{"id":54536,"date":"2016-03-24T09:00:54","date_gmt":"2016-03-24T08:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/nutri-menti-pasqua-calabria-cuzzupe-tradizione-religiosa\/"},"modified":"2023-01-17T11:59:47","modified_gmt":"2023-01-17T10:59:47","slug":"82119-nutri-menti-pasqua-calabria-cuzzupe-tradizione-religiosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/82119-nutri-menti-pasqua-calabria-cuzzupe-tradizione-religiosa\/","title":{"rendered":"Nutri Menti &#8211; Viaggio nella Pasqua calabrese tra dolci e piatti tipici"},"content":{"rendered":"<p><strong>In Calabria la Pasqua \u00e8 una delle festivit\u00e0 pi\u00f9 sentite, in alcuni luoghi ancor pi\u00f9 che il Natale.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La religiosit\u00e0, ancor molto presente in particolar modo nei paesi, \u00e8 certo una delle ragioni del successo delle festivit\u00e0 pasquali tra i calabresi, ma non bisogna neanche dimenticare quanto siano radicate le tradizioni alimentari di origine popolari in questa terra.\u00a0Per quanto riguarda i <strong>dolci pasquali<\/strong>, la tradizione preferisce la preparazione di prodotti tradizionali gustosi e nello stesso tempo dall\u2019alto valore simbolico.<br \/>\nSin dal <strong>tardo medioevo<\/strong> era uso in Calabria preparare dolci di varie forme caratterizzati dalla presenza all\u2019esterno di uno o pi\u00f9 uova sode, collegate alla simbologia della resurrezione e, in alcuni casi, dipinte con colori vivaci.<br \/>\nNella <strong>zona del centro Calabria<\/strong> erano chiamate cuzzupe, mentre nella bassa Calabria assumevano i nomi di <strong>cuddhuraci, taraji, curi, curughie<\/strong> e nel nord della Calabria<strong> cuculicchi, pizzatole, cuddr\u00e0cci, cuzzole<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\nIn alcuni paesi del cosentino era tradizione tra le famiglie dei fidanzati, nel periodo di Pasqua, scambiare doni come segno di buon augurio. Al riguardo erano preparate, per i futuri sposi, le \u201c<strong>cuzzupe<\/strong>\u201d, il cui numero di uova sode era legato alla speranza del raggiungimento di un\u2019unione stabile e duratura.<br \/>\nSempre per augurio, a <strong>Mendicino<\/strong> si preparavano i <strong>Cuculicchi<\/strong> con le uova, uno per ogni componente della famiglia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-82125 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Cuzzupe.jpg\" alt=\"Cuzzupe\" width=\"500\" height=\"309\" title=\"\"><br \/>\nNel <strong>reggino<\/strong> la pasta che andava impastata il<strong> Venerd\u00ec Santo<\/strong> e mangiata solo il giorno dopo, era quella dei <strong>cuddhur\u00e1ci<\/strong> (dal greco focaccia o ciambella), una pasta frolla fatta a forma di corolle intrecciate o di panierini, morbida e non molto dolce, entro cui erano messe tre uova sode con il guscio.<br \/>\nA <strong>Nicotera<\/strong>, per la festa di Pasqua, erano preparati e ornati con le uova sode i <strong>campanari<\/strong>, ciambelle fatte di pasta di pane, o i <strong>taraji<\/strong>, fatti di pasta dolce.<br \/>\nA <strong>Mormanno<\/strong> era tradizione preparare le cuzzole e a Fagnano Castello erano offerti i <strong>cuddr\u00e0cci<\/strong>, ciambelle dolci con le uova sode, un tempo preparati con farina di granturco e mosto cotto oppure sciroppo di fichi e ora fatti con farina e zucchero.<br \/>\n<strong>Nel vibonese e nel reggino<\/strong>, in questo periodo, si usava preparare dei biscotti, chiamati \u201cciciriati\u201d dal nome dell\u2019impasto fatto con ceci, caff\u00e8, noci e cacao.<br \/>\nUna tradizione a parte ci viene dai centri calabresi di cultura arb\u00ebresh\u00eb, dove i dolci tipici pasquali pi\u00f9 diffusi simili alle <strong>cuzzupe<\/strong> sono chiamati \u201c<strong>cici<\/strong>\u201d, a forma di bastone intrecciato con sopra un uovo sodo o \u201ckulaci\u201d, grandi pani dolci con dei larghi buchi al centro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-82126 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/kulaci.jpg\" alt=\"kulaci\" width=\"434\" height=\"360\" title=\"\"><br \/>\nNelle comunit\u00e0<strong> grecofone del reggino<\/strong> venivano, e vengono ancora oggi, preparati i <strong>guti o nguti<\/strong> (dal greco ovale), dolci molto simili alle cuzzupe, a base di farina, uova, olio d\u2019oliva, lievito naturale e zucchero, che possono considerati il dolce tradizionale di Pasqua ed erano utilizzati per accompagnare tanto il salato (salumi, uova e formaggi), quanto il dolce.