{"id":5674,"date":"2012-10-15T08:08:12","date_gmt":"2012-10-15T06:08:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=5674"},"modified":"2023-01-17T13:38:58","modified_gmt":"2023-01-17T12:38:58","slug":"2141-baumgartner-il-lancio-dallo-spazio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2141-baumgartner-il-lancio-dallo-spazio\/","title":{"rendered":"Baumgartner: il lancio dallo spazio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NEW MESSICO<\/strong> &#8211; \u201cQuando sei l\u00ec, al record non ci pensi pi\u00f9. Pensi solo a tornare vivo\u201d.&nbsp;Queste le prime parole di Felix Baumgartner ai giornalisti, pochi istanti<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">dopo aver portato a termine la Red Bull Stratos mission e polverizzato lo straordinario record di essere il primo uomo a superare il muro del suono in caduta libera. E sono stati attimi di tensione, tra continui rinvii a causa del vento, fino a quei lunghi e interminabili istanti che ritardavano il lancio. \u201cLa pressurizzazione della cabina deve scendere\u201d ordinava Joe Kittinger dalla base, lui che aveva raggiunto i 30.000 metri con un pallone aerostatico cinquant&#8217;anni prima e che adesso aveva preso a cuore l&#8217;impresa di Felix come fosse suo padre. Quei momenti sono stati visti da oltre 7 milioni di spettatori in tempo reale sulla diretta streaming su Youtube: eravamo tutti l\u00ec a fare il tifo per Felix. Quando finalmente la pressione all&#8217;interno della capsula raggiunge un livello accettabile con l&#8217;esterno, il portellone si apre e Felix pu\u00f2 finalmente saltare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lancio nel vuoto \u2013 un attimo per guardare cosa c&#8217;\u00e8 sotto di te, un ultimo respiro, secco e teso, poi il lancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una caduta verticale di 39mila metri, non pi\u00f9 i 36mila previsti, che il 43enne ha saputo governare solo fino a quando non ha raggiunto il muro del suono: i 1341 km\/h gli fanno perdere il controllo del corpo e per quaranta lunghi secondi gira come una trottola. Sono gli attimi pi\u00f9 terribili della missione. Kittinger appare calmo, dalla voce tradisce emozione e paura: \u201cParla Felix, parla\u201d. Silenzio. Poi si sente la sua voce, affannata e distante. Scoppia l&#8217;applauso dalla base, le telecamere pescano la madre in lacrime di felicit\u00e0, Felix ce l&#8217;ha fatta e poco importa se il paracadute lo ha aperto, perch\u00e9 disorientato, a 4000 metri e non a 1500 (in questo caso poteva superare anche la caduta libera pi\u00f9 lunga). Le sue parole una volta a terra ci restituiscono l&#8217;uomo normale, non il supereroe che ha mostrato di essere e che \u00e8: \u201cA volte bisogna andare veramente in alto per capire e vedere quanto siamo piccoli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non era certo soltanto una trovata pubblicitaria della Red Bull: la missione realizzata in collaborazione con alcuni ingegneri della Nasa ha una sua finalit\u00e0: capire dove il corpo umano pu\u00f2 spingersi in condizioni cos\u00ec estreme. L&#8217;obiettivo \u00e8 sviluppare nuove tecniche di salvataggio per gli astronauti, oltre ad aver sperimentato la nuova tuta pressurizzata che ha consentito a Felix di rimanere in vita a quell&#8217;altezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NEW MESSICO &#8211; \u201cQuando sei l\u00ec, al record non ci pensi pi\u00f9. 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