{"id":5770,"date":"2012-10-16T08:05:14","date_gmt":"2012-10-16T06:05:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=5770"},"modified":"2023-01-17T13:39:03","modified_gmt":"2023-01-17T12:39:03","slug":"2190-appello-delle-donne-in-rete-la-calabria-che-non-ci-sta-prenda-posizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/2190-appello-delle-donne-in-rete-la-calabria-che-non-ci-sta-prenda-posizione\/","title":{"rendered":"Appello delle donne in rete: \u00abLa Calabria che non ci sta prenda posizione\u00bb"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Parte dalle donne e con le donne il cambiamento della Calabria. Le Donne Calabresi in Rete sono un gruppo informale di donne che crede nella possibilit\u00e0 di cambiamento della Calabria. Vogliamo farci interpreti, come donne di differente pratica politica e provenienza,<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">del sentimento di chi in Calabria \u00e8 stufo di una classe dirigente irresponsabile e di tutto il substrato culturale che l\u2019ha resa possibile. \u00abPensiamo &#8211; si legge in una nota &#8211; che il cambiamento possa e debba partire proprio dalle donne, che per prime pagano lo scotto della crisi e di certi modelli culturali arretrati, che sembrano essere accettati sia nella sfera pubblica che in quella privata. Ma vogliamo, anche, dar voce a un\u2019istanza comune e trasversale al genere, alla provenienza politica, all\u2019et\u00e0: un\u2019istanza di onest\u00e0, responsabilit\u00e0, competenza e lungimiranza politica, ad oggi assenti nella nostra terra. Ci preme sottolineare che non ci muove alcun interesse particolaristico, nessun tornaconto personale, nessuna pubblicit\u00e0, nessuna etichetta. Ci proponiamo solo di lanciare un segnale sperando che venga raccolto da tante e da tanti. C\u2019\u00e8 una Calabria onesta e responsabile che \u00e8 solo marginalmente rappresentata dalla politica calabrese: che \u00e8 resa, di fatto, invisibile. Ma c\u2019\u00e8. Essa \u00e8 fatta di tante persone che ogni giorno si impegnano, che non sono assuefatte e alla possibilit\u00e0 di un vero riscatto ci credono davvero, e tuttavia sono schiacciate dal peso dell\u2019\u201caltra Calabria\u201d: quella che detta legge, quella che \u00e8 \u201crinviata a giudizio\u201d, quella che porta un Comune nel baratro di un vertiginoso debito che dovr\u00e0 essere pagato da chi non l\u2019ha creato, quella che non riconosce i propri errori e che non si dimette pur avendo evidentemente fallito, quella che ha stravolto il concetto di politica fino a risolverlo nel suo opposto, quella che d\u00e0 il voto in cambio del posto di lavoro, quella che promette il posto di lavoro in cambio del voto, quella che grazie agli \u201cagganci\u201d si fa strada in politica come nell\u2019azienda, nell\u2019istituzione come nel piccolo quotidiano. In questo contesto &#8211; continuano &#8211; il caso di Reggio Calabria \u00e8 esemplare poich\u00e9 con il commissariamento si \u00e8 arrivati alla sanzione definitiva, bench\u00e9 gi\u00e0 chiara da tempo, della condizione di degrado in cui versa questa terra. Crediamo che il commissariamento costituisca una importante cesura per la citt\u00e0 di Reggio, ma che, per Reggio come per tutta la Calabria, tale rottura non possa essere affidata solo alle istituzioni. Tanto pi\u00f9 che il commissariamento non ha, in concreto, coinvolto il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, che del \u201cmodello Reggio\u201d, continuato organicamente dalla gestione di Arena, \u00e8 precursore e ideatore. Scopelliti e la sua Giunta avrebbero dovuto dimettersi gi\u00e0 da tempo, per gravi fatti di dubbia trasparenza, e la decisione di non farlo \u00e8 un altro esempio del modello politico che contestiamo: buonsenso e responsabilit\u00e0 esigerebbero che ci si facesse da parte, senza continuare pervicacemente a rovinare in termini materiali \u2013 e anche di immagine \u2013 la Calabria. Non ci si deve aspettare che un deus ex machina possa, da solo, far rinascere la Calabria. Sono soprattutto le persone che devono dire basta alla mentalit\u00e0 e alle azioni individuali che hanno reso possibile che si sviluppasse questa classe dirigente, e il difficile momento che viviamo pu\u00f2 essere l\u2019occasione per farlo, tutte e tutti insieme, per rendere davvero profonda la transizione verso una Calabria migliore. Qualcuno ha evocato la democrazia contro il commissariamento. Crediamo che la democrazia non sia apporre una croce su un simbolo per conferire alla classe politica un mandato in bianco grazie al quale fare i propri interessi. Democrazia \u00e8 responsabilit\u00e0, con il fine sempre fermo del bene comune: la trasparenza ne \u00e8 imprescindibile requisito, e le persone che vivono in Calabria devono farsene carico per prime, in modo esigente, coerente e netto. La Calabria che non ci piace, la Calabria che continua a paralizzare se stessa nel perverso circuito di particolarismi, parassitismo e malaffare a tutti i livelli del vivere sociale, non pu\u00f2 e non deve continuare a detenere il monopolio della Calabria e di chi in Calabria vive. \u00c8 allora urgente e necessario &#8211; evidenziano &#8211; per tutte le realt\u00e0 positive che non ci stanno, fare rete, poich\u00e9 l\u2019isolamento indebolisce l\u2019impatto politico di ogni presa di posizione. Le calabresi e i calabresi che si oppongono con forza all\u2019ideologia e alla pratica della corruzione come altare collettivo sul quale sacrificare il presente e il futuro di una terra, devono essere le prime e i primi a prendere inequivoca posizione, per esprimere in modo netto il dissenso rispetto all\u2019attuale modello culturale e politico improntato alla mancanza di trasparenza, alla spregiudicatezza politica, ai \u201cchiudiamo un occhio\u201d fatti propri da troppi. L\u2019appello non si esaurisce nell\u2019attacco a una singola personalit\u00e0 politica. Chiedere insieme le dimissioni dell\u2019attuale classe politica \u00e8 solo un aspetto, sia pure decisivo, di una radicale istanza di rinnovamento, che pu\u00f2 partire solo da una presa di coscienza tradotta in azioni concrete da parte delle persone e dall\u2019espressione netta e trasversale di questa. Esigiamo &#8211; continuano &#8211; il rispetto dei nostri diritti, senza barattarli. Consideriamo i nostri diritti per quelli che sono: diritti, e non favori. Monitoriamo, insieme, la politica; alziamo la voce quando sbaglia; ribadendo che con la Calabria e con le nostre vite non si pu\u00f2 continuare a giocare e che non si pu\u00f2 far pagare in eterno alla collettivit\u00e0 lo scotto di scelte miopi ed autoreferenziali. Diciamo no alla Calabria dei favori, per costruire la Calabria dei diritti. Togliamo il monopolio politico ma anche mediatico ai miopi apologeti dello status quo. Vigiliamo e arrabbiamoci, costruttivamente, insieme, perch\u00e9 questa storia finisca!. Diffidiamo da ogni disfattismo e dai soliti \u201ctanto si sa come vanno le cose\u201d. Crediamo e auspichiamo concretamente che sia possibile, per la Calabria onesta, unirsi, dare un segnale forte, produrre degli effetti. Soprattutto, crediamo che crederci sia il primo passo per ogni evoluzione positiva. La Calabria cos\u00ec com\u2019\u00e8 oggi non \u00e8 eterna: si pu\u00f2 cambiare. Basta volerlo. E farlo. Il 9 novembre a Reggio Calabria, davanti al Consiglio Regionale, diciamo insieme no a Scopelliti e a questa classe dirigente, no all\u2019irresponsabilit\u00e0 e al malaffare nei luoghi della politica, no al baratto dei diritti con i favori\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Parte dalle donne e con le donne il cambiamento della Calabria. Le Donne Calabresi in Rete sono un gruppo informale di donne che crede nella possibilit\u00e0 di cambiamento della Calabria. 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