{"id":58233,"date":"2016-06-19T10:42:52","date_gmt":"2016-06-19T08:42:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-tentativo-truffa-ad-unanziana-suo-figlio-avuto-un-incidente-ed-fermato-servono-4mila-euro\/"},"modified":"2023-01-17T12:06:51","modified_gmt":"2023-01-17T11:06:51","slug":"96707-cosenza-tentativo-truffa-ad-unanziana-suo-figlio-avuto-un-incidente-ed-fermato-servono-4mila-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/96707-cosenza-tentativo-truffa-ad-unanziana-suo-figlio-avuto-un-incidente-ed-fermato-servono-4mila-euro\/","title":{"rendered":"Cosenza, tentativo di truffa ad un&#8217;anziana: &#8220;suo figlio \u00e8 stato arrestato, servono 4mila euro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>La polizia di Cosenza da tempo mette in guardia gli anziani su alcuni &#8216;furbetti&#8217; che con lo stesso modus operandi, tentano di truffarli approfittando dell&#8217;apprensione di una madre per il proprio figlio.\u00a0<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Qualche giorno fa \u00e8 accaduto ancora una volta, ad una donna anziana residente nei pressi della zona dello stadio Marulla. La donna, che vive da sola, sente squillare il telefono. Dall&#8217;altra parte una persona, <strong>un uomo,<\/strong>\u00a0la informa che suo figlio, il primogenito,\u00e8 rimasto\u00a0coinvolto in un incidente stradale con la propria auto. E poi i particolari: &#8220;<em>Signora non si preoccupi, <strong>suo figlio<\/strong> sta bene, ma ha investito un ragazzo su una moto. La polizia intervenuta ha accertato per\u00f2 che la sua auto aveva\u00a0l&#8217;assicurazione scaduta. Pertanto lo ha sottoposto in stato di fermo ed in base ad una nuova legge, per &#8216;farlo uscire&#8217; serve una specie di <strong>cauzione<\/strong>&#8230; di quattro mila euro<\/em>&#8220;. Immaginate quindi l&#8217;apprensione dell&#8217;anziana per il proprio figlio.<\/p>\n<p>Ed ecco che per fortuna la malcapitata inizia ad avvertire uno strano odore di &#8216;truffa&#8217;. Conoscendo bene il figlio infatti, sa che non sarebbe capace di uscire in auto,\u00a0senza l&#8217;assicurazione e alla frase: &#8220;<strong>suo figlio ci ha detto che lei ha in casa i soldi per poter pagare la cauzione<\/strong>&#8220;, la potenziale vittima inizia a capire quanto le sta accadendo.<\/p>\n<p>Segue un botta e risposta tra i due interlocutori: &#8220;<em>Ma io non ho tutti questi soldi in casa, dovrei andare al bancomat&#8230;<\/em>&#8220;; e dall&#8217;altra parte: &#8220;<em>Eh si, signora faccia presto perch\u00e8 suo figlio tra poco verr\u00e0 portato in carcere<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Nel frattempo una vicina che la conosce bene e si trovava in casa al momento della telefonata, sentendola parlare,\u00a0di riflesso contatta tramite il cellulare\u00a0un altro figlio, spiegando quello che sta accadendo, che ovviamente \u00e8 all&#8217;oscuro di tutto. Il figlio immediatamente si rende conto del tentativo di truffa, e sollecita la madre a riattaccare immediatamente il telefono e a denunciare il fatto alle forze dell&#8217;ordine.\u00a0Spaventata l&#8217;anziana, segue il consiglio e tutto si chiude con una gran paura, mista alla rabbia di stare per cadere in un tranello, che le sarebbe costato 4 mila euro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-96720 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Anziana-telefono.jpg\" alt=\"Anziana telefono\" width=\"523\" height=\"240\" title=\"\"><\/p>\n<h2>Non fornire mai il codice bancario<\/h2>\n<p>Un altro <strong>tentativo di truffa<\/strong> che sta prendendo piede negli ultimi tempi \u00e8 quello di un<strong> call center<\/strong> in cui una persona, con <strong>accento<\/strong> evidentemente <strong>straniero<\/strong>, contatta le abitazioni e segnala un errore nell&#8217;importo della bolletta inviata, sottolineando che la compagnia \u00e8 intenzionata a <strong>risarcire<\/strong> il cliente\u00a0di un determinato importo. E qui inizia a chiedere numero cliente, dati personali fino ad arrivare al numero <strong>IBAN\u00a0<\/strong>del conto corrente. Qui si compie la truffa, in quanto per questo tipo di risarcimento basterebbe semplicemente detrarre dalle nuove bollette, l&#8217;importo che spetta al cliente. <strong>Mai pertanto, fornire, dati di questo genere<\/strong>.<\/p>\n<h2>02 &#8211; 80 88 69 27: il numero di telefono &#8216;truffa&#8217;<\/h2>\n<p>Mai rispondere a questo numero di telefono utilizzato dai malfattori per riuscire a sottrarre soldi dal piano tariffario del malcapitato di turno. E lo <strong>02-80886927<\/strong>, il numero incriminato, segnalato da qualche settimana da decine di utenti che sono finiti vittime del tranello.<\/p>\n<p><strong>Ogni volta che si risponde alla chiamata<\/strong> in arrivo, o si richiama perch\u00e9 non si \u00e8 fatto tempo a rispondere, i <strong>soldi vengono sottratti dalla sim<\/strong>, senza che nessuno se ne renda conto. &#8220;<strong>Pronto, pronto. Chi \u00e8?<\/strong>&#8220;. L&#8217;utente riceve la chiamata, ma chi sta dall&#8217;alta parte della cornetta non apre bocca.<\/p>\n<p>E pi\u00f9 <strong>tempo si trascorre in linea<\/strong>, <strong>pi\u00f9 soldi<\/strong> vengono <strong>rubati<\/strong>. Questo numero \u00e8 gi\u00e0 stato segnalato su diversi gruppi di Facebook e molti portali web. La\u00a0polizia postale sta indagando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La polizia di Cosenza da tempo mette in guardia gli anziani su alcuni &#8216;furbetti&#8217; che con lo stesso modus operandi, tentano di truffarli approfittando dell&#8217;apprensione di una madre per il proprio figlio.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":58234,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42,571],"tags":[],"class_list":["post-58233","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58233"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58233\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58234"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}