{"id":55141,"date":"2016-04-06T17:02:32","date_gmt":"2016-04-06T15:02:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/volevano-uccidere-cicero-ed-ettaruzzo-salto-anche-lattentato-ai-puppo\/"},"modified":"2023-01-17T12:01:01","modified_gmt":"2023-01-17T11:01:01","slug":"84557-volevano-uccidere-cicero-ed-ettaruzzo-salto-anche-lattentato-ai-puppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/84557-volevano-uccidere-cicero-ed-ettaruzzo-salto-anche-lattentato-ai-puppo\/","title":{"rendered":"Volevano uccidere Cicero ed Ettaruzzo, ma salt\u00f2 anche l&#8217;attentato ai Di Puppo"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>I &#8216;pentiti&#8217; del clan Serpa raccontano alcuni retroscena degli intrecci criminali tra Cosenza e Paola.\u00a0<\/strong><br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COSENZA &#8211;\u00a0I fratelli Serpa, Giuliano ed Ulisse, continuano a &#8216;vuotare il sacco&#8217;. \u00a0I due collaboratori di giustizia ieri sono stati ascoltati in aula durante il processo Tela del Ragno in corso di dibattimento a Cosenza. Si tratta del filone di indagini che riguarda i sette omicidi che hanno insanguinato il Tirreno a cavallo del 2000:\u00a0Mario Serpa, Rolando Siciliano, Carmine Chianello, Salvatore Imbroinise alias Ciap Ciap, Luigi Sicoli, Luciano Martello \u2018U biondo\u2019 e Pietro Serpa. Un&#8217;ondata di piombo che ha travolto le cosche tirreniche modificandone gli assetti. Tre i gruppi criminali che si contendevano il territorio: quello dei Serpa insieme a Giancarlo Gravina, quello di Gennaro Ditto e Mario Scofano e infine quello composto da Giuseppe Lo Piano, Antonello La Rosa, Luciano e Mario Martello. Per ricompattare le &#8216;ndrine intervennero le cosche di Cosenza imponendo il &#8216;commissariamento&#8217; del paolano da pagare con la met\u00e0 degli utili derivanti dalle estorsioni. \u00a0<strong>Ettore Lanzino, Domenico Cicero e Chiodo avrebbero voluto affidare tutto il business a Pietro Serpa, ma dopo il suo omicidio il meccanismo s&#8217;inceppa.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&#8220;Se ci mettevamo contro tre o quattro clan\u00a0&#8211; spiega dal Tribunale di Cosenza Ulisse Serpa &#8211; ci distruggevano. Allora mentre Michele Bruni era latitante a casa di Nella Serpa abbiamo deciso di uccidere Vincenzo e Domenico La Rosa. Dovevano per\u00f2 essere ammazzati insieme, ma n\u00e9 io n\u00e9 Ernesto Foggetti e Pasqualino Besaldo che erano saliti a Roma e cercarli li trovammo mai tutti e due nello stesso posto. Anche a Valerio Salvatore Crivello \u00e8 andata bene. Lui doveva morire perch\u00e8 aveva partecipato all&#8217;omicidio di Pietro, a deciderlo era stata Nella. Siamo andati io e Michele Bruni con un Fiorino sotto casa sua, con tre armi &#8216;pulite&#8217; che ci avevano portato da Lamezia e ci siamo messi nel cassone ad aspettare. <strong>La prima volta \u00e8 uscito con la fidanzata, il padre e il fratellino, quindi non abbiamo sparato. Al suo rientro c&#8217;era il bambino\u00a0davanti seduto lato passeggero e ho detto a Michele di lasciare stare.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">SERPA, UNA FAMIGLIA DI &#8216;AMORE E ODIO&#8217;<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Se ci fosse stato solo il padre avrei sparato, lui sapeva tutto, tant&#8217;\u00e8 che lo portava all&#8217;universit\u00e0 steso sul sedile dietro per non farlo vedere in auto. Nella ci sarebbe venuta a prendere con la Smart, tanto Michele era magro e ci saremmo entrati tutti e tre in macchina.\u00a0<strong>La nostra, signor giudice &#8211; ha precisato con un velo di commozione Ulisse Serpa &#8211; \u00e8 una famiglia di amore ed odio. Pi\u00f9 amore che odio.<\/strong> Tra noi siamo una pigna anche se quando siamo &#8216;litigati&#8217;. Siamo cos\u00ec noi. Nella si lamentava perch\u00e9 voleva che Martello, che aveva ordinato l&#8217;omicidio del fratello Pietro Serpa, fosse ucciso immediatamente. Io per\u00f2 non potevo muovermi in quel periodo perch\u00e9 ero in regime di sorveglianza. Un giorno abbiamo avuto un battibecco sul lungomare, le ho detto che con lei io e mio fratello Giuliano non volevamo avere rapporti. Nella per tutta risposta \u00e8 andata a Cosenza dai Bruni e ha detto loro che noi volevano interrompere la collaborazione con loro e gli Zingari. Poi abbiamo chiarito&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un episodio che ha raccontato anche Giuliano Serpa nella scorsa udienza fornendone una versione identica. Dell&#8217;affetto che lega la famiglia Serpa, nonostante tutto, ha dato conferma anche Giuliano descrivendo<strong> l&#8217;abbraccio con il quale Nella lo accolse una volta appreso che a morire nel campo della Paolana, per &#8216;errore&#8217; era stato Antonio Maiorano, un operaio idraulico della forestale di Paola e non lui.<\/strong> Un delitto per cui Gennaro Ditto, ritenuto il mandante, \u00e8 gi\u00e0 stato condannato con sentenza passata in giudicato. &#8220;Io lavoravo l\u00ec alla palestra- spiega Giuliano Serpa &#8211; andavo l\u00ec ogni mattina alle 7.30. Quando sono arrivato ho visto che Maiorano era seduto al sole che leggeva il giornale. Poi i colpi di pistola. Nella che mi viene a cercare e mi porta a casa sua dove c&#8217;erano Michele Bruni e la moglie Edyta.\u00a0Dopo dieci minuti sono arrivati Luca Bruni e Daniele Lamanna.