cetraro, da quanto emerge dal resoconto della DNA, esercita la propria influenza la cosca Muto, creata e capeggiata da Francesco Muto e da suo figlio Luigi Muto, considerato dagli investigatori l\u2019unica persona in grado di reggere la struttura di \u2018ndrangheta al posto del padre. <strong>Luigi Muto e\u0300 stato scarcerato il 4 aprile 2013 ed esercita con il proprio gruppo una notevole influenza in tutti i Comuni della fascia costiera dell\u2019alto Tirreno cosentino.<\/strong> Primo fra tutti Scalea dove opera avvalendosi delle cosche \u2018satellite\u2019 degli Stummo e dei Valente. La struttura criminale ha raggiunto un elevato livello di penetrazione anche nelle istituzioni locali. A testimoniarlo nell\u2019estate 2013 l\u2019operazione Plinius che ha portato all\u2019arresto di 38 persone per associazione mafiosa, tra le quali il Sindaco di Scalea ed altri amministratori e funzionari dell\u2019ente comunale che avevano praticamente vincolato la politica locale ai voleri degli esponenti di vertice del clan Muto spesso determinando l\u2019aggiudicazione degli appalti alle imprese indicate dagli esponenti della \u2018ndrangheta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il procedimento penale ha ricevuto gia\u0300 un primo riscontro giudiziario con la sentenza emessa il 3 settembre 2015 dal Tribunale di Paola, che ha condannato, fra gli altri, l\u2019ex Sindaco di Scalea, Pasquale Basile, a quindici anni di reclusione. Nell\u2019operazione Plinius 2 scattata lo scorso 15 maggio 2015 sono state eseguite ventuno ordinanze di custodia cautelare per associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni, alla turbata liberta\u0300 degli incanti, per calunnia, violazioni di domicilio ed usura. Dalle indagini \u00e8 emersa una <strong>capillare diffusione delle estorsioni a danno di diversi commercianti ed imprenditori del luogo, costretti ad elargire, senza alcun titolo, sotto la pressione di atti intimidatori, somme di denaro che variavano in relazione al tipo di attivita\u0300<\/strong> commerciale o imprenditoriale vessata. E\u2019 stata anche rilevata la turbativa delle aste giudiziarie &#8211; in numero considerevole, visto il particolare periodo di crisi economica, finalizzata ad accaparrarsi immobili di notevole valore, inibendo la partecipazione di altri concorrenti sgraditi all\u2019associazione criminale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente sono in corso indagini sui ruoli di numerosi soggetti facenti parte di un sodalizio dedito allo spaccio di stupefacenti che collabora per rifornire il clan Muto. Si indaga anche sui rapporti tra la criminalita\u0300 organizzata e il tessuto politico-amministrativo del Comune di Santa Domenica Talao. Si tratta di indagini avviate a seguito di atti intimidatori, denunciati in concomitanza con le <strong>ultime consultazioni elettorali per il rinnovo del consiglio comunale dell\u2019ente locale, ipotizzando l\u2019esistenza di un contesto criminale, contiguo alla cosca Muto<\/strong>, il quale, anche mediante tali atti intimidatori, avrebbe tentato di ottenere il controllo dell\u2019amministrazione comunale anche \u2018piazzando\u2019 propri referenti. Sono in corso, ancora, indagini relative a delitti in materia di armi realizzati nell\u2019area territoriale dell\u2019alto Tirreno cosentino e ulteriori accertamenti relativi all\u2019infiltrazione della cosca Muto in diversi settori della pubblica amministrazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">COSCA SERPA E GRUPPI CRIMINALI DELL\u2019HINTERLAND PAOLANO<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paola e Fuscaldo, secondo quanto emerso dalla relazione della DNA, sarebbero \u2018governate\u2019 dalla cosca Scofano \u2013 Martello \u2013 Ditto \u2013 La Rosa, contrapposta, nella cittadina paolana, alla storica cosca dei Serpa ed, in Fuscaldo, al gruppo Tundis. Il clan Scofano \u2013 Martello \u2013 Ditto \u2013 La Rosa era retto, originariamente, da