{"id":56371,"date":"2016-05-05T14:34:38","date_gmt":"2016-05-05T12:34:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/medico-cosentino-volontario-camerun-gli-eroi-colleghi-dellannunziata-video\/"},"modified":"2023-01-17T12:03:16","modified_gmt":"2023-01-17T11:03:16","slug":"89705-medico-cosentino-volontario-camerun-gli-eroi-colleghi-dellannunziata-video","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/89705-medico-cosentino-volontario-camerun-gli-eroi-colleghi-dellannunziata-video\/","title":{"rendered":"Medico cosentino volontario in Camerun: \u201cGli \u2018eroi\u2019 sono i colleghi dell\u2019Annunziata\u201d (VIDEO)"},"content":{"rendered":"<h4>Lavora gratuitamente in Africa e odia i meccanismi perversi della sanit\u00e0 cosentina.<\/h4>\n<p><!--more--><br \/>\n&nbsp;<br \/>\nRENDE (CS) \u2013 La medicina in Calabria non \u00e8 solo malasanit\u00e0. Agli orrori degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria dove i \u2018professionisti\u2019 pare si spendano per nascondere e \u2018taroccare\u2019 cartelle cliniche si contrappongono splendidi esempi di etica ed umanit\u00e0. E\u2019 il caso di Carmelo Massimo Misiti chirurgo ortopedico cosentino, membro del direttivo del Collegio Italiano Chirurghi e direttore scientifico della Societ\u00e0 Italiana di Artroscopia che svolge con umilt\u00e0 la propria professione in uno studio a Roges di Rende. Da circa tredici anni fa parte di Orthopaedics, un\u2019associazione di volontariato che opera in Camerun, Tanzania, Eritrea e Sud America. \u201c<strong>Che sia un piede occidentale, che sia un piede africano la chirurgia \u00e8 la stessa. Bisogna raggiungere il miglior risultato con la minima sofferenza del paziente<\/strong>\u201d. Questi i concetti cardine della filosofia del dottor Misiti che in Camerun \u00e8 riuscito in questi anni a portare la chirurgia protesica dell\u2019anca e del ginocchio a Mambu Bafut e con il contributo del radiologo cosentino Antonio Perri a fornire la regione di Bamenda della sua prima ambulanza.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n\u201cCi occupiamo di tutto quello che \u00e8 l\u2019universo dell\u2019ortopedia \u2013 spiega il dottor Misiti &#8211; dalle deformit\u00e0 congenite alle patologie degenerative. In Eritrea per\u00f2 siamo andati oltre e abbiamo creato un ospedale che si occupa di tutto, dalla ginecologia alla chirurgia generale. Il motto della nostra associazione \u00e8 \u2018aiutiamo l\u2019Africa a camminare\u2019. <strong>L\u2019obiettivo \u00e8 fare in modo che i chirurghi locali possano rendersi autonomi<\/strong>. Nell\u2019ultima missione in Camerun siamo riusciti a fare in modo che un\u2019equipe chirurgica formata solo da personale camerunense possa fare impianti di protesi d\u2019anca. Non avevano n\u00e9 i macchinari, n\u00e9 gli strumenti, n\u00e9 le competenze. In dieci anni abbiamo trasformato un sanatorio in un ospedale dove ora c\u2019\u00e8 una sala operatoria, una sala raggi, un ambulatorio ecografico ed una struttura di riabilitazione che accoglie 350 bambini con deformit\u00e0. Quello che qui \u00e8 uno scarto in Africa \u00e8 oro\u201d.