{"id":5696,"date":"2012-10-15T09:04:41","date_gmt":"2012-10-15T07:04:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=5696"},"modified":"2023-01-17T13:38:58","modified_gmt":"2023-01-17T12:38:58","slug":"2153-calcio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2153-calcio\/","title":{"rendered":"Calcio, il Cosenza &#8220;umilia&#8221; i suoi tifosi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> E sul &#8220;San Vito&#8221; cal\u00f2 il buio. Ieri per il Cosenza e la Cosenza sportiva \u00e8 stata davvero notte fonda. I Lupi, non sono sono diventati degli &#8220;agnellini&#8221; davanti al Montalto, lasciandosi travolgere sul piano del gioco e del risultato, con un secco ed indiscutibile 0-3 che passer\u00e0,<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sicuramente, alla storia come una leggenda del calcio, quanto hanno umiliato la tifoseriwe, accorsa in massa, offrendo uno spettacolo indecente, incomprensibile, incredibile da decifrare, leggere e commentare. La sconfitta \u00e8 stata analizzata a fondo, sia al triplice fischio finale da squadra, area tecnica e societ\u00e0, sia negli ambienti del tifo organizzato e non e sia sui social network. E proprio dalla lettura di alcuni post, si capisce, qualora ce ne fosse bisogno, che la &#8220;scoppola&#8221; non \u00e8 andat\u00e0 gi\u00f9 a nessuno. Leggendo alcuni post, si capisce che ci sono rimasti tutti male. Le Piane chiede scusa alla tifoseria, lo stesso fanno anche altri suoi compagni, seguendo a ruota il primo mea culpa del tecnico Gagliardi. Tra i tanti post, per\u00f2, ce n&#8217;\u00e8 uno che proprio non \u00e8 sfuggito all&#8217;occhio attento dei lettori. Porta la firma di Andrea Marano, professione attaccante, cosentino doc, panchinaro di lusso, non si sa se per scelta tecnica o per altro. Il suo, pi\u00f9 che un commento \u00e8 un messaggio: &#8220;Vati piglia tu i fischi&#8230;.. ciucciu e presuntuosu&#8221;. Un messaggio per chi? Forse, o meglio sicuramente, non lo sapremo mai. Di certo bisogna rialzare la testa, resettare immediatamente tutto e ripartire. Ripartire con il piede giusto, perch\u00e8 domenica c&#8217;\u00e8 linsidiosa trasferta di Patern\u00f2 e al Cosenza non sono concessi pi\u00f9 errori, n\u00e8 alibi. Domani, alla ripresa della preparazione, sicuramente non mancheranno le critiche, gli sfott\u00f2 e tutto quello che fa calcio, quando le cose non vanno bene. Se la battuta d&#8217;arresto \u00e8 legata all&#8217;eccessiva pressione con cui si \u00e8 arrivato a giocare questa stracittadina, societ\u00e0 e area tecnica devono rivedere molte cose all&#8217;interno del giocattolo rossobl\u00f9 che, se vuole davvero ritornare al calcio che conta, deve mostrare pi\u00f9 maturit\u00e0 e maggiore padronanza nella gestione delle partite. Se, invece, l&#8217;interruttore nevralgico della squadra \u00e8 andato in tilt perch\u00e8 a qualche &#8220;under&#8221; le gambe sono andate in blocco e la testa nel pallone, occorre rivedere alcune cose e verificare se ci sono giocatori da &#8220;Cosenza&#8221;. La squadra costruita (nonostante le difficolt\u00e0 economiche, il limite di budget, le indecisioni societarie, e il resto delle faccende interne al sodalizio silano) da Stefano Fiore e Aristide Leonetti, ha un assortimento di under, forse non psicologicamente pronti per una piazza esigente e affamata di calcio come Cosenza. Non \u00e8 compito nostro sicuramente emettere dei giudizi negativi contro gli atleti silani, ma i fatti, purtroppo, lo impongono. Flrez, il giovane portiere sloveno, paragonato ad Handanovic, dopo le prime convincenti esibizioni a guardia dei pali, \u00e8 entrato nel pallone, commettendo amnesie e leggerezze nella trasferta di Messina, e ripetendo errori anche ieri. Solleviamo un queisto: non \u00e8 stato forse troppo prematuro gettarlo nella mischia, degradando Straface a ruolo di secondo? Sperando che qualcuno ci, cortesemente, risponda andiamo avanti. Da gente d&#8217;esperienza come Parisi, Fiore, Mosciaro, ci si aspetta molto di pi\u00f9, tanto di pi\u00f9. E se perdono la bussola e vanno in confusione e Arcidiacono, o non \u00e8 ingironata di grazia o assente, la luce del gioco cosentino spegne e poi sono dolori. Parlando di Arcidiacono, \u00e8 mai possibile che solo un giocatore come lui, all&#8217;interno di una squadra costruita per vincere e convincere, sia l&#8217;arma vincente del Cosenza?. Se fosse cos\u00ec sarebbe davvero un problema. Perch\u00e8 Gagliardi e soci dovrebbero sperare che &#8220;Biccio&#8221; di il 100% da qui alla fine del campionato. Il Cosenza, non pervenuto in campo, contro il Montalto, \u00e8 solo la fotocopia sbiadita di quella squadra, orgogliosa, testarda, grintosa, che ha messo per due volte paura al Messina, facendosi poi raggiungere e superare, in dodici minuti di &#8220;follia&#8221; collettiva. Ma se al Celeste si \u00e8 pers solo sui titoli di coda, ieri al San Vito \u00e8 finito tutto gi\u00e0 al primo tempo. Il rigore sbagliato da Mosciaro, l&#8217;uscita kamikaze di Flrez, l&#8217;eccessivo nervosismo di Parenti, hanno complicato, maledettamente, la domenica dei Lupi. Onore e merito al Montalto, ben messo in campo da Franco Giugno, anche se il Cosenza \u00e8 stato sconfitto da se stesso e da quell&#8217;identit\u00e0 di squadra che, come ha sottolineato Gagliardi &#8211; manca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; E sul &#8220;San Vito&#8221; cal\u00f2 il buio. Ieri per il Cosenza e la Cosenza sportiva \u00e8 stata davvero notte fonda. 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