{"id":55015,"date":"2016-04-02T10:22:35","date_gmt":"2016-04-02T08:22:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/omicidi-nel-paolano-parla-giuliano-serpa-ero-disponibile\/"},"modified":"2023-01-17T12:00:46","modified_gmt":"2023-01-17T11:00:46","slug":"84049-omicidi-nel-paolano-parla-giuliano-serpa-ero-disponibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/84049-omicidi-nel-paolano-parla-giuliano-serpa-ero-disponibile\/","title":{"rendered":"Omicidi nel paolano, parla Giuliano Serpa: &#8220;Io ero disponibile cos\u00ec come Luca Bruni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>&#8220;Temporeggiavano per uccidere Martello e nel frattempo ci hanno ammazzato Pietro&#8221;.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COSENZA &#8211; Da un lato un acerrimo nemico dei Serpa, dall&#8217;altro una delle punte di diamante del clan. Entrambi freddati a colpi di arma da fuoco. Il primo a passare a miglior vita nel Maggio 2003 \u00e8 Pietro Serpa, cugino del collaboratore di giustizia Giuliano Serpa. Il suo rivale, Luciano Martello, lo seguir\u00e0 due mesi dopo, ucciso dai sodali della nota famiglia paolana. Ieri nel corso del processo Tela del Ragno, che vede alla sbarra 80 persone, si \u00e8 discusso di alcuni dei sette omicidi consumatisi nell&#8217;area tirrenica sui quali si intende far luce. Si tratta dei delitti che hanno visto cadere in <strong>un inferno\u00a0di revolver e lupare bianche: Mario Serpa, Rolando Siciliano, Carmine Chianello, Salvatore Imbroinise, Luigi Sicoli, Luciano Martello &#8216;U biondo&#8217; e Pietro Serpa.<\/strong> Ed \u00e8 proprio su quest&#8217;ultimo delitto che Giuliano Serpa ieri si \u00e8 concentrato dopo essere stato incalzato dalle domande del pm Eugenio Facciolla. Il collaboratore di giustizia ha spiegato le dinamiche e i retroscena dell&#8217;omicidio che ha portato Nella Serpa, unica donna in Italia ristretta al regime carcerario del 41 bis, ad assumere un ruolo di comando nel clan.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">IL RACCONTO DI GIULIANO SERPA<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Avevamo deciso di uccidere Luciano Martello &#8211; spiega Giuliano Serpa &#8211; per questo ci eravamo incontrati nel garage dell&#8217;hotel Ostrica di Paola con Pasqualino Besaldo di Amantea, Franco Bruzzese, Pietro Serpa, Carlo Lamanna (che prima stava con i Chirillo), Giovanni Abbruzzese che avevo conosciuto gi\u00e0 nel &#8217;79 quando ero in carcere a Colle Triglio (e sapevo che era vicino agli Zingari) e i fratelli di Cosenza Luca e Michele Bruni. Luca si era messo a disposizione per scendere da Cosenza, ma gli era stato detto di non preoccuparsi perch\u00e8 tanto c&#8217;erano i ragazzi di Franco Tundis sul posto: Mazza Mario e Fabrizio Poddighe. Avevano monitorato gli spostamenti di Luciano e, guarda caso, lui forse percependo di essere in pericolo cambiava i percorsi che faceva per raggiungere la campagna in cui allevava i suoi animali. <strong>A me sembrava che Pietro temporeggiasse troppo in questo omicidio, sembrava come se gli dispiacesse di ammazzarlo. Mi ero offerto anche io, ma non mi hanno dato mandato di agire. <\/strong>Poi Pietro si \u00e8 fatto male ai legamenti e lo hanno ricoverato. Mentre era in ospedale continuava a ripetere che gli avevano detto di &#8216;guardarsi da dentro&#8217; e temeva molto che potessero fare del male anche a me.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pietro aveva una relazione extraconiugale\u00a0e dopo essere stato dimesso dall&#8217;ospedale non siamo riusciti a convincerlo a rientrare a casa sua. La moglie aveva saputo di essere stata tradita era andata a casa dell&#8217;amante a fare un macello. Inizialmente non voleva pi\u00f9 Pietro con lei, non voleva che rientrasse, poi alla fine \u00e8 stato lui a decidere di tornare <strong>all&#8217;hotel Alhambra dove ormai viveva da diverso tempo. <\/strong>Era l\u00ec infatti che si incontrava con la donna che frequentava lontano da occhi indiscreti. Un giorno uno dei loro era andato nell&#8217;hotel e io gli ho detto &#8216;svegliati Pietro questi sono venuti a controllare se ci sono telecamere&#8217; e ho continuato a sollecitare che si provvedesse subito a &#8216;far fuori&#8217; Martello. Anche perch\u00e8 gi\u00e0 avevano provato ad ammazzare Tundis, che era nostro amico, sul lungomare di Fuscaldo e sapevamo che avevano cercato di rintracciarlo, invano perch\u00e8 lui viaggiava di continuo, a Roma nel ristorante del fratello. Eravamo nel mirino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">L&#8217;OMICIDIO DI PIETRO SERPA<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sera che Pietro \u00e8 stato ucciso ci eravamo trovati alle Paparelle con Luca e Michele Bruni per portargli delle armi insieme ad Andrea Gentile,\u00a0Mazza Mario e Poddighe Fabrizio. Abbiamo fatto due volte Paola &#8211; Cosenza alla fine\u00a0ci siamo incontrati allo Spirito Santo e gli abbiamo consegnato quello che ci avevano chiesto. Tornati a Paola mi ha detto che aveva fame e io l&#8217;ho invitato a\u00a0cena da me, ma <strong>non voleva venire perch\u00e8 diceva che non aveva voglia di sentire le discussioni della mia ex moglie.<\/strong> In casa mia infatti c&#8217;erano spesso litigi perch\u00e8 io tenevo allo scuro di tutto la mia ex moglie. Lei per\u00f2 continuava a chiedermi perch\u00e8 ci fosse nella nostra abitazione un inspiegabile andirivieni di pregiudicati. Io ho sempre cercato di non farle capire nulla, ma non era stupida, vedeva cose strane e aveva paura per il figlio. Allora Pietro \u00e8 andato da Ulisse Serpa. Dopo mezz&#8217;ora mi hanno chiamato che l&#8217;avevano ucciso. Sono andato all&#8217;hotel e c&#8217;era sua sorella Nella che piangeva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">NELLA SERPA CHIEDE VENDETTA<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella subentra dopo la morte di Pietro. Chiede che il fratello sia vendicato. \u00a0Si lamentava con me perch\u00e8 io non avevo ucciso nessuno per suo fratello. Sospettavamo che ad uccidere fossero stati Gennaro Ditto e Rolando Siciliano. Le ho spiegato che se mi avessero trovato con un fucile in casa mi avrebbero arrestato di chiedere ai cosentini Luca e Michele. Le ho detto &#8216;parla con loro a Cosenza, che se poi noi dobbiamo ricambiare il favore lo facciamo&#8217;. Io erano due mesi che dicevo di uccidere Martello e alla fine ci siamo fatti ammazzare a Pietro. I cosentini dopo la richiesta si erano poi mobilitati erano scesi con le moto, ma non erano riusciti a trovarlo. Un giorno l&#8217;ho incontrata mentre facevo footing e mi ha fatto un elenco di persone che dovevano morire tra cui ricordo Antonello La Rosa, Gennaro Ditto e Gianluca Serpa. <strong>Le ho detto che non potevo uccidere io tutte queste persone, di mettersi loro in prima fila perch\u00e9 poi a me la famiglia chi me la guardava?&#8221;.\u00a0<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">Con queste dichiarazioni si \u00e8 chiusa l&#8217;udienza \u00e8 stata aggiornata al prossimo 4 Aprile, data in cui si discuter\u00e0 dell&#8217;omicidio Martello. Non \u00e8 da escludere che il collaboratore di giustizia nel corso delle prossime audizioni possa tornare a parlare anche della lupara bianca di Rolando Siciliano assassinato a colpi di pistola nel 2004 e fatto a pezzi con una motosega, cui resti non sono mai stati ritrovati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Temporeggiavano per uccidere Martello e nel frattempo ci hanno ammazzato Pietro&#8221;.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":55016,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42,571],"tags":[],"class_list":["post-55015","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55015","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=55015"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/55015\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55016"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=55015"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=55015"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=55015"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}