{"id":57557,"date":"2016-06-03T14:24:34","date_gmt":"2016-06-03T12:24:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosentino-medio-al-voto-anatomia-di-un-candidato-sindaco\/"},"modified":"2023-01-17T12:05:34","modified_gmt":"2023-01-17T11:05:34","slug":"94251-cosentino-medio-al-voto-anatomia-di-un-candidato-sindaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/94251-cosentino-medio-al-voto-anatomia-di-un-candidato-sindaco\/","title":{"rendered":"Cosentino medio al voto: anatomia di un candidato sindaco"},"content":{"rendered":"<p><strong>Campagna elettorale ai raggi x. Ecco il bilancio di accordi e comizi.<\/strong><!--more--><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Partiamo da <strong>Enzo Paolini<\/strong>, l\u2019avvocato eternamente in contrasto con il <strong>Pd<\/strong> che per\u00f2 al Pd ha pi\u00f9 volte fatto la corte. Dopo la scissione violenta dal partito del duo <strong>Magorno-Guglielmelli<\/strong> (che ha preferito evitare le primarie e puntare su <strong>Presta<\/strong>), ha deciso di correre per conto suo. \u00c8 stato uno dei pochi, insieme a <strong>Sergio Nucci<\/strong> e a <strong>Giuseppe Mazzuca<\/strong>, a contrastare, seppure con poca convinzione, lo strapotere di Occhiuto dal 2011 alla fine anticipata della sua legislatura. Cinque anni fa sfior\u00f2 persino il colpaccio, mettendo ko il Pd (che allora aveva deciso di candidare ancora il debole sindaco uscente <strong>Perugini<\/strong>) e finendo al ballottaggio con l\u2019architetto. In molti apprezzano il suo carattere e la sua determinazione. Tanti elettori di sinistra, ex del Pd bruzio, almeno fino a un mesetto fa, avevano deciso di mollare il loro partito (apparso confuso e troppo impegnato a spartirsi potere e poltrone pi\u00f9 che a pensare ai reali problemi della comunit\u00e0) per virare proprio sul leader del Pse. Poi, per\u00f2, \u00e8 arrivata come un fulmine a ciel sereno la strana alleanza dell\u2019avvocato rugbista (ex alleato di <strong>Nichi Vendola<\/strong>) con la famiglia <strong>Gentile<\/strong>, rappresentanza calabra di quel Nuovo centrodestra che a Roma appoggia <strong>Renzi<\/strong>. E allora molti si sono dovuti ricredere, sentendosi traditi. Qualcuno \u00e8 rimasto, ma baster\u00e0 ad arrivare al ballottaggio?<br \/>\n&nbsp;<br \/>\n<strong>Carlo Guccione<\/strong> \u00e8 l\u2019uomo della provvidenza. Il <strong>Pd<\/strong> cosentino per avere qualche chance di vittoria non poteva chiamare che lui. Le sue 15mila preferenze alle ultime elezioni regionali, lo rendono un uomo da battere, o qualcosa che gli va vicino. L\u2019inchiesta \u2018rimborsopoli\u2019 nella quale \u00e8 indagato e che lo ha costretto a dire addio alla carica di assessore, non sembra avere lasciato troppi segni. Ma qualche dubbio resta. Sia sulla sua discesa in campo che sul suo partito. Per non parlare poi dei suoi alleati: <strong>Giacomo Mancini<\/strong> (che negli ultimi anni \u00e8 passato con invidiabile nonchalance da sinistra a destra senza mostrare alcun segno sul volto), <strong>Ennio Morrone<\/strong> (ex Forza Italia alleatosi con il discutibile movimento di Denis <strong>Verdini<\/strong>, \u2018Ala\u2019, insieme proprio a Mancini), <strong>Giuseppe Galati<\/strong> e quasi i <strong>Gentile<\/strong>, sempre loro. E s\u00ec, perch\u00e9, un accordo con Tonino e Pino, anche se non nell\u2019immediato, \u00e8 stato trovato. Gli <strong>Ncd<\/strong>, infatti, nonostante l\u2019ingenuo entusiasmo di <strong>Katya<\/strong> per Paolini, sanno bene che quasi sicuramente sar\u00e0 Guccione a giocarsela con Occhiuto al ballottaggio (sempre che l\u2019architetto non vinca al primo turno). Proprio per questo si impegneranno cos\u00ec cos\u00ec il prossimo 5 giugno e tanto, tantissimo il 19 giugno. Tutto questo, almeno nei confronti dei nostalgici del Pd, quelli che fino all\u2019altro ieri pensavano davvero che quelle due lettere si portassero dietro la storia del partito comunista (o quantomeno qualcosa che gli somigliasse), rischia di far crollare il castello (di sabbia) che i vari <strong>Magorno, Oliverio\u00a0e\u00a0Adamo<\/strong>\u00a0hanno costruito faticosamente e con non poche contraddizioni negli ultimi tempi.