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3>FARE IL MEDICO A MAMBU BAFUT<\/h3>\n<p>\u201cNon abbiamo nessun tipo di sovvenzione statale. Ci paghiamo il viaggio da soli, lavoriamo gratuitamente, ci autotassiamo e raccogliamo offerte con cui comprare i materiali. Quando partiamo \u2013 precisa il chirurgo &#8211; ognuno di noi porta due valigie da 23 chili con strumentazione e medicinali, per noi usiamo solo lo spazio del bagaglio a mano. Ogni anno da Pisa mandiamo due container, allestiti dal professor Faldini fondatore dell\u2019associazione, con scarpe, lenzuola, libri, antibiotici. Partiamo ogni sei mesi. Ho intrapreso questo percorso per la voglia di poter fare qualcosa per qualcuno che non ha la reale possibilit\u00e0 di curarsi e star bene. In Africa ho riscoperto la dignit\u00e0 dell\u2019essere umano. Il rispetto per chi sta decisamente male, la gratitudine che traspare da un sorriso. E\u2019 difficile da spiegare. <strong>Si lavora per essere d\u2019aiuto non per guadagnare. Bisogna, appunto, \u2018aiutare l\u2019Africa a camminare\u2019.<\/strong> I migranti che rischiano la propria vita ed arrivano in Europa, fanno comodo a tanti, perch\u00e9 fanno guadagnare. Non si pu\u00f2 aiutare gli altri pensando di lucrare. Se davvero volessimo aiutare l\u2019Africa andremmo l\u00ec a dare una mano ed avremmo pi\u00f9 risultati spendendo molto di meno. Lo stesso discorso vale per i paesi in guerra. Non possiamo vendergli le armi e poi partire per concordare la pace\u201d.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3>FARE IL MEDICO ALL\u2019ANNUNZIATA<\/h3>\n<p>\u201cI medici che accettano di lavorare all\u2019Annunziata possano essere considerati degli eroi. I colleghi dell\u2019Ospedale di Cosenza \u2013 tuona Misiti &#8211; devono subire ingerenze che non hanno nulla a che fare con la sanit\u00e0. Parliamo di un meccanismo perverso legato alla presenza della politica e alla strumentalizzazione dei posti di lavoro dei sanitari. Ci sono degli interessi che vanno oltre all\u2019obiettivo di far stare bene il paziente, viene dimenticata la salute dei cittadini. Certo ci sono dei colleghi all\u2019Ospedale di Cosenza, Paola, Catanzaro che lavorano in maniera eccezionale. Un esempio. Nel reparto di Ortopedia dell\u2019Annunziata hanno un sovraccarico di lavoro che rasenta la follia con una carenza di personale enorme rispetto alle utenze da trattare. <strong>Ci sono colleghi costretti a raddoppiare gli orari di lavoro ed \u00e8 ovvio che in queste condizioni si possono commettere errori<\/strong>. Certo chi non fa, non sbaglia, ma da un medico che lavora dalle sette del mattino alle sette del mattino successivo non si puo\u2019 pretendere l\u2019impossibile.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\nBisogna mantenere attivi ogni giorno: l\u2019ambulatorio, la sala gessi, il reparto per i degenti, la sala operatoria e il servizio per le visite. Regolarmente dovrebbero esserci sette specialisti di branca per ogni 14 posti letto, di cui tre in sala operatoria, ma questi standard non sono rispettati. Non ci sono sette medici per turno a coprire tutte le esigenze di un reparto di Ortopedia in un ospedale come l\u2019Annunziata che serve una citt\u00e0 grande come Cosenza. Chi amministra ha un\u2019immensa fame di potere. Una siringa in Friuli costa 0,10 centesimi, in Calabria un euro. E\u2019 normale che chi vende il materiale decuplichi i prezzi visto che il Friuli paga la siringa dopo quindici giorni ed invece la Regione Calabria salda il conto almeno tre anni dopo. <strong>Perch\u00e9 a Potenza il macchinario per la TAC costa 100mila euro e a Cosenza 500mila? Queste cose andrebbero spiegate ai pazienti da chi gestisce la sanit\u00e0.<\/strong> I cittadini per\u00f2 sembrano ormai abituati a subire questi meccanismi invece di reagire, protestare, ribellarsi. Abbiamo un\u2019arma che si chiama voto che dai calabresi non viene usata e ci si ritrova con le stesse persone al comando\u201d.