{"id":58110,"date":"2016-06-16T13:17:29","date_gmt":"2016-06-16T11:17:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rapporto-bankitalia-in-calabria-occupazione-sempre-piu-in-calo\/"},"modified":"2023-01-17T12:06:37","modified_gmt":"2023-01-17T11:06:37","slug":"96337-rapporto-bankitalia-in-calabria-occupazione-sempre-piu-in-calo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/96337-rapporto-bankitalia-in-calabria-occupazione-sempre-piu-in-calo\/","title":{"rendered":"Rapporto Bankitalia, in Calabria occupazione sempre pi\u00f9 in calo"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"line-height: 1.5;\">Presentata oggi a Catanzaro la relazione annuale sull&#8217;andamento dell&#8217;economia regionale.<\/span><\/strong><!--more--><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">CATANZARO &#8211; L&#8217;attivit\u00e0\u00a0economica, in Calabria, nel corso del biennio 2014-2015, si \u00e8\u00a0stabilizzata, &#8220;dopo la lunga e pesante recessione osservata tra il 2007 e il 2013&#8221;, ma l&#8217;occupazione resta ai livelli minimi registrati nel Paese<\/span><span style=\"line-height: 1.5;\">. &#8220;Secondo le stime di Prometeia, il <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">PIL<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\"> in termini reali nel 2015 &#8211; si legge nel rapporto &#8211; \u00e8\u00a0cresciuto dello 0,1 per cento (era stato 0,2 nel 2014). Tutti i settori avrebbero per\u00f2\u00a0registrato una dinamica inferiore a quella media nazionale. I servizi privati non finanziari sono stati caratterizzati da andamenti contrastanti: il <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">commercio<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\"> ha beneficiato della timida ripresa nei <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">consumi delle famiglie<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\"> e nel comparto turistico si \u00e8\u00a0registrato un moderato incremento delle presenze; nei <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">trasporti<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">, continua il declino dei traffici a Gioia Tauro; infine, segnali incoraggianti provengono dal terziario innovativo&#8221;. Per quanto riguarda i singoli comparti, &#8220;l&#8217;attivita&#8217; industriale &#8211; rileva Bankitalia &#8211; ha, nel complesso, ristagnato; indicazioni pi\u00f9 favorevoli provengono dalle imprese con almeno 20 addetti. <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">La domanda estera di prodotti calabresi \u00e8\u00a0salita<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\"> sensibilmente, anche se tale canale ha influito in misura ridotta sull&#8217;andamento dell&#8217;economia, dato lo scarso peso dell&#8217;export sul prodotto. Nel settore delle <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">costruzioni<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\"> il calo si \u00e8\u00a0attenuato; in prospettiva l&#8217;attivit\u00e0\u00a0&#8211; spiega Bankitalia &#8211; potrebbe beneficiare della stabilizzazione delle transazioni nel <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">mercato immobiliare<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">. Il valore aggiunto in <\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">agricoltura<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\"> ha ripreso a crescere. La stabilizzazione del quadro congiunturale non ha inciso sull&#8217;andamento dell&#8217;occupazione, che e&#8217; tornata a scendere&#8221;.\u00a0<\/span><strong style=\"line-height: 1.5;\">Il tasso di occupazione &#8220;si \u00e8\u00a0attestato sui livelli minimi in Italia<\/strong><span style=\"line-height: 1.5;\">&#8220;.\u00a0<\/span><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Il mercato del lavoro<\/strong><\/h2>\n<p>&#8220;Le difficolt\u00e0 del <strong>mercato del lavoro<\/strong> &#8211; \u00e8\u00a0spiegato nel rapporto &#8211; continuano a manifestarsi in maniera differenziata per genere ed et\u00e0; in particolare, <strong>il divario con la media nazionale permane pi\u00f9 elevato per le donne e per i giovani tra i 25 e i 34 anni<\/strong>&#8220;.