Mario Scofano, referente sulla costa per le \u2018ndrine cosentine. Attualmente e\u0300 invece diretta dai fratelli Alessio Martello e Francesco Martello entrambi figli del defunto Luciano Martello. Nella sola Paola opera, inoltre, la cosca dei Serpa originariamente collegata, dal punto di vista criminale, a quella dei Bruni (Bella \u2013 Bella) di Cosenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con i sessantadue arresti scaturiti dall\u2019operazione Tela di Ragno del 2012 il gruppo Serpa \u00e8 stato notevolmente depotenziato nonostante i rapporti che, secondo la DNA, avrebbe mantenuto con i Lanzino-Ru\u00e0 di Cosenza e le cosche Gentile e Besaldo attive ad Amantea. Contemporaneamente e\u0300 stata altresi\u0300 proposta una misura di prevenzione personale e patrimoniale nei confronti di Nella Serpa, individuata quale personaggio di vertice dell\u2019omonima cosca. Condannata nel 2015 a 18 anni di reclusione \u00e8 l\u2019unica donna italiana ristretta al 41 bis. La DNA evidenzia come a seguito della minore influenza dei Serpa nel paolano il gruppo Rango-Zingari abbia esteso la sua influenza demandando il compito di insediarsi sul territorio ad Adolfo Foggetti oggi collaboratore di giustizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">COSCHE ATTIVE IN AMANTEA<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il territorio di Amantea, secondo quanto rilevato dalla DNA, e\u0300 interessato dalla presenza di due gruppi criminali distinti, <strong>Gentile-Guido-Africano e Besaldo, attualmente non in conflitto per effetto di un tacito accordo e, anzi, in cointeressenza in numerosi settori illeciti<\/strong>.\u00a0Le due associazioni criminali sono state indebolite per effetto di alcune misure cautelari e delle conseguenti condanne pronunciate nell\u2019ambito del processo Nepetia\/Enigma, tanto che gran parte degli esponenti di vertice del sodalizio risulta tuttora detenuta, primi fra tutti Tommaso Gentile e Pasqualino Besaldo. Attualmente sono in corso attivita\u0300 che si prefiggono l\u2019obiettivo di individuare le nuove \u201cleadership\u201d sul territorio e, nel medesimo contesto, si stanno verificando le dinamiche conseguenti ad una serie di atti intimidatori subiti dagli amministratori comunali del centro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">COSCA ACRI \u2013MORFO\u2019 ROSSANO E I RAPPORTI CON LA POLITICA<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 della cosca Acri \u2013 Morf\u00f2 di Rossano sono state rallentate dopo i trenta arresti scaturiti nel 2013 dall\u2019operazione Stop. In particolare, nel corso delle indagini \u00e8 stato accertato che la \u2018ndrina rossanese aveva monopolizzato la distribuzione di alcuni prodotti alimentari, tra i quali il caffe\u0300 torrefatto e prodotti derivati, l\u2019acqua minerale, la birra alla spina, il pane e altri prodotti similari nonch\u00e9 il totale controllo nel settore dei giochi d\u2019azzardo on line. Inoltre, il procedimento ha consentito di accertare l\u2019ingerenza della \u2018ndrina nella vita politica locale, tanto che e\u0300 stato<strong> raggiunto da ordinanza custodiale un consigliere comunale al quale la cosca, con violenza e minaccia, aveva procacciato voti per le elezioni comunali di Rossano<\/strong> del 2010. Gli affiliati alla consorteria sono ancora oggi detenuti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle indagini ne \u00e8 scaturito un nuovo dossier a carico di Domenico Morf\u00f2 e Luigi Orlando. Il primo, figlio di salvatore Morf\u00f2 considerato il boss della \u2018ndrina rossanese, a causa dello stato di detenzione del padre pare abbia acquisito la conduzione delle aziende di famiglia, sia in ordine alla loro gestione ordinaria, sia per cio\u0300 che concerne il perseguimento dei propositi illeciti, in modo tale da agevolare il clan. E\u0300 risultato, inoltre, che Salvatore Morf\u00f2, nel contesto gestionale delle imprese ha realizzato <strong>condotte estorsive ai