{"id":56545,"date":"2016-05-10T05:00:13","date_gmt":"2016-05-10T03:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/condizionavano-attivita-economicoimprenditoriali-coinvolti-imprenditori-dipendenti-pubblici-e-professionisti\/"},"modified":"2023-01-17T12:03:37","modified_gmt":"2023-01-17T11:03:37","slug":"90553-condizionavano-attivita-economicoimprenditoriali-coinvolti-imprenditori-dipendenti-pubblici-e-professionisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/90553-condizionavano-attivita-economicoimprenditoriali-coinvolti-imprenditori-dipendenti-pubblici-e-professionisti\/","title":{"rendered":"Operazione &#8216;Fata Morgana&#8217;: la &#8216;ndrangheta nell&#8217;economia. Coinvolti dipendenti pubblici"},"content":{"rendered":"<p><strong>Imprenditori, professionisti e dipendenti pubblici insieme alle cosche, condizionavano le attivit\u00e0 economico imprenditoriali di Reggio. Eseguiti sette provvedimenti di fermo.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA -L&#8217;operazione compiuta dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria ha portato al fermo di 7 tra<strong> imprenditori, dipendenti pubblici e professionisti<\/strong> ed al sequestro di beni per un valore complessivo di circa <strong>34 milioni di euro<\/strong>, tra cui 12 societ\u00e0. Nel corso dell&#8217;operazione sono state effettate anche pi\u00f9 di 30 perquisizioni. L&#8217;operazione dei finanzieri di Reggio ha colpito imprenditori, dipendenti pubblici e professionisti reggini. Le indagini avrebbero evidenziato l&#8217;esistenza di un vero e proprio <strong>cartello criminale,<\/strong> presente ed operante a Reggio, in grado di condizionare lo svolgimento delle attivit\u00e0 economico\/imprenditoriali, con particolare riferimento alla <strong>grande distribuzione alimentare,<\/strong> sfruttando anche la compiacenza di pubblici amministratori, al fine di ottenere, tra l&#8217;altro, l&#8217;illecita percezione di profitti.<\/p>\n<div id=\"attachment_90555\" style=\"width: 427px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-90555\" class=\"wp-image-90555\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/de-raho.jpg\" alt=\"de raho\" width=\"417\" height=\"323\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-90555\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il procuratore capo di Reggio, Federico Cafiero de Raho<\/em><\/p><\/div>\n<p>Secondo l&#8217;accusa imprenditori e professionisti sarebbero stati partecipi, con ruoli organizzativi, della &#8216;ndrangheta. Inoltre sarebbero stati svelati i collegamenti tra le cosche con una strutturata rete di professionisti, capaci di<strong> indirizzare le sorti di rilevanti settori dell&#8217;economia cittadina<\/strong>. I reati contestati sono associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, aggravati dalle modalit\u00e0 mafiose. I dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa in programma alle 11 al Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria alla presenza del procuratore capo di Reggio Federico Cafiero de Raho (<em>nella foto<\/em>).<\/p>\n<p>Con l&#8217;inchiesta &#8220;Fata Morgan, ha dichiarato il procuratore De Raho: &#8220;\u00e8 stata colpita quella parte della &#8216;ndrangheta che l&#8217;ha resa forte anche dal punto di vista economico, che ha rapporti con la politica, con le amministrazioni locali, con dirigenti e funzionari pubblici. E&#8217; una parte esponenziale della &#8216;ndrangheta della provincia di Reggio Calabria&#8221;.