{"id":5616,"date":"2012-10-13T01:59:38","date_gmt":"2012-10-12T23:59:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=5616"},"modified":"2023-01-17T13:38:54","modified_gmt":"2023-01-17T12:38:54","slug":"2106-sparatoria-al-b-side-da-sei-anni-e-in-galera-da-innocente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2106-sparatoria-al-b-side-da-sei-anni-e-in-galera-da-innocente\/","title":{"rendered":"Sparatoria al pub: da sei anni \u00e8 in galera da innocente?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA \u2013<\/strong> Colpevole d&#8217;innocenza? La vicenda della sparatoria davanti un noto locale di Rende, risalente alla tarda sera del 27 ottobre del 2006, nel corso della quale venne raggiunto da diversi colpi di pistola un buttafuori<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">del noto locale notturno di Rende, potrebbe riaprirsi con clamorose novit\u00e0 e altrettanti colpi di scena. Per quel tentato omicidio, \u00e8 finito in carcere, da ben sei anni, Andrea Molinari, vecchia conoscenza delle forze dell&#8217;ordine, arrestato dai carabinieri per quel fatto di sangue e condannato a 10 ani di reclusione. Anni di detenzione ridotte in Appello, dopo che in primo grado i giudici di Corte d&#8217;Assise di Cosenza gliene avevano inflitti sedici. Sin dal giorno del suo arresto, nonostante Molinari (all&#8217;epoca dei fatti 30enne, oggi di anni ne ha 36, ndr) abbia tentato pi\u00f9 volte di ribadire con forza la sua innocenza, non c&#8217;\u00e8 stato nulla da fare. Gli indizi raccolti dagli inquirenti, i racconti della prove testimoniali, gli spifferi di piazza e altro ancora hanno convinto, sempre pi\u00f9, forze dell&#8217;ordine e magistratura che fosse proprio lui il pistolero. Nonostante sia in cella da sei anni, Andrea Molinari, continua a gridare con forza la sua innocenza, evidenziando il sospetto che non solo per quel fatto di sangue si sia verificato un errore di persona ma che, qualcuno, l&#8217;abbia volutamente \u201cincastrato\u201d. Nonostante la pesante condanna, lo ricordiamo l&#8217;accusa \u00e8 di tentato omicidio, gli avvocati difensori Paolo Pisani e Giovanni Cadavero, legali di fiducia di Molinari, non hanno mai smesso di cercare la verit\u00e0, convinti pi\u00f9 che mai che il loro assistito \u00e8 estraneo ai fatti, per i quali, secondo loro, sta pagando un prezzo altissimo. I legali del 36enne, infatti, attraverso delle accurate indagini difensive, hanno portato a galla elementi ed indizi che scagionerebbero il loro cliente. Ma per poterli esibire e dimostrare serve la revisione del processo che i due stanno, con insistenza, chiedendo di riaprire. Oggi la stabilit\u00e0 di quell&#8217;impianto accusatorio sembra cominciare a scricchiolare. Un nuovo testimone, rimasto nell&#8217;ombra finora, \u00e8 venuto allo scoperto e ha dichiarato che Molinari con quella sparatoria non c&#8217;entra nulla. Una versione di innocenza che viene servita, anche se in maniera tardiva, al 36enne anche dal suo principale accusatore: il barista del locale. Il barman del locale, infatti, sostenne che quella sera chi fece fuoco, Molinari appunto, secondo la sua versione, portasse la pistola alla cinta, quasi come se fosse un classico cowboy del far west. A scagionare Molinari, intanto, c&#8217;\u00e8 anche un famoso &#8220;mister X&#8221; che, la sera della sparatoria, telefon\u00f2 alla sala operativa del 112, dichiarando che a far fuoco era stato il coreano, descrivendolo come un uomo vestito di nero, basso e di costituzione robusta e con un codino. Nonostante le caratteristiche fisiche fossero diverse dall&#8217;imputato, con quel nomignolo \u00e8 stato \u201cbattezzato\u201d Andrea Molinari. Non solo, lo stesso ferito del locale, il buttafuori, mentre era ricoverato nell&#8217;ospedale dell&#8217;Annunziata, parl\u00f2 pure lui del coreano, descrivendolo ad un familiare come uno \u201cvasciu, bruttu e gruassu\u201d. Quella chiacchierata \u00e8 finita agli atti, perch\u00e8 la conversazione tra il buttafuori e il familiare venne \u201craccolta\u201d da una cimice che, i carabinieri, su disposizione della Procura della Repubblica di Cosenza, piazzarono nella stanza del nosocomio cittadino, dov&#8217;era ricoverato il ferito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Colpevole d&#8217;innocenza? 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