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Proprio alla luce di tanta incertezza proveniente da sinistra,<strong> Mario Occhiuto<\/strong> potrebbe seriamente mandare tutti a casa al primo turno. A differenza di cinque anni fa, ha deciso di mollare chi lo aveva portato al successo, <strong>Gentile e Adamo<\/strong> su tutti. Mentre <strong>Morrone<\/strong> lo ha tradito. Ha pochi voti \u2018fidelizzati\u2019 (quelli di clientela per intenderci), ma tanti di apprezzamento e di stima. Quello verso di lui (e questo la dice lunga sull\u2019elevamento sociale e culturale di questa tornata elettorale) sar\u00e0 anche un voto di protesta (\u2018sono comunista ma lo voto per fare un dispetto ai soliti noti della politica locale\u2019). La campagna denigratoria dei suoi oppositori riguardo i suoi debiti e ai favori fatti agli amici degli amici degli amici non sembra aver scalfito chi ha deciso da mesi di mettere la croce sul suo nome, anzi. E allora, \u00e8 gi\u00e0 tutto deciso? Forse. Tutto dipender\u00e0, infatti, dai numeri. Se l\u2019ex primo cittadino non vincer\u00e0 al primo turno, dovr\u00e0 temere il ballottaggio perch\u00e9, come scritto sopra, c\u2019\u00e8 l\u2019incognita<strong> Gentile<\/strong>. Le preferenze che assicurano Pino e Tonino, sommate a quelle di <strong>Guccione, Morrone, Mancini e Adamo<\/strong>, non sono da sottovalutare.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Restano <strong>Valerio Formisani<\/strong> e <strong>Gustavo Coscarelli<\/strong>. Partiamo dal primo. \u00c8 riconosciuto da tutti i cosentini (che lo conoscono) come il pi\u00f9 onesto e leale di queste elezioni. Quando parla sembra <strong>San Francesco d\u2019Assisi<\/strong> e la sua storia personale dimostra che a quelle parole sono seguite realmente dei fatti. Rappresenta la vera e forse unica sinistra schierata in campo e ogni volta che parla, ti viene quasi da fargli una carezza e di portartelo a casa. Tutto questo, in una citt\u00e0 normale, basterebbe a inserirlo tra i favoriti al successo finale. E invece no. Invece no perch\u00e9 Cosenza tutto \u00e8 tranne che una citt\u00e0 normale. Da queste parti conta ancora tanto l\u2019inchino, il favore, la pastetta, la riverenza, il \u2018lecchinaggio\u2019 e l\u2019ignoranza. Formisani, dunque, non solo non vincer\u00e0, ma molto probabilmente non otterr\u00e0 nemmeno un posto in consiglio comunale. Il cosentino medio di sinistra, non si affider\u00e0 a lui perch\u00e9 lo considera un voto perso. Una mentalit\u00e0 che da certi punti di vista, oltre al voto, \u00e8 anche un\u2019occasione persa di elevamento culturale.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Finale dedicato a <strong>Coscarelli<\/strong>. \u00c8 l\u2019uomo invisibile di questa campagna elettorale. C\u2019\u00e8 ma non si vede. Eppure quando parla non dice follie. Tutt\u2019altro. Il problema, per\u00f2, resta quello: non si vede. Ha tenuto un profilo basso fin dall\u2019inizio e questo, com\u2019\u00e8 logico che sia, non ha pagato. Ha attaccato duramente, quando si ricordava di essere candidato, i suoi oppositori, ma non ha inciso neanche un minuto. Tanto da scoraggiare i grillini pi\u00f9 invasati, quelli che piangono a dirotto quando parla <strong>Di Maio<\/strong>. Come per Formisani, ma attraverso percorsi diversi, Coscarelli per il cosentino medio \u00e8 un\u2019occasione persa. La voglia di rivoluzione e di cambiamento che il <strong>Movimento 5 Stelle<\/strong> prova a rappresentare da sempre, se sviluppata in altro modo, poteva far presa su quei cosentini stanchi della vecchia e inesauribile politica. Ma non \u00e8 successo. E la colpa, in questo caso, va ricercata solo nell\u2019assenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Campagna elettorale ai raggi x. 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