{"id":54624,"date":"2016-03-23T10:33:10","date_gmt":"2016-03-23T09:33:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/profili-criminali-dei-notabili-politici-arrestati\/"},"modified":"2023-01-17T11:59:58","modified_gmt":"2023-01-17T10:59:58","slug":"82475-profili-criminali-dei-notabili-politici-arrestati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/82475-profili-criminali-dei-notabili-politici-arrestati\/","title":{"rendered":"I profili dei tre politici che cambiarono il volto di Rende"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sandro Principe, Pietro Ruffolo e Umberto Bernaudo. Ecco chi sono i fidati &#8216;amici&#8217; del presidente Mario Oliverio.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CATANZARO &#8211; Avrebbero utilizzato il proprio ruolo istituzionale e la societ\u00e0 partecipata Rende 2000, oggi Rende Servizi, per accaparrarsi voti e comode poltrone.<strong> Il Comune di Rende oggi amministrato dal legale difensore di diversi esponenti del clan Lanzino, Marcello Manna, in passato \u00e8 stato retto da due dei politici arrestati stamattina: Sandro Principe e Umberto Bernaudo.<\/strong> Insieme ai due ex sindaci tra i destinatari delle misure cautelari appaiono\u00a0Rosario Mirabelli,\u00a0Pietro Ruffolo,\u00a0Giuseppe Gagliardi nonch\u00e9 cinque presunti esponenti del clan Lanzino gi\u00e0 ristretti\u00a0in carcere ovvero\u00a0Adolfo D\u2019Ambrosio, Michele Di Puppo, Francesco Patitucci,\u00a0Umberto Di Puppo\u00a0e Marco Paolo Lento. Un vero e proprio terremoto per il PD di Mario Oliverio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">SANDRO PRINCIPE<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sandro Principe \u00e8 l&#8217;emblema del centrosinistra calabrese: capogruppo del PD in Regione, due volte deputato e sottosegretario al Ministero del Lavoro, consigliere e assessore regionale nonch\u00e9 sindaco della sua Rende. Oggi posto agli arresti domiciliari fu<strong> indagato gi\u00e0 in tempi non sospetti, nel 1991,\u00a0per presunti rapporti con le cosche della Piana di Gioia Tauro in particolare con i Pesce di Rosarno.<\/strong> Ad avvalorare le tesi dei pm della Procura di Palmi intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e materiale elettorale del PSI &#8216;anomalo&#8217;. All&#8217;epoca Principe ricopriva la carica di\u00a0parlamentare e sottosegretario, a Montecitorio per\u00f2 si vot\u00f2 contro l&#8217;autorizzazione a procedere nei sui confronti. Il caso fu archiviato in breve tempo. Alla fine del suo penultimo mandato alla carica di sindaco di Rende nel 2004 fu colpito da un\u00a0proiettile sparato a bruciapelo in volto nel corso dell&#8217;inaugurazione della Chiesa San Carlo Borromeo. Le successive elezioni furono un vero e proprio plebiscito a suo favore. Gli scandali pi\u00f9 recenti nei quali risulta essere coinvolto, e rinviato a giudizio, riguardano i rimborsi &#8216;gonfiati&#8217; destinati ai gruppi consiliari della Regione Calabria con le inchieste Rimborsopoli e Rimborsopoli 2. Rimborsi con i quali gli indagati avrebbero pagato con fondi pubblici spese di ogni genere\u00a0dai &#8216;Gratta e Vinci&#8217; alla lap dance sino ad arrivare alle personali cartelle esattoriali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">UMBERTO BERNAUDO<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ex sindaco di Rende (ed ex consigliere della Provincia di Cosenza in quota PD) voluto da Sandro Principe nel Novembre del 2012 fu posto agli arresti domiciliari, poi revocati dal Tribunale della Libert\u00e0. Bernaudo era stato accusato di aver\u00a0usato la Rende 2000 Srl per acquisire voti nel corso della campagna elettorale del 2009 grazie alla compiacenza del boss Di Puppo al quale fu notificato l&#8217;arresto in carcere nel corso della medesima operazione. La societ\u00e0 nata nel 1999 nel 2002 si aggiudica un appalto da circa un milione di euro bandito\u00a0dal Comune di Rende per