danni dei dipendenti delle aziende stesse e si e\u0300 infiltrato nella gestione delle imprese sequestrate,<\/strong> eludendo il provvedimento di amministrazione giudiziaria, incurante del sequestro preventivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">STRAGE DI SAN LORENZO<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel luglio del 2015 sono stati condannati all\u2019ergastolo Domenico Scarola e Antonio Salvatore Scorza, autori del terribile duplice omicidio di due donne<strong> (madre e figlia) uccise, in casa a San Lorenzo del Vallo, per il solo fatto di essere parenti dell\u2019autore dell\u2019omicidio di Domenico Presta<\/strong>, figlio di Franco, reggente della \u2018ndrina operante a Tarsia. Le investigazioni si sono avvalse delle dichiarazioni di Silas De Marco, congiunto delle due donne, fortuitamente scampato all\u2019azione di fuoco. Silas De Marco a seguito dell\u2019importante testimonianza resa e\u0300 stato destinatario di una richiesta di programma di protezione quale testimone di giustizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">CASSANO E IL MONOPOLIO DEGLI STUPEFACENTI<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019operazione Gentlemen che ha portato lo scorso anno all\u2019arresto di Antonio Abbruzzese ed altri 44 soggetti ritenuti affiliati all\u2019omonimo clan ha fatto luce sull\u2019esistenza di una potente associazione per delinquere dedita all\u2019importazione di stupefacente di vario tipo sul territorio nazionale. <strong>Gli Abbruzzese, in effetti, secondo la DNA, monopolizzano l\u2019offerta di stupefacente per tutta la provincia di Cosenza.<\/strong> Luigi Abbruzzese, riforniva, oltre a tutto il territorio di Cassano allo Jonio ed a quelli contigui della Sibaritide, cioe\u0300 Rossano e Corigliano Calabro, anche Cosenza e persino Scanzano Jonico in provincia di Matera. I cosiddetti \u2018Zingari\u2019, secondo quanto accertato dagli inquirenti, hanno accesso ai mercati sudamericani, per la cocaina, ed a quelli dell\u2019est europeo, per l\u2019eroina e la marijuana e riescono ad importare, a prezzi assolutamente concorrenziali, e con continuit\u00e0, ingenti partite di stupefacente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La marijuana arriva dall\u2019Albania, con l\u2019intermediazione di Dilaver Hajdini, per il tramite di vettori navali, <strong>secondo uno schema ormai routinario: un primo peschereccio salpa dall\u2019Albania; in acque internazionali, lo stupefacente viene trasbordato in un secondo peschereccio, italiano<\/strong>, che approda in territorio nazionale. Gli albanesi possono importare la marijuana, via mare, solo per il tramite dei clan cassanesi, i quali acquistano una parte del carico: la restante parte viene destinata dagli stessi albanesi a loro connazionali, che la stoccano in diverse citta\u0300 italiane. L\u2019eroina proviene, parimenti, dall\u2019Albania, per il tramite di Fisnik Smajlaj, trafficante gia\u0300 arrestato nel 2009. Lo stupefacente viene occultato in autovetture, che raggiungono la Calabria per il tramite di traghetti di linea. La collusione con gli Smajlaj e\u0300 talmente datata e consolidata che, da tempo, e\u0300 stato progettato di impiantare in Cassano allo Jonio un laboratorio per sintetizzare l\u2019eroina. Un progetto non realizzato, per ora, a causa dell\u2019azione di contrasto delle forze dell\u2019ordine che hanno provveduto a sequestrare diversi chili di sostanza da taglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cocaina, invece, proviene dall\u2019Olanda per il tramite di corrieri che viaggiano via terra, e dalla provincia di Reggio Calabria per il tramite di Alfonso Brandimarte di Gioia Tauro. Filippo Solimando e Luigi Abbruzzese, d\u2019altro canto, avevano in animo di organizzare una stabile importazione di cocaina dal sud America. A tale scopo Filippo <strong>Solimando aveva costituito una societa\u0300, con sede in Corigliano Calabro che si sarebbe formalmente occupata di importazione di gamberetti dall\u2019Argentina,<\/strong> proprio al fine di giustificare i suoi frequenti viaggi in Sud America. L\u2019associazione e\u0300 armata, infatti, i dirigenti hanno rifornito di armi Alfonso Brandimarte che e\u0300 fra i reggini che stavano organizzando le importazioni di cocaina dal sud America.