{"id":54488,"date":"2016-03-19T15:27:02","date_gmt":"2016-03-19T14:27:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/amministrative-cosenza-fenomenologia-dellaudience-col-popolo-al-televoto\/"},"modified":"2023-01-17T11:59:42","modified_gmt":"2023-01-17T10:59:42","slug":"81951-amministrative-cosenza-fenomenologia-dellaudience-col-popolo-al-televoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/81951-amministrative-cosenza-fenomenologia-dellaudience-col-popolo-al-televoto\/","title":{"rendered":"Amministrative a Cosenza, fenomenologia dell\u2019audience col popolo al (tele)voto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da Briatore, passando per Sgarbi, fino alla consorte Paola Perego, Lucio Presta fa prove di share sfoderando la carta-dialetto.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Come in una fiction a puntate, anzi no, come dentro un talent show. Facili (pre)giudizi a parte, c\u2019era da aspettarselo che il <em>masterplan<\/em> del candidato a Sindaco <strong>Lucio Presta<\/strong> in questa campagna elettorale non seguisse propriamente le linee di una gestione aziendale qualsiasi ma di un\u2019azienda tiv\u00f9 con trasmissioni e star annesse e connesse.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Smaltita la bufera dello scorso week end (manco fosse stata, per dire, la clamorosa eliminazione di <strong>Simona Ventura<\/strong> all\u2019Isola dei famosi) che alle latitudini bruzie (e non solo) si \u00e8 consumata da istagram a facebook a causa dell\u2019infelice uscita dell\u2019amico <strong>Flavio Briatore<\/strong> che, dimentico delle pennichelle in Kenya si era stupito dei cosentini che alle 5 del mattino anzich\u00e9 essere gi\u00e0 al lavoro si prendono ancora il lusso di dormire (cio\u00e8: Briatore si stupisce che la gente dorme all\u2019alba), il buon Presta ha atteso un paio di giorni prima di risbucare non dal tubo catodico bens\u00ec dai cosiddetti \u201ccanali\u201d istituzionali.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>A suon di comunicati stampa, con scadenziario preciso da propaganda, sta adesso snocciolando i punti del suo programma (amministrativo, non televisivo) a mo\u2019 di quei concorrenti in procinto di uscire dal reality che per salvarsi si appellano al pubblico da casa iniziando la frase con: \u201cVotate me perch\u00e9\u2026\u201d.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Insomma, dopo Briatore e tutto il can can che ne \u00e8 seguito e che non ha neppure fatto a meno di battute scontate (per la nota guerra campanilistica <strong>Cosenza-Catanzaro<\/strong>) \u00a0sulle origini geografiche della consorte<strong> Elisabetta<\/strong>, Lucio il manager di se stesso, questa volta, ha rimediato sfoderando nel silenzio della post-vicenda Flavio, i punti seri delle sue idee a beneficio degli spettatori-cittadini.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Tanto per cominciare, Cosenza, con lui alla guida del Comune, sar\u00e0 una citt\u00e0 fondata non sui social ma sulle politiche sociali. Perch\u00e9 bisogna smetterla di credere che uno che a Natale passa un mese in un resort africano non possa preoccuparsi di risolvere i problemi di <strong>Pinuzzo di via Popilia<\/strong> e dei suoi cinque figli disoccupati. Punto secondo del palinsesto, pardon, del suo programma (passati altri due giorni): il capitolo \u201cCultura\u201d. Che non \u00e8 quella portata sulla <strong>Playa desnuda<\/strong> dalla calabrese Paola Caruso, eh. Con, dopo, insieme alle Politiche culturali, va da s\u00e9, c\u2019\u00e8 il capitolo sui \u201cCCCiovani\u201d. Tanti, brillanti, magari quelli che hanno partecipato agli incontri al teatro dell\u2019Acquario coi vari <strong>Bonolis, Jerry Scotti, Lorella Cuccarini, Teo Mammuccari<\/strong> eccetera eccetera, meglio se intellettualmente avanti e dunque appartenenti al target di \u201cDomenica in\u201d (strano, perch\u00e9 se non fosse per <strong>Barbara d\u2019Urso<\/strong>, che non \u00e8 sua moglie, in molti, a Presta, lo avrebbero accomunato a \u201c<strong>Domenica live<\/strong>\u201d).<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Si sa, poi, che la comunicazione si fonda sul linguaggio, ovvero sulla lingua che si parla. Se il precedente Sindaco e principale competitor durante le interviste passa con nonchalance dall\u2019italiano al dialetto senza nemmeno accorgersene (tipo che ogni tanto gli scappa un \u201c<em>picch\u00ec<\/em>\u201d al posto di \u201cperch\u00e9\u201d), va rimarcato che Lucio, per dare prova di quanto sia cosentino e di quanto abbia Cosenza nelle ossa (e poco importa che l\u2019abbia lasciata da piccolo per andare a studiare dai <strong>salesiani a La Spezia<\/strong>), ha di recente, nientemeno, recitato una frase in <em>local-slang<\/em>. Programmata (anche questa) come una scaletta da eseguire con scrupolosa impostazione. Per cui, quando anni fa, in riva al Crati, in occasione dell\u2019arresto di <strong>padre Fedele<\/strong> sbarc\u00f2 la troupe di \u201c<strong>Verissimo<\/strong>\u201d, all\u2019epoca condotto da <strong>madame Perego<\/strong>, avr\u00e0 certamente, il buon Lucio, capito al volo cosa volesse dire la ragazza tifosa rossobl\u00f9 che, di fronte alla posizione giustizialista della presentatrice (il frate alla fine fu assolto ed \u00e8 oggi attesa la sentenza della Cassazione), le esclam\u00f2 in diretta: \u201c<em>Paolape\u2019<\/em>\u2026 <em>s\u00ec sempr\u2019i a\u2019 stessa\u2026!