\u00a0&#8220;Dopo la sostanziale stasi registrata l&#8217;anno precedente, l&#8217;occupazione \u00e8\u00a0tornata a scendere nel 2015. In base ai dati della rilevazione sulle forze di lavoro dell&#8217;Istat, gli occupati sono diminuiti dell&#8217;1,4 per cento, in controtendenza rispetto alla crescita osservata nel Mezzogiorno e in Italia (rispettivamente 1,6 e 0,8 per cento&#8221;. &#8220;La riduzione &#8211; si evidenzia nel rapporto &#8211; ha riguardato sia gli uomini sia le donne (rispettivamente -1,6 e -1,1 per cento); ha interessato tutti i settori, con l&#8217;eccezione dell&#8217;agricoltura. Le dinamiche del mercato del lavoro sono state ancora una volta differenziate per fascia di eta&#8217;: l&#8217;occupazione e&#8217; scesa significativamente per i giovani tra i 15 e i 34 anni (-7,7 per cento); e&#8217; rimasta stabile per gli individui tra i 35 e i 54 anni (-0,1 per cento), mentre e&#8217; continuata a salire per i lavoratori di 55 anni e oltre (1,8 per cento), anche in relazione all&#8217;innalzamento dei requisiti anagrafici previdenziali. Gli occupati sono calati tra i soggetti in possesso al piu&#8217; della licenza media, mentre sono rimasti stabili tra i laureati (rispettivamente -4,6 e 0,3 per cento)&#8221;. Il calo dell&#8217;occupazione ha riguardato soltanto i lavoratori dipendenti (-3,3 per cento), mentre il numero dei lavoratori autonomi e&#8217; cresciuto (3,9 per cento). &#8220;Tra i lavoratori dipendenti &#8211; si legge nel rapporto &#8211; , e&#8217; comunque aumentato il numero dei rapporti di lavoro trasformati da tempo determinato a indeterminato; secondo i dati dell&#8217;Osservatorio sul precariato diffusi dall&#8217;INPS, nel 2015 i contratti stabili, di nuova stipula o trasformati da precedenti rapporti a termine, hanno rappresentato circa la meta&#8217; dei nuovi rapporti di lavoro subordinato (8 punti percentuali in piu&#8217; rispetto all&#8217;anno precedente). Il tasso di occupazione della popolazione in eta&#8217; lavorativa (15-64 anni) e&#8217; sceso al 38,9 per cento, un livello inferiore a quello registrato nel Mezzogiorno e in Italia (rispettivamente, 42,5 e 56,3 per cento). Il divario con la media nazionale permane piu&#8217; elevato per le donne e per i giovani nella fascia di eta&#8217; tra i 25 e i 34 anni&#8221;. L&#8217;offerta di lavoro, cioe&#8217; la somma degli occupati e disoccupati con piu&#8217; di 15 anni di eta&#8217;, &#8220;si e&#8217; ridotta &#8211; prosegue la relazione &#8211; nel 2015 del 2,0 per cento , a fronte della stabilita&#8217; registrata nel Mezzogiorno e in Italia; al calo degli occupati si e&#8217; associato un decremento delle persone in cerca di occupazione (-4,1 per cento). Il tasso di attivita&#8217; delle persone con eta&#8217; compresa tra 15 e 64 anni &#8211; si legge &#8211; e&#8217; sceso al 50,7 per cento. I soggetti in cerca di lavoro sono stati in media 153 mila; rispetto al 2014, sono cresciuti tra gli uomini, mentre si sono ridotti tra le donne&#8221;.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Nel rapporto si sottolinea che &#8220;i disoccupati di lunga durata (ovvero da piu&#8217; di un anno) erano i due terzi del totale, una quota superiore al resto del paese. Nella media del periodo 2013-15 la quasi totalit\u00e0 dei disoccupati di lunga durata possedeva al massimo un diploma. Il 48 per cento non aveva precedenti esperienze lavorative, mentre il 55 per cento dei disoccupati di lunga durata aveva meno di 35 anni. Il tasso di disoccupazione &#8211; si legge &#8211; si \u00e8\u00a0attestato al 22,9 per cento, un dato superiore alla media del Mezzogiorno e a quella nazionale (rispettivamente 19,4 e 11,9 per cento). L&#8217;incidenza della disoccupazione si e&#8217; ridotta per i soggetti con pi\u00f9 di 35 anni, mentre ha continuato ad aumentare per i giovani tra i 15 e i 34 anni. La quota di giovani calabresi in tale classe di eta&#8217; che non lavorano, non studiano e non seguono un percorso di formazione per il lavoro (Neet) e&#8217; stata pari nel 2015 al 43,1 per cento (27,0 nella media nazionale)&#8221;. Questo dato, secondo il rapporto, &#8220;\u00e8cresciuto significativamente negli ultimi anni (era il 32,6 per cento nel 2007), anche in connessione al calo delle immatricolazioni universitarie. Alla riduzione dei Neet e&#8217; in particolare rivolto il programma &#8220;Garanzia giovani&#8221;, partito nel 2014 a livello nazionale con lo scopo di garantire ai giovani tra i 15 e i 29 anni un&#8217;offerta appropriata di lavoro o di formazione entro quattro mesi dall&#8217;inizio della disoccupazione o dall&#8217;uscita dal sistema di istruzione formale. Secondo il Report di monitoraggio