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">L\u2019OMICIDIO DI COCO\u2019 CAMPILONGO<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ottobre del 2015, sono stati arrestati Cosimo Donato e Donato Campilongo, ritenuti gli autori dell\u2019omicidio di Giuseppe Iannicelli, Ibtissam Touss e Nicola Campilongo Junior. <strong>Il terribile triplice omicidio, verificatosi nel gennaio del 2014, aveva ricevuto un risalto mediatico eccezionale, in quanto una delle vittime era un bambino di soli tre anni.<\/strong> Le investigazioni hanno consentito di dimostrare che, in territorio sibaritide, v\u2019e\u0300 stata una pacificazione fra le fazioni dei cosiddetti \u2018zingari\u2019 e degli \u2018italiani\u2019, che si sono, viceversa, contrapposte militarmente nel precedente periodo 2000-2008. Il procedimento ha dimostrato che esponenti delle fazioni, un tempo contrapposte, si scambiano oggi stupefacente al bisogno. I due indagati avrebbero attirato in una trappola Giuseppe Iannicelli e distrutto, per combustione, il suo cadavere, unitamente a quello della compagna, di nazionalita\u0300 marocchina e del piccolo nipote. Le modalita\u0300 del fatto consentono di sostenere che certamente il delitto e\u0300 stato compiuto in concorso con ulteriori persone, allo stato rimaste ignote.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">CORIGLIANO. \u2018NDRANGHETA E POLITICA, IL CASO STRAFACE<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019operazione Santa Tecla e l\u2019arresto dell\u2019allora sindaco di Corigliano Pasqualina Straface viene scoperchiato un inquietante collusione tra \u2018ndrangheta e politica locale. In particolare, l\u2019ex primo cittadino <strong>Pasqualina Straface \u00e8 accusata di concorso esterno all\u2019associazione per delinquere di stampo mafiosa denominata \u201clocale di Corigliano\u201d della quale contribuiva al consolidamento<\/strong> e, quindi, al perseguimento del programma criminale. In particolare, in cambio dei voti procacciati in suo favore da gregari della cosca coriglianese (tra i quali erano annoverati anche i fratelli Mario e Franco Straface, Maurizio Barilari e Cosimo Damiano Conocchia alias \u201cla bestia\u201d) in occasione delle consultazioni elettorali comunali svoltesi in Corigliano Calabro nel giugno 2009, la donna si impegnava a garantire la destinazione dei contributi a fondo perduto che il Comune avrebbe dovuto erogare per la riqualificazione del centro storico di Corigliano, nonche\u0301 a rimanere a disposizione dell\u2019associazione, in tal modo strumentalizzando la sua funzione pubblica. Attualmente sono ancora in corso indagini finalizzate a seguire le evoluzioni \u2018ndranghetistiche della sibaritide.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/523\">CLICCA QUI PER LEGGERE<\/a><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/523\"> <span class=\"current\">\u2018Ndragheta a Cosenza: legami tra politica e clan, mentre i Lanzino \u2018trattano\u2019 con gli Zingari<\/span><\/a><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre sul Tirreno i Muto riescono a condizionare le gare d\u2019appalto, dallo Jonio gli Abbruzzese gestiscono l\u2019approvvigionamento degli stupefacenti dell\u2019intera provincia. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":54265,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[571,28],"tags":[],"class_list":["post-54264","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54264"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54264\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/54265"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}