{"id":56387,"date":"2016-05-06T07:56:44","date_gmt":"2016-05-06T05:56:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/giovani-che-fuggono-dal-sud-e-non-tornano-piu-in-fumo-oltre-3-miliardi-di-investimenti\/"},"modified":"2023-01-17T12:03:18","modified_gmt":"2023-01-17T11:03:18","slug":"89760-giovani-che-fuggono-dal-sud-e-non-tornano-piu-in-fumo-oltre-3-miliardi-di-investimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/89760-giovani-che-fuggono-dal-sud-e-non-tornano-piu-in-fumo-oltre-3-miliardi-di-investimenti\/","title":{"rendered":"Giovani in fuga dal Sud che non tornano pi\u00f9, in fumo oltre 3 miliardi di investimenti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Non solo un danno &#8216;intellettuale&#8217;, ma anche economico sul piano degli investimenti. D&#8217;altro canto, perch\u00e8 i giovani dovrebbero rimanere al Sud dove non trovano lavoro e dunque non hanno possibilit\u00e0 per costruire il loro futuro?<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Persi oltre <strong>tre miliardi<\/strong> negli ultimi <strong>dieci anni<\/strong>, perch\u00e8 i nostri giovani scelgono di lasciare il Sud dopo un percorso d&#8217;istruzione di base, per completare la loro formazione su, al Nord, dove anche le possibilit\u00e0 di lavoro sono maggiori. Il mezzogiorno dunque, non solo ci rimette di &#8216;cervelli&#8217; ma anche di tasse che <strong>migrano dagli atenei meridionali a quelli del Nord<\/strong> (due miliardi e mezzo) con un aggravio di costi per le famiglie notevole.<\/p>\n<p>E&#8217; un fenomeno purtroppo antico che non accenna a cambiare nonostante i proclami politici. I ragazzi del Sud scelgono le universit\u00e0 del Nord per andare a studiare e il Mezzogiorno perde le generazioni del futuro. I numeri sono stati resi noti dal <strong>Censis per Confcooperative<\/strong>, e sono allarmanti se si considerano le tasse universitarie pagate in media, l&#8217;esodo degli studenti del Mezzogiorno nel solo ultimo anno ha drenato 122 milioni di euro di risorse dal sistema universitario meridionale. Di contro, le universit\u00e0 del Centro-Nord hanno beneficiato di un valore aggiuntivo, determinato dal pagamento delle tasse universitarie, per 248 milioni di euro.<br \/>\nOltre al danno, la beffa perch\u00e8 gli atenei settentrionali hanno creato di conseguenza, una spesa aggiuntiva per le famiglie del Mezzogiorno pari a 126 milioni di euro, visto che le tasse universitarie negli atenei del Centro-Nord sono mediamente pi\u00f9 alte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;effetto di impoverimento delle universit\u00e0 meridionali supera il miliardo di euro&#8221;, dice il Censis, cui si somma &#8220;un aumento della spesa per le tasse universitarie sostenute dalle famiglie pari a 1,2 miliardi e una disponibilit\u00e0 di risorse aggiuntive per le universit\u00e0 del Centro-Nord che raggiunge quasi 2,5 miliardi&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-89789 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/l43-universit\u00e0-121026184730_big.jpg\" alt=\"aula universitaria\" width=\"521\" height=\"319\" title=\"\"><\/p>\n<h2>Effetti determinati dalla migrazione di massa dei ragazzi<\/h2>\n<p>&#8220;Nell&#8217;anno accademico 2014-2015 si sono spostati dal Mezzogiorno verso le regioni del Centro-Nord quasi 23.000 giovani universitari&#8221;: \u00e8 come se una citt\u00e0 come Enna, ma fatta soltanto di ragazzi, si fosse smaterializzata per ricomparire negli atenei settentrionali. &#8220;Nel 2010-2011 il flusso aveva interessato 27.530 immatricolati e nel 2006-2007 gi\u00e0 superava le 26.000 unit\u00e0. Nei tre anni accademici considerati la quota di immatricolati &#8216;emigrati&#8217; per studiare al Centro-Nord si \u00e8 attestata intorno all&#8217;8-9% del totale delle immatricolazioni&#8221;. A questo punto, gli iscritti hanno raggiunto un numero pari a una citt\u00e0 di medio-grandi dimensioni: &#8220;Nell&#8217;anno accademico 2014-2015 gli studenti meridionali che frequentano le universit\u00e0 del Centro-Nord hanno raggiunto la cifra di 168mila&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Censis torna al 2013, quando ben 26.000 laureati hanno preso la strada delle regioni centro-settentrionali (et\u00e0 media poco sotto i 34 anni). Nello stesso anno, altri 5.000 laureati hanno lasciato il Mezzogiorno per andare all&#8217;estero. Quindi, in un anno, 31.000 laureati &#8220;hanno deciso di spendere altrove l&#8217;accumulazione di competenze acquisite sul proprio territorio di origine, determinando in questo modo un ulteriore impoverimento degli asset disponibili per il Mezzogiorno. Un investimento senza ritorno per il territorio&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Considerando che per l&#8217;Italia, la spesa per studente sostenuta dalle istituzioni pubbliche durante gli anni necessari a completare il ciclo dell&#8217;istruzione, a partire dalla scuola primaria fino alla laurea, \u00e8 pari complessivamente a 108.000 euro (stima Ocse), il mancato ritorno dell&#8217;investimento realizzato dal nostro Paese, con riferimento ai 5.000 laureati meridionali che nel 2013 hanno lasciato l&#8217;Italia, \u00e8 pari a 540 milioni di euro in un anno. Con riferimento ai 26.000 laureati meridionali che oggi vivono nel Centro-Nord, l&#8217;impatto economico pu\u00f2 essere valutato in poco pi\u00f9 di 2,8 miliardi di euro. In totale, si tratta di 3,3 miliardi di euro: una riduzione di opportunit\u00e0 per quei territori che hanno contribuito a formare un capitale potenzialmente strategico per il futuro&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non solo un danno &#8216;intellettuale&#8217;, ma anche economico sul piano degli investimenti. 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