\u00a0Me l&#8217;avevano detto, erano quattro giorni che Scofano era uscito di galera e io dovevo &#8221;tenere gli occhi aperti&#8221;. Mi avevano infatti fatto notare che Mario Martello dalle 1.15 alle 7.30 ogni mattina stava davanti il mio lavoro ad aspettare poi mi vedeva e andava via&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">GLI ATTENTATI AI &#8216;COSENTINI&#8217;<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;C&#8217;\u00e8 stato un momento &#8211; afferma Giuliano Serpa &#8211; in cui\u00a0ci siamo resi disponibili\u00a0per dare man forte ai Bella &#8211; Bella. Avevamo organizzato insieme a Michele Bruni di uccidere Ettore Lanzino e Domenico Cicero a Nocera Terinese dove sapevamo che i due si sarebbero dovuti incontrare. Da Cosenza \u00e8 venuto Luca Sabato e siamo partiti per Nocera a fare un sopralluogo sul posto per controllare le vie di fuga. Dovevo essere io a sparare, lo avevo gi\u00e0 detto che non mi sentivo di guidare e preferivo maneggiare armi. Le pistole le avevo trovate, avevo portato anche una calibro 38 a Michele Bruni il quale voleva vendicare il padre perch\u00e8 riteneva che Cicero e Lanzino fossero responsabili della sua uccisione. Poi non se n&#8217;\u00e8 fatto pi\u00f9 niente. Michele non era convinto del legame con gli Zingari, ma io glielo dissi che non poteva sicuramente lottare da solo contro Cicero e Lanzino. Comunque non era la prima volta che cercavamo di colpire i &#8216;cosentini&#8217;.<strong> Negli stessi anni infatti ricordo che una volta siamo andati vicino casa dei fratelli Di Puppo. L&#8217;obiettivo era accoltellarli entrambi quando uscivano dall&#8217;abitazione.<\/strong> Appostati nel quartiere per\u00f2 c&#8217;erano i carabinieri quindi siamo andati via senza compiere alcuna azione.\u00a0Nel frattempo prima di morire Guerino Serpa mi aveva fatto una domanda strana: &#8216;Se sai che Nella vuole ucciderti che fai?&#8217;. &#8216;L&#8217;ammazzo&#8217; risposi. Dopo poco scopr\u00ec che Nella stava organizzando un attentato ai miei danni&#8221;. Una dinamica difficile da comprendere all&#8217;interno di una famiglia unita da affetto incondizionato. Ma poi in fondo il fratello minore di Giuliano, Ulisse, l&#8217;aveva sostenuto con vigore poco prima nella stessa aule. E&#8217; amore s\u00ec, ma condito con rancori mai sopiti e sete di vendetta, forse, ancora oggi difficile da placare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>ESITO SENTENZA TRIBUNALE DI PAOLA<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito l&#8217;esito della sentenza pronunciata dal Tribunale di Paola nel corso del processo che ha riguardato il filone d&#8217;indagini relativo ai reati di associazione ed estorsioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mario Serpa 20 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Serpa 18 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Tundis 10 anni e 4 mesi di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gennaro Ditto 18 mesi di isolamento diurno (gi\u00e0 condannato all\u2019ergastolo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio DItto 3 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Carmela Gioffr\u00e8 3 anni di detenzione (gi\u00e0 condannata a 13 anni)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanni Abbruzzese 15 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adamo Bruno 1 anno e sei mesi di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Buono 3 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovanna Carratelli 10 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aldo Caruso 4 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Valerio Salvatore Crivello 10 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Curioso 4 anni e 3 mesi di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincenzo Dedato 2 anni e 6 mesi di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maurizio Giordano 1 anno e 6 mesi di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Lo Piano 11 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessio Martello 3 anni e 4 mesi di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mario Martello 9 anni e 3 mesi di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mario Mazza 15 anni di detenzioneFabrizio Poddighe 10 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ilario Pugliese 3 anni e 6 mesi di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gino Serpa 3 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuliano Serpa 6 anni e 5 mesi di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Livio Serpa 10 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ulisse Serpa 3 anni di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Pino Trombetta 3 anni e 4 mesi di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pietro Sebastiano Vicchio 3 anni e 6 mesi di detenzione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Assolti\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paolo Brillantino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stefano Di Vanno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio Esposito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luca La Rosa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Patrizia La Rosa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Liberato Martello Panno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mario Matera<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Umile Miceli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Occhiuzzi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alessandro Serpa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giuseppe Sirufo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Porco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele Tundis<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/683\">CLICCA QUI PER LEGGERE<\/a><\/h3>\n<h3 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/683\">Omicidi nel paolano, parla Giuliano Serpa: \u201cIo ero disponibile cos\u00ec come Luca Bruni\u201d<\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I &#8216;pentiti&#8217; 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