<br \/>\nSempre nelle aree grecaniche della <strong>provincia<\/strong> di <strong>Reggio<\/strong> Calabria erano preparati gli <strong>jaluni<\/strong>, dolci pasquali fatti con la ricotta e cosparsi di abbondante zucchero a velo.\u00a0Altra torta tipicamente pasquale delle <strong>comunit\u00e0 arb\u00ebresh\u00eb<\/strong> \u00e8 la \u201c<strong>riganella<\/strong>\u201d, un dolce risalente alla tradizione bizantina, costituito da un ripieno di uva passa e noci dalla tipica forma a spirale. Il suo sapore prevalentemente dolce \u00e8 contrastato da lievi note salate dell\u2019origano (da cui il nome al dolce) presente nell\u2019impasto del ripieno. Anche in questo caso, la sua forma circolare simboleggia la rigenerazione della vita, proprio come nel caso delle uova. Secondo il<strong> rito bizantino<\/strong> la preparazione deve avvenire il gioved\u00ec santo e la sua consumazione \u00e8 prevista solo dopo il mezzogiorno del sabato santo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-82128 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Riganella.jpg\" alt=\"Riganella\" width=\"441\" height=\"330\" title=\"\"><br \/>\nSempre nel cosentino, ad <strong>Albidona e Amendolara,<\/strong> si mangiavano le <strong>Cullure<\/strong>, grandi ciambelle cotte decorate da uova intere, preparate con farina, uova, semi di finocchio, latte e sale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-82123 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Cullure.jpg\" alt=\"Cullure\" width=\"431\" height=\"323\" title=\"\"><br \/>\nA <strong>Tiriolo<\/strong>, nel catanzarese, erano preparate e mangiate le <strong>Cuduredde<\/strong>, un impasto di farina e uova, che era prima infornato e poi glassato, e infine steso ad asciugare al sole primaverile.<br \/>\nNella<strong> provincia di Vibo Valentia<\/strong> sono preparati, sia nel periodo pasquale sia per i matrimoni, dei biscotti ricoperti con glassa di zucchero chiamati \u201c<strong>Ncinetti<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-82127 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/ncinetti-calabresi.jpg\" alt=\"ncinetti calabresi\" width=\"423\" height=\"282\" title=\"\"><br \/>\nTra i dolci che rappresentano in pieno la Pasqua, rientra certamente la \u201c<strong>pastiera<\/strong>\u201d, torta di pasta frolla farcita con un impasto a base di ricotta, frutta candita, zucchero, uova e grano bollito nel latte, che \u00e8 uno dei dolci rappresentativi della provincia reggina.<br \/>\nSempre nel reggino, tra i dolci tipici Pasquali, vi sono anche i \u201c<strong>biscotti alle mandorle all\u2019olio di oliva<\/strong>\u201d, preparati a mano e utilizzando esclusivamente olio extravergine di oliva.<br \/>\nIn alcune zone della regione, in particolar modo nel reggino e a Bagnara Calabra, esiste poi una grande tradizione di preparazione di torroni, i cui componenti (mandorle e miele) e la loro lavorazione artigianale derivano da antiche tradizioni gastronomiche.\u00a0La preparazione prevede che le mandorle tostate siano cotte per pi\u00f9 di sei ore assieme all\u2019albume e al miele e che il torrone sia tagliato in piccole barrette da ricoprire e guarnire di cioccolato o ostia o nocciola o arancia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-82129 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/torrone_Bagnara.jpg\" alt=\"torrone Bagnara\" width=\"447\" height=\"298\" title=\"\"><br \/>\nA <strong>Montepaone<\/strong>, in provincia di Catanzaro, \u00e8 preparata la \u201ccupeta\u201d, un tipo di torrone ottenuto con una miscela di sesamo, mandorle, miele, farina e, a scelta, vino cotto e vari aromi per conferire un sapore pi\u00f9 intenso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-82124 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/cupeta-calabrese.jpg\" alt=\"cupeta calabrese\" width=\"474\" height=\"316\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Calabria la Pasqua \u00e8 una delle festivit\u00e0 pi\u00f9 sentite, in alcuni luoghi ancor pi\u00f9 che il 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