del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, a marzo 2016 i giovani residenti in Calabria che si sono registrati al programma erano circa 53 mila. Il numero di giovani presi in carico, ossia di coloro per i quali \u00e8\u00a0\u00a0stato effettuato il colloquio presso i Centri per l&#8217;impiego, identificato il &#8220;profilo&#8221; e firmato il Patto di servizio, \u00e8\u00a0pari a circa 29 mila, il 54,9 per cento del numero complessivo di registrazioni (64,3 per cento in media a livello nazionale). La quasi totalita&#8217; dei presi in carico sono giovani che hanno un grado di difficolt\u00e0 a entrare sul mercato del lavoro definito &#8220;medio alto&#8221; o &#8220;alto&#8221; (94,0 per cento; 83,2 a livello nazionale). Sulla base dei dati Inps, si \u00e8\u00a0accentuato il calo delle ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni (CIG), che ha interessato tutte le componenti. L&#8217;incidenza degli occupati equivalenti in CIG sul totale dell&#8217;occupazione dipendente e&#8217; scesa allo 0,6 per cento (1,4 nel 2014), un dato &#8211; si evidenzia &#8211; in linea con il resto del paese&#8221;.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Cresciuto valore aggiunto agricoltura<\/strong><\/h2>\n<p>Il valore aggiunto dell&#8217;<strong>agricoltura<\/strong>, in Calabria, nel corso del 2015, \u00e8\u00a0aumentato anche se in misura inferiore a quanto registrato nel Mezzogiorno e in Italia. &#8220;Secondo i conti territoriali dell&#8217;Istat, il peso del settore primario &#8211; si legge &#8211; nella regione era pari nel 2014 a circa il 5 per cento in termini di valore aggiunto ), una quota pi\u00f9\u00a0che doppia rispetto alla media nazionale. L&#8217;agricoltura calabrese &#8211; prosegue Bankitalia &#8211; si caratterizza per il ruolo rilevante del sostegno pubblico, costituito da trasferimenti e agevolazioni fiscali: in base ai dati del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l&#8217;analisi dell&#8217;economia agraria, nel 2013 esso incideva per il 37,1 per cento del valore della produzione regionale (21,8 per cento in Italia). In particolare, il sostegno comunitario rappresentava circa i tre quinti del supporto pubblico, e si suddivideva in due componenti: gli aiuti diretti agli agricoltori dal Fondo europeo agricolo di garanzia (cosiddetto &#8220;primo pilastro&#8221;) e le risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (&#8220;secondo pilastro&#8221;), gestite dalla Regione attraverso il Programma di sviluppo rurale (PSR). A novembre 2015 &#8211; \u00e8\u00a0scritto al riguardo &#8211; \u00e8\u00a0stato approvato dalla Commissione Europea il PSR della Calabria per il periodo 2014-2020. La dotazione complessiva, pari a 1,1 miliardi di euro, e&#8217; suddivisa su 14 misure; tra le principali, spicca il sostegno all&#8217;agricoltura biologica (21,7 per cento della dotazione totale), oltre agli aiuti per investimenti in immobilizzazioni materiali (28,5 per cento), finalizzati al miglioramento della competitivit\u00e0 delle imprese agricole. In base ai dati Istat, &#8211; prosegue la nota &#8211; nel 2014 (ultimo anno disponibile) le coltivazioni legnose contavano per il 40 per cento del valore della produzione regionale (era il 55,0 nel 2007); tra di esse, si e&#8217; ridotto negli ultimi anni il peso degli agrumi e, soprattutto, dei prodotti dell&#8217;olivicoltura, mentre risulta in crescita l&#8217;incidenza delle produzioni fruttifere e vinicole. Tra le altre coltivazioni, &#8211; scrivono gli esperti di Bankitalia &#8211; continua a crescere il peso di patate e ortaggi, pari a circa un quarto (era il 17,5 per cento nel 2007)&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentata oggi a Catanzaro la relazione annuale sull&#8217;andamento dell&#8217;economia regionale.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":58111,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17,571,1],"tags":[],"class_list":["post-58110","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","category-in-evidenza","category-senza-categoria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58110","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58110"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58110\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58111"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58110"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58110"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}