{"id":5644,"date":"2012-10-14T12:54:47","date_gmt":"2012-10-14T10:54:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=5644"},"modified":"2023-01-17T13:38:55","modified_gmt":"2023-01-17T12:38:55","slug":"2124-calcio-suicidio-casalingo-del-cosenza-0-3-contro-il-montalto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2124-calcio-suicidio-casalingo-del-cosenza-0-3-contro-il-montalto\/","title":{"rendered":"Calcio, suicidio casalingo del Cosenza: 0-3 contro il Montalto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Harakiri perfetto. Il Cosenza dimentica come si gioca, lascia concentrazione, grinta, testa, gambe e cuore negli spogliatoi e regala una domenica da copertina al Montalto, che, senza strafare, viola il San Vito con un secco e inappellabile 3-0.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato finale \u00e8 l&#8217;epilogo di una giornata storta, nata male e finita peggio, dove in casa rossobl\u00f9 nessuno dei giocatori arriva a prendere la sufficienza in pagella. Il 3-0 ridicolizza troppo la squadra silana che non ha fatto nulla per rimediare ala debacle interna. L&#8217;aspetto pi\u00f9 inquietante della gara, nessuno in settimana, l&#8217;ha voluto chiamare derby, \u00e8 che i quasi 3mila spettatori che avevano deciso di concedere fiducia ai Lupi, se ne vanno, anticipatamente dallo stadio, non degnando i silani nemmeno di un fischio. Troppo vergognoso l&#8217;atteggiamento in campo, troppo negliegente il Cosenza nei 90 e passa minuti di gara, troppo deludente lo spettacolo visto sul rettangolo verde. La scoppola interna deve essere archiviata in fretta. Non pu\u00f2 essere quello visto oggi in campo il Cosenza vero, quello che dovrebbe vincere il campionato in scioltezza, quelloche dovrebbe infiammare il popolo rossobl\u00f9, quello che dovrebbe riportare il calcio cittadino nella vetrina del professionismo. No, assolutamente no. lasciando da parte i commenti, andiamo alla cronaca della partita. La prima sorpresa per i tifosi rossobl\u00f9, arriva con le formazioni. Pietro &#8220;Biccio&#8221; Arcidiacono non ha recuperato dall&#8217;infortunio. Pur stringendo i denti, l&#8217;attaccante silano non \u00e8 riuscito a recuperare in fretta. Ma a sollevare i mugigni del pubblico \u00e8 l&#8217;inserimento in squadra di Franzese, cosentino doc, professione attaccante, messo in campo da titolare, al posto di Marano. La terza sorpresa la regala Gianluca Gagliardi che, rispetto alla sua abitudine, disegna una squadra con il modulo 4-3-1-2, riconsegnando la difesa dei pali allo sloveno Flrez (apparso sotto tono a Messina), arrestra in difesa Fiore che, compone il quartetto difensivo con Parisi, Parenti e Varriale, a centrocampo giostrano benincasa, Pesce e Salvino, con Guadalupi a supporto del duo d&#8217;attacco Mosciaro e Franzese. Franco Giugno, squalificato, disegna in campo un Montalto accorto, che fa il suo dovere, senza strafare. Sin dal fischio d&#8217;inizio, il Montalto appare pi\u00f9 inn palla, pi\u00f9 voglioso di fare risultato contro la pi\u00f9 quotata avversaria. E con ilpassare dei minuti, la differenza di emozioni fa la differenza, tanto che al primo tentativo, la squadra di Giugno si porta in vantaggio. Sul libro dei cattivi, finisce Flrez che, atterra con un&#8217;uscita a kamikaze, Zangaro diretto in porta. Per l&#8217;arbitro D&#8217;Oronzo non ci sono duvbbi: rigore netto e sventolio del giallo davanti al giovane pipelt rossobl\u00f9. Iannelli, ottima la sua gara, si incarica del tiro e dagli undici metri regala il vantaggio alla sua squadra. Chi s&#8217;aspetta la reazione d&#8217;orgolio dei padroni di casa resta deluso. S\u00ec perch\u00e8, il Cosenza va in bambola e sbanda pericolosamente in un paio di occasione. Al 33&#8242; arriva la beffa. Occhiuzzi dopo aver seminato il panico in area rossobl\u00f9, viene abbattuto come un birillo da Parenti, gi\u00e0 ammonito. L&#8217;arbitro sventola il secondo giallo al difensore, mandandolo anticipatamente a fare la doccia. L&#8217;inferiorit\u00e0 numerica costringe Gagliardi a ridisegnare il suo Cosenza in campo. Fuori Benincasa e Pesce e dentro Bruno e Sicignano. Il modulo diventa un 4-3-2 con Guadalupi che diventa playmaker. L&#8217;ingresso dei nuovi non modifica l&#8217;atteggiamento non solo tecnico-tattico ma soprattutto mentale dei padroni di casa che, dimostrano di mancare di personalit\u00e0. Dopo quattro minuti di recupero, l&#8217;arbitro pugliese manda tutti negli spogliatoi. Gagliardi si fa sentire con i suoi e il Cosenza rientra in campo con uno spirito diverso, prendendo d&#8217;assedio la porta avversaria. Ma \u00e8 solo un fuoco di paglia. Al 50&#8242; scende nuovamente il gelo sul San Vito con il Montalto che, con una classica azione di contropiede, si porta sul 2-0. E ancora Iannelli il goleador. Cinque minuti dopo il Cosenza ha l&#8217;occasione di riaprire la partita. Mosciaro, dopo una triangolazione con i compagni di reparto, si presenta in area e viene atterrato da Tommaseo. E&#8217; penalty. Il bomber si presenta dagli undici metri e calcia il rigore sopra la taversa. Scende il buio e si fa notte fonda per i Lupi. Al 58&#8242; arriva il terzo gol con Zangaro che si regala una giaia grande e regala una domenica da urla per i tifosi del Montalto. Il 3-0 innervosisce i supporters silani che abbandonano gli spalti, increduli. Al triplice fischio finale,. dopo un sofferente extra time di 5&#8242;, il Cosenza esce dal campo a testa bassa. A fine gara iniziano i processi. L&#8217;analisi \u00e8 impietosa: due sconfitte consecutive, sei gol presi. ma quello che preoccupa di pi\u00f9 \u00e8 la metamorfosi vista. Il Cosenza caparbio, testardo, orgoglioso, deciso di Messina, uscito sconfitto ma fra gli applausi, \u00e8 rimasto in Sicilia, oggi s&#8217;\u00e8 vista una squadra impacciata, timorosa, senza idee, senza mordente, senza attributi. E non pu\u00f2 essere un alibi l&#8217;assenza di Arcidiacono. Non pu\u00f2 essere considerato accettabile che una squadra, costruita per primeggiare in classifica, debba legare le sue fortune solo con un giocatore. Sarebbe una pazzia solo pensarlo. Chi \u00e8 andato in campo ha offerto una prestazione indecente, impressionante, impresentabile, senza testa, n\u00e8 cuore e con tre bocconi amari, amarissimi da ingoiare e digerire, soprattutto, in fretta. Lo score finale dice anche che adesso la distanza dalla vetta sale a quattro punti. Troppi per una squadra che vuole vincere e convincere. In sala stampa si cercano i protagonisti. Il Montalto, per decisione del presidente De Caro, sceglie il silenzio stampa. Prende tre punti e va via. Il Cosenza si chiude negli spogliatoi per recitare il mea culpa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Harakiri perfetto. 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