la raccolta dei rifiuti e manutenzione degli edifici pubblici. Fino al 2008 sar\u00e0 &#8216;assunta&#8217; dal municipio rendese che permette di triplicare di anno in anno il numero dei dipendenti e il volume d&#8217;affari. <strong>Gi\u00e0 indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio dovette rispondere anche dei reati di corruzione e corruzione elettorale<\/strong>. La cooperativa era composta da ex detenuti che avrebbero ottenuto posti di lavoro in virt\u00f9 del presunto &#8216;patto&#8217; elettorale tra la cosca Lanzino e i candidati in lizza che videro riconfermare alla carica di governatore Mario Oliverio. Tra i lavoratori &#8216;eccellenti&#8217; risultavano Michele Di Puppo, Ettore Lanzino e i familiari di Francesco Patitucci. Con un&#8217;articolata ordinanza del Tribunale della Revisione l&#8217;ex primo cittadino fu di fatto scagionato da ogni accusa e la sentenza assolutoria confermata dalla Corte di Cassazione.<strong> La Rende Servizi \u00e8 bene ricordare a tutt&#8217;oggi gestisce buona parte dei servizi esternalizzati dal Comune di Rende che, diligentemente, ogni anno provvede a ripianarne con i tributi dei cittadini i debiti in bilancio.<\/strong> Il Comune di Rende oggi amministrato da Marcello Manna, legale difensore di diversi esponenti del clan Lanzino, in passato diede in dotazione alla societ\u00e0, come certificato anche dal commissario Valiante, uno stabile del valore di ben otto milioni di euro. Chiusa nel 2008 la Rende 2000 viene trasformata in Rende Servizi dove dopo due giorni vengono riassunti tutti i dipendenti che si spenderanno anche affiggendo manifesti elettorali e distribuendo i &#8216;santini&#8217; dei candidati alla Provincia Bernaudo e Ruffolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">PIETRO RUFFOLO<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ex assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Rende (ed ex consigliere della Provincia di Cosenza in quota PD), in carica nel corso dell&#8217;amministrazione Bernaudo, fu posto agli arresti domiciliari nel 2012 nella stessa operazione in cui fin\u00ec in manette l&#8217;ex sindaco. Il tutto pochi giorni prima che Ettore Lanzino venne rintracciato ed arrestato dopo un lungo periodo di latitanza.<strong> Scarcerato grazie alla revoca della misura cautelare disposta dal Tribunale della Libert\u00e0 insieme a Bernaudo Ruffolo fu accusato di aver usato i finanziamenti della societ\u00e0 Rende 2000 per comprare voti.<\/strong>\u00a0Gi\u00e0 indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio dovette rispondere anche dei reati di corruzione e corruzione elettorale nell&#8217;ambito delle elezioni provinciali\u00a0svoltesi nel 2009. Anche Ruffolo come Bernaudo godette del provvedimento del Tribunale della Revisione, confermato in Cassazione, che sanc\u00ec l&#8217;innocenza facendo decadere le pesanti accuse che gravavano su entrambi. <strong>Ruffolo dopo aver appoggiato la candidatura di Mario Oliverio intrattenendo, secondo il pm Bruni, stretti rapporti con Di Puppo e Lanzino fu nominato assessore alla Provincia di Cosenza dal governatore confermato alle urne nel 2009.<\/strong> Assolto per usura nel processo Cartesio fu costretto ad autosospendersi per salvare la reputazione del centrosinistra cosentino. Nello stesso anno fu nuovamente ristretto ai domiciliari in quanto trovato in possesso di alcune pistole. Anche in questo caso fu prosciolto da ogni accusa: si sarebbe infatti trattato di revolver ereditati dal padre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/590\">LEGGI ANCHE<\/a><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/590\">Politica e n\u2019drangheta a Rende: dieci arresti, cinque \u2018eccellenti\u2019. In manette Sandro Principe e l\u2019ex sindaco Bernaudo<\/a><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sandro Principe, Pietro Ruffolo e Umberto Bernaudo. 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