{"id":56306,"date":"2016-05-04T11:58:57","date_gmt":"2016-05-04T09:58:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/maresciallo-arresto-multa-boss\/"},"modified":"2023-01-17T12:03:08","modified_gmt":"2023-01-17T11:03:08","slug":"89435-maresciallo-arresto-multa-boss","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/89435-maresciallo-arresto-multa-boss\/","title":{"rendered":"Arrestato sottoufficiale per aver cancellato una multa al figlio del boss"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ad indagare sulla posizione del maresciallo sono stati i colleghi della stessa Capitaneria di Porto.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><br \/>\n&nbsp;<br \/>\nREGGIO CALABRIA &#8211; Tre arresti per\u00a0<span style=\"line-height: 1.5;\">falso pubblico. Le indagini coordinate dalla Dda hanno portato gli investigatori della Squadra Mobile e della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria all&#8217;arresto di un collega. Si tratta di un maresciallo della Capitaneria di Porto Francesco Chil\u00e0 sottoposto a misura cautelare insieme a Roberto e Francesco Franco, rispettivamente padre e figlio di 56 e 24 anni.\u00a0<\/span> Il maresciallo Chil\u00e0 e Francesco Franco sono stati tradotti agli arresti domiciliari, mentre Roberto Franco resta in carcere a Voghera dove si trovava gi\u00e0 ristretto dopo essere stato coinvolto con l&#8217;accusa di associazione mafiosa nell&#8217;operazioneocia Sistema Reggio. Secondo l&#8217;accusa <strong>i tre, in concorso, avrebbero sottratto, distrutto o occultato atti facenti parte del verbale di accertamento e contestazione d&#8217;infrazione amministrativa contestato a Francesco Franco<\/strong> nel luglio 2014, poiche&#8217; a bordo di acquascooter navigava senza il previsto caschetto protettivo nella rada di Scilla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli investigatori, che gi\u00e0 intercettavano il telefono di Roberto Franco nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine &#8220;Sistema Reggio&#8221;, l&#8217;8 luglio 2014 hanno captato una conversazione tra padre e figlio, nel corso della quale<strong> il padre chiedeva al figlio &#8220;come si chiama quello che ti ha fermato della capitaneria?&#8221; ed, avuto il nominativo, tratto dal verbale, il figlio domandava se il padre fosse con il Comandante<\/strong>, &#8220;ma c&#8217;e&#8217; quello la&#8217;? il Comandante?&#8221;, e ricevuta conferma, &#8220;Si'&#8221;, aggiungeva &#8220;e digli che voglio parlare io per\u00f2 domani&#8221;. A quel punto, annotano gli investigatori, il padre aveva rassicurato il figlio, &#8220;si&#8217;, poi parli tu con lui&#8221;, ma prima di congedarlo si udiva in sottofondo Roberto Franco ripetere alla persona a lui vicina l&#8217;intenzione del figlio, &#8220;digli che voglio parlare io con il comandante&#8221;, riportandola &#8211; secondo l&#8217;accusa &#8211; con tono ironico dal momento che il padre, presunto boss, si era gia&#8217; personalmente attivato per il verbale contestato al figlio dai due appartenenti alla locale Capitaneria di Porto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per come accertato dagli investigatori, il &#8220;Comandante&#8221; sarebbe proprio il maresciallo Chila&#8217;.\u00a0La DDA ha delegato personale di polizia giudiziaria della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria per ricostruire la vicenda, ed e&#8217; stato cosi&#8217; accertato che il 6 luglio 2014, <strong>due giorni prima della telefonata intercettata, Francesco Franco era stato sanzionato per l&#8217;importo di 172 euro dalla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria<\/strong>. Il verbale risultava notificato. ma mai pagato e non in possesso agli atti dell&#8217;Ufficio Contenzioso Amministrativo della capitaneria di Porto di Reggio Calabria, circostanza che ha determinato la configurazione del reato di falsit\u00e0 in atto pubblico, occultamento e distruzione di atti. Roberto Franco \u00e8 ritenuto il boss dell&#8217;omonima cosca operante nel reggino e federata al potente clan De Stefano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad indagare sulla posizione del maresciallo sono stati i colleghi della stessa Capitaneria di Porto.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":56307,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,571],"tags":[],"class_list":["post-56306","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56306","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56306"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56306\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/56307"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}