<\/p>\n<p>Tra i fermati, ha proseguito il magistrato, ci sono anche i &#8220;<strong>titolari di supermercati<\/strong>, quindi distribuzione alimentare di alto livello che dal punto di vista economico hanno portato avanti il centro commerciale <strong>La Perla dello Stretto<\/strong>, anche li muovendosi con un metodo sostanzialmente &#8216;ndranghetista imponendosi al consorzio di imprenditori che avevano aderito a quel gruppo. E&#8217; una parte molto rilevante dell&#8217;economia di Reggio Calabria&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;I fermi &#8211; ha concluso de Raho &#8211; sono stati disposti per il pericolo di fuga di alcune posizioni che abbiamo trattato e che erano strettamente connesse alle altre per le quali siamo dovuti intervenire. Qualcuno stava gi\u00e0 traslocando e portando via tutto dalla citt\u00e0 evidentemente aveva notizia di questo&#8221;.<\/p>\n<p>[youtube url=&#8221;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Mp9eX4tIL8Q&#8221; width=&#8221;500&#8243; height=&#8221;300&#8243;]<\/p>\n<h2>Zona grigia e nomi noti e insospettabili<\/h2>\n<p>Sono sette le persone fermate, e decine gli indagati, nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Fata Morgana&#8221; diretta dalla Dda di Reggio Calabria e condotta dalla Guardia di finanza. Nomi in qualche caso gia&#8217; noti alle cronache giudiziarie, ma anche &#8220;insospettabili&#8221; politici e imprenditori.<\/p>\n<p>Il provvedimento di fermo riguarda<strong>\u00a0Paolo Romeo, 69 anni, ex deputato del Psd<\/strong>i con alle spalle diverse inchieste giudiziarie anche per mafia;Natale Saraceno,53 anni; Giuseppe Chirico, 56; Domenico Marciano&#8217;, di 33; Emilio Angelo Frascati, 60; Antonio Idone, 65 anni, tutti <strong>imprenditori<\/strong>, e Antonio Marra, 61 anni, avvocato.<\/p>\n<p>Tra gli <strong>indagati<\/strong> risultano il <strong>presidente<\/strong> della Provincia di Reggio Calabria,<strong> Giuseppe Raffa<\/strong>; il consigliere provinciale Demetrio Cara; il cancelliere capo della Corte d&#8217;Appello di Reggio, l&#8217;ex magistrato Giuseppe Tuccio; l&#8217;avvocato Rocco Zoccali; l&#8217;ex presidente della Reggina calcio, Pino Benedetto.<\/p>\n<h3>Il ruolo di Paolo Romeo<\/h3>\n<p>L&#8217;avvocato Romeo, avrebbe avuto un ruolo centrale nell&#8217;ambito dell&#8217;organizzazione che condizionava la vita economica di Reggio. Condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, ha scontato tre anni di carcere. Negli anni Settanta fu vicino alla destra extraparlamentare ed il suo nome ricorre anche nelle cronache relative ai moti del &#8217;70 per Reggio capoluogo, guidati dalla destra neofascista. Nel 1981 aderi&#8217; al Psdi nelle cui liste fu eletto prima consigliere comunale, diventando assessore, poi, nel 1990, consigliere regionale. Nel 1992 fu eletto deputato alla Camera per il Partito Socialista Democratico Italiano nel collegio di Catanzaro.<\/p>\n<p>L&#8217;11 gennaio 1980 fu arrestato per favoreggiamento nella latitanza di Franco Freda e scarcerato il successivo 22 aprile. Nel 1993 risulto&#8217; indagato perche&#8217; indicato da un pentito tra i mandati nel 1970 della strage di Gioia Tauro, e prosciolto in istruttoria nel 1995. Accusato di legami con la &#8216;ndrangheta calabrese, nel luglio 1993 la magistratura richiese alla Camera dei Deputati l&#8217;autorizzazione all&#8217;arresto.\u00a0Nel 1995 fu arrestato in base alle dichiarazioni del pentito della &#8216;ndrangheta Filippo Barreca, ma fu rilasciato poco dopo.<\/p>\n<p>La prima sezione della Corte di Assise di Reggio Calabria con sentenza del 12 ottobre del 200, lo condanno&#8217; a cinque anni di reclusione con l&#8217;accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso. La condanna, ridotta a tre anni e per concorso esterno, divento&#8217; definitiva in Cassazione nel febbraio 2004. Nel maggio 2014 risulto&#8217; coinvolto nell&#8217;inchiesta sulla latitanza di Amedeo Matacena che porto&#8217; all&#8217;arresto dell&#8217;ex ministro Claudio Scajola, ma fu poi scagionato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imprenditori, professionisti e dipendenti pubblici insieme alle cosche, condizionavano le attivit\u00e0 economico imprenditoriali di Reggio. 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