<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-89713 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Schermata-2016-05-05-alle-16.35.11-440x275.png\" alt=\"orthopeadics misiti\" width=\"440\" height=\"275\" title=\"\"><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3>UN PARAGONE TRA L\u2019OSPEDALE IN CAMERUN E L\u2019OSPEDALE DI COSENZA<\/h3>\n<p>\u201cIn Camerun dal nulla siamo riusciti a fare un ospedale. Abbiamo \u2013 racconta l\u2019attivista cosentino di Orthopaedics &#8211; fatto una sala operatoria con attrezzature regalate, spesso improvvisate. Sicuramente non si tratta di una clinica svizzera, ma programmando il lavoro riusciamo ogni volta a fare pi\u00f9 interventi di quelli che avevamo preventivato. Non abbiamo turni da rispettare \u00e8 tutto delegato alla nostra volont\u00e0 di fare del bene a persone che rivisiteremo tra sei mesi. A Cosenza invece ci sono persone che vincono il concorso per fare i medici e li ritrovi poi negli uffici a mettere timbri su delle ricette. Alcuni fanno il concorso per medicina interna e dopo operano in pediatria. Bisogna inoltre tener conto che <strong>a Cosenza chi \u00e8 \u2018amico dell\u2019amico\u2019 riesce ad avere agevolazioni ed accedere al servizio con pi\u00f9 facilit\u00e0 rispetto a chi non ha nulla e nessuno.<\/strong> Lo spirito di collaborazione tra pazienti invece in Camerun \u00e8 enorme. La solidariet\u00e0 verso il membro di una famiglia che si \u00e8 ammalato fa s\u00ec che della patologia se ne prendano carico pi\u00f9 famiglie dello stesso villaggio. Un paragone in Camerun non riesco a farlo a 360\u00b0 perch\u00e9 \u00e8 un paese diviso, dal punto di vista sanitario, in ricchi e poveri. Noi vediamo solo poveri, sappiamo che esistono cliniche per ricchi, ma noi lavoriamo con persone che partono dal loro villaggio dieci giorni prima per farsi visitare e operare\u201d.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3>LA SCELTA DI NON OPERARE IN CALABRIA<\/h3>\n<p>\u201cIo lavoro in Puglia per scelta personale. Ho lavorato in Calabria \u2013 ricorda con amarezza il dottor Misiti &#8211; per tanti anni poi ho rinunciato ed ora opero a Taranto dove sono stato accolto con entusiasmo. L\u00ec si lavora con dei ritmi e delle dinamiche che l\u2019ambiente sanitario calabrese potrebbe avere, ma di fatto non ha. Si dice che bisogna favorire i giovani medici e poi vediamo che si assume personale pensionato per soli interessi economici. Cos\u00ec in Calabria in alcune strutture il paziente diventa solo denaro e l\u2019intervento chirurgico solo una questione di soldi. Le persone deputate ai controlli dovrebbero fungere realmente da controllori.<strong> Perch\u00e9 se basta spostarsi di duecento chilometri per avere una realt\u00e0 sanitaria completamente diversa c\u2019\u00e8 qualcosa che non funziona\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/905\">CLICCA QUI PER IL VIDEOREPORTAGE<\/a><\/h2>\n<p>[youtube url=&#8221;https:\/\/quicosenza.it\/news\/905&#8243; width=&#8221;500&#8243; height=&#8221;300&#8243;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lavora gratuitamente in Africa e odia i meccanismi perversi della sanit\u00e0 cosentina.<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":56372,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,571,44],"tags":[],"class_list":["post-56371","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-in-evidenza","category-rende"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56371","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=56371"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/56371\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/56372"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=56371"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=56371"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=56371"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}