{"id":56977,"date":"2016-05-19T11:23:26","date_gmt":"2016-05-19T09:23:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/flop-del-jobs-act-frenano-le-assunzioni-a-tempo-indeterminato-e-la-calabria-va-sempre-piu-giu-audio\/"},"modified":"2023-01-17T12:04:26","modified_gmt":"2023-01-17T11:04:26","slug":"92067-flop-del-jobs-act-frenano-le-assunzioni-a-tempo-indeterminato-e-la-calabria-va-sempre-piu-giu-audio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/92067-flop-del-jobs-act-frenano-le-assunzioni-a-tempo-indeterminato-e-la-calabria-va-sempre-piu-giu-audio\/","title":{"rendered":"Flop del Jobs Act, frenano le assunzioni a tempo indeterminato e la Calabria va sempre pi\u00f9 gi\u00f9 (AUDIO)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il premier Renzi ha provato a commentare l&#8217;esito del suo &#8216;Jobs Act&#8217; e i dati dell&#8217;Inps sottolineando: \u00abOltre mezzo milione di posti di lavoro a tempo indeterminato in pi\u00f9 nel 2015. Inps dimostra assurdit\u00e0 polemiche su Jobs act #avantitutta\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Resta ancora nei suoi &#8216;mari e monti&#8217; il presidente del Consiglio Matteo Renzi, mentre il quadro esposto dall&#8217;Inps \u00e8 abbastanza chiaro, e racchiude il flop (almeno iniziale) del tanto acclamato Jobs Act: \u201cNei primi tre mesi,<strong> nuovi posti stabili gi\u00f9 del 77%<\/strong> dopo il dimezzamento degli sgravi; assunzioni in calo del 12,9% cos\u00ec come i contratti a tempo indeterminato (-33,4%) e le trasformazioni di altri contratti a tempo determinato (-31,4%). Nel primo trimestre dell\u2019anno, secondo quanto emerso dall\u2019Osservatorio sul precariato diffuso dall\u2019Inps, le assunzioni attivate da datori di lavoro privati complessivamente sono state pari a 1.188.000: in calo di 176.000 unit\u00e0 rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-12,9%). In particolare, sono stati stipulati 428.584 contratti a tempo indeterminato mentre le cessazioni, sempre di contratti a tempo indeterminato sono state 377.497 con un saldo positivo di 51.087 unit\u00e0, dato peggiore del 77% rispetto al saldo positivo di 224.929 contratti stabili dei primi tre mesi 2015.<\/p>\n<h2><strong>In calo le assunzioni<\/strong><\/h2>\n<p>Il rallentamento secondo l&#8217;Inps, ha riguardato in particolar modo i contratti a tempo indeterminato, pari a -33,4% sul primo trimestre dello scorso anno (in numeri assoluti -162.000), e le trasformazioni di altri contratti in tempo determinato (-31,4%). \u00abIl calo \u00e8 da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015 &#8211; riporta la nota dell&#8217;Inps &#8211; in corrispondenza dell\u2019introduzione degli incentivi legati all\u2019esonero contributivo triennale\u00bb. Restano invece sostanzialmente stabili le assunzioni a tempo determinato (-1,7% sul 2015). Quanto alle cessazioni, complessivamente risultano diminuite dell\u20198,8%; per quelle a tempo indeterminato la riduzione \u00e8 pari al 5,3%. L\u2019Inps quindi ricorda che con la legge di stabilit\u00e0 2016 \u00e8 stata introdotta una nuova forma di incentivo rivolta alle assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni di rapporti a termine di lavoratori che, nei sei mesi precedenti, non hanno avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La misura dell\u2019agevolazione prevede l\u2019abbattimento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi Inail) in misura pari al 40% (entro il limite annuo di 3.250 euro) per un biennio. I dati relativi all\u2019effetto della predetta agevolazione saranno resi noti a partire dall\u2019aggiornamento di giugno 2016 dell\u2019Osservatorio sul Precariato.<\/p>\n<h2><strong>Voucher che alimentano il precariato<\/strong><\/h2>\n<p>Il ricorso ai voucher \u00e8 aumentato del 45,6%, rispetto a un aumento del 75,4% del primo trimestre 2015. Le assunzioni con contratto di apprendistato sono state quasi 50mila, stabili rispetto al 2015. I rapporti precari sono aumentati del 22%, i voucher del 45%. L\u2019avanzata dei voucher, i buoni per pagare il lavoro accessorio nel primo trimestre dell\u2019anno ha fato registrare 31,5 milioni di tagliandi, con un incremento del +45,6% rispetto al primo trimestre 2015. Pochi giorni fa, la stessa Inps aveva rivelato come il 37% dei percettori di voucher non ha altri redditi da lavoro, mentre l\u201985% guadagna meno di mille euro l\u2019anno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-92074 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Voucher-Lavoro.jpg\" alt=\"Voucher-Lavoro\" width=\"464\" height=\"199\" title=\"\"><\/p>\n<p>Il dato \u00e8 peggiore del 77% rispetto al saldo positivo di quasi 225mila contratti stabili dei primi tre mesi 2015. Era andata meglio anche nel 2014, in piena recessione e senza la spinta dell\u2019esonero dai contributi per i contratti stabili: nei primi tre mesi si erano registrati 87mila posti stabili in pi\u00f9. Si conferma cos\u00ec la tendenza negativa partita con l\u2019anno nuovo: a gennaio la flessione delle assunzioni certificata dall\u2019Inps era stata del 39,5%, a febbraio del 33%.<\/p>\n<p><strong>In Calabria<\/strong> la situazione \u00e8 disastrosa se si pensa ai recenti dati Eurostat. A commentare questi dati ai microfoni di Rlb Radioattiva, <strong>Santo Biondo segretario della UIL Calabria<\/strong> che sottolinea: &#8220;Non basta il Patto per il Sud siglato da Renzi&#8221;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA<br \/>\n[audio_mp3 url=&#8221;http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Santo-Biondo-UIL-Calabria.mp3&#8243;]<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<h2><strong>Calabria terza in Europa&#8230; per disoccupazione<\/strong><\/h2>\n<p>In questo contesto i dati Eurostat di un mese addietro fotografano la Calabria quale prima regione italiana con il 65,1%, tra i dieci territori Ue col tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) pi\u00f9 elevato nel 2015. La Calabria si colloca in realt\u00e0<strong> al terzo posto nella classifica Ue<\/strong>. Inoltre, la Calabria, col 22,9%, si conferma anche nel 2015 la regione col tasso di disoccupazione pi\u00f9 alto d&#8217;Italia (nel 2014 lo era col 23,4%) contro una media Ue del 9,4% e nazionale dell&#8217;11,9%. Mentre per la disoccupazione di lunga durata, la maglia nera spetta alla Campania, col 68,5% (lo scorso anno era la Sicilia col 69,3%), contro una media Ue del 48,3% e nazionale del 58,1%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il premier Renzi ha provato a commentare l&#8217;esito del suo &#8216;Jobs Act&#8217; e i dati dell&#8217;Inps sottolineando: \u00abOltre mezzo milione di posti di lavoro a tempo indeterminato in pi\u00f9 nel 2015. 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