<\/em>\u201d (che tradotto significa: Paola Perego, non ti smentisci mai). Chi glielo doveva dire alla signora Presta che un giorno si sarebbe ritrovata a sfilare su <strong>corso Mazzini<\/strong> sperando di non incrociare quella signorina?<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Intanto, <strong>Mario Occhiuto<\/strong> osserva quatto quatto ma non troppo, visto che proseguono, sempre nell\u2019imprescindibile circuito social, le pubblicazioni dei suoi fedelissimi sulle opere realizzate in cinque anni di governo. In pi\u00f9, \u201c<strong>LaRepubblica.it<\/strong>\u201d nella sezione Viaggi gli ha dedicato un\u2019ampia pagina sulla bellezza di quel che ha lasciato \u2013 Bocs-art, Castello e via dicendo \u2013 e <strong>il Mattino di Napoli<\/strong> ha buttato gi\u00f9 elogi sui \u201cmiracoli\u201d fatti e sul suo essere \u201cSindaco illuminato\u201d. Infine, per il momento, <strong>Vittorio Sgarbi<\/strong> gli garantisce sostegno e sembrerebbe che Lucio Presta non l\u2019abbia presa bene, quasi come se <strong>Lele Mora<\/strong> fosse ripiombato sul puff in Sardegna a farsi massaggiare i piedi da Benigni, un insulto mai visto, e quindi \u2013 siccome \u00e8 un manager e da manager ragiona \u2013 che fa? Sulla pagina del movimento \u201c<strong>AmoCosenza<\/strong>\u201d scrive (sebbene ironicamente) che il critico d\u2019arte da anni gli chiede di lavorare con lui e che sar\u00e0 ben lieto del suo apporto alla citt\u00e0. Il messaggio dunque rimane comunque il messaggio, che dev\u2019essere continuo, instancabile e, spesso, persino sconcludente. Campagna promozionale pi\u00f9 che elettorale, come si fa per il lancio di una nuova stagione (televisiva, non amministrativa). Ovvio che i quotidiani nazionali non si facessero balenare di bucare la notizia di Lucio Presta aspirante sindaco, anche se spesso ne parlano in taglio basso (fondo pagina). La Repubblica, su cui anni fa apparve un pezzo inesorabile dell\u2019odiata <strong>Concita De Gregorio<\/strong> che non dava di Presta un\u2019immagine proprio positiva, descrivendolo come uno che girava armato per chiss\u00e0 quali motivi, domenica scorsa ha pubblicato una mini-intervista in cui l\u2019agente dei vip che veniva intervistato da Repubblica e sapeva bene di essere intervistato da Repubblica, non ha potuto evitare di sottolineare la sua amicizia con <strong>Matteo Renzi<\/strong> che lo ha imposto a un <strong>PD calabro<\/strong> <strong>succube di Roma<\/strong>, senza passare dalle Primarie-cavallo di battaglia dei <strong>Dem renziani<\/strong>. E mentre<strong> Dagospia<\/strong> marcia a vele spiegate (senza alcun riferimento a piazza Bilotti) sulle Amministrative di Cosenza diventate \u00a0ormai argomento per gossip, il giornale \u201cRoma\u201d scrive: \u201cLa domenica, persino l\u2019ex ballerino, super manager televisivo, aspirante sindaco di Cosenza Lucio Presta, si serve al brunch dell\u2019Aniene\u201d che, per inciso, non \u00e8 la mensa dei poveri di via Monte San Michele. Dai circoli \u201cin\u201d della capitale al capoluogo bruzio, l\u2019ultimo colpo messo a segno per i fan che a giugno dovranno trasformarsi in elettori \u00e8 l\u2019arruolamento di <strong>Denise Plastina<\/strong> nelle proprie liste. Denise, per chi non guardasse C\u2019\u00e8 posta per te, \u00e8 la ventenne cosentina che una settimana fa su <strong>Canale 5<\/strong> singhiozzava invocando il perdono dei genitori dopo aver lasciato il fidanzato storico per un altro a tre mesi dalle nozze. Nel 2011 Denise si candid\u00f2 tra le fila dell\u2019<strong>Udc<\/strong> a sostegno di Mario Occhiuto. Oggi, dopo la sceneggiata in salsa bruzia e 50mila euro di mobili acquistati inutilmente per il futuro talamo matrimoniale, la giovane passa a Presta, come nelle migliori compravendite nelle scuderie delle reti tv. E c\u2019\u00e8 chi grida allo scandalo con <strong>Maria De Filippi<\/strong> complice di questa operazione. Invece \u00e8 tutto regolare come vuole lo showbiz. Per\u00f2, c\u2019\u00e8 un per\u00f2: Cosenza non \u00e8 l\u2019industria dello spettacolo, e Lucio Presta in tal senso deve sperare che l\u2019ex di Denise, mollato quasi sull\u2019altare, non abbia una famiglia numerosa che in soldoni fanno voti che si vanno a perdere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Briatore, passando per Sgarbi, fino alla consorte Paola Perego, Lucio Presta fa prove di share sfoderando la carta-dialetto. &nbsp; COSENZA &#8211; Come in una fiction a puntate, anzi no, come dentro un talent show. 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