{"id":58460,"date":"2016-06-24T12:28:24","date_gmt":"2016-06-24T10:28:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/al-maca-di-acri-una-mostra-dedicata-al-pittore-mimmo-rotella\/"},"modified":"2023-01-17T12:07:20","modified_gmt":"2023-01-17T11:07:20","slug":"97470-al-maca-di-acri-una-mostra-dedicata-al-pittore-mimmo-rotella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/97470-al-maca-di-acri-una-mostra-dedicata-al-pittore-mimmo-rotella\/","title":{"rendered":"Al MACA di Acri una mostra dedicata al pittore Mimmo Rotella"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mimmo Rotella, nato a Catanzaro nel 1918, fu protagonista di primo piano del fermento che, tra Milano e Parigi, rivoluzion\u00f2 la scena dell\u2019arte degli anni Sessanta del Novecento.\u00a0<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ACRI (CS) &#8211; Le ampie sale del Piano Nobile del settecentesco Palazzo Sanseverino-Falcone, sede del museo alle pendici della Sila Greca, faranno da scenario a circa cinquanta opere di Rotella e di altri nomi di primo piano che, come lui, hanno fatto parte del movimento del<strong> Nouveau R\u00e9alisme<\/strong>, fondato dal critico francese Pierre Restany, il quale lo definiva come \u00abun modo piuttosto diretto di mettere i piedi per terra, ma a quaranta gradi sopra lo zero dada e a quel livello in cui l&#8217;uomo, se giunge a reintegrarsi nel reale, lo identifica con la sua trascendenza che \u00e8 emozione, sentimento e infine poesia\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A una collezione di circa<strong> trenta opere<\/strong> di Rotella, che ripercorrono l\u2019intera carriera dell\u2019artista e fungono da cuore dell\u2019intera mostra, si affiancano testimonianze artistiche di rilievo dei suoi compagni di viaggio in seno al Nouveau R\u00e9alisme (Arman, C\u00e9sar, Christo, Gerard Deschamps, Fran\u00e7ois Dufrene, Raymond Hains, Martial Raysse, Niki De Saint Phalle, Daniel Spoerri, Jean Tinguely, Jacques Villegl\u00e9), che, oltre a contestualizzare efficacemente l\u2019operato dell\u2019inventore della tecnica del <strong>d\u00e9collage<\/strong>, forniscono uno sguardo d\u2019insieme su uno dei movimenti avanguardistici pi\u00f9 rappresentativi e significativi della seconda met\u00e0 del secolo scorso, la cui influenza \u00e8 tutt\u2019oggi attuale e tangibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I celebri d\u00e9collage di<strong> Rotella<\/strong>, di cui in mostra sono presenti vari importanti esemplari, erano, per Pierre Restany \u00abla conseguenza logica di un totale inserimento nella cultura urbana del suo tempo. Una cultura urbana che lo sguardo, il Radar Mentale dell&#8217;artista, ha seguito nei momenti successivi della sua progressiva globalizzazione. Mimmo Rotella \u00e8 stato un &#8220;nouveau r\u00e9aliste&#8221; ante litteram a Roma negli anni Cinquanta, pre-pop a Parigi negli anni Sessanta, graffitaro e graffitista a Milano negli anni in cui lo era Basquiat a New York. Oggi come oggi Mimmo Rotella \u00e8 l&#8217;uomo del momento: ecco la storia di una perenne modernit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle parole del curatore della mostra, <strong>Francesco Poli<\/strong>, critico e storico dell\u2019arte di fama internazionale, con le sue opere, Rotella \u00abcompie uno strappo nei confronti della pittura tradizionale inventando un modo di distruggere e ferire l\u2019immagine, ma in realt\u00e0 la esalta e la rende unica, la sottrae alla ripetizione mediale che ne ruba l\u2019anima, e distruggendo i manifesti (cinematografici, politici, pubblicitari) li fa entrare nella storia dell\u2019arte contemporanea\u00bb.\u00a0La mostra, realizzata dall\u2019associazione Oesum Led Icima, che organizza e promuove l\u2019attivit\u00e0 espositiva del MACA, in collaborazione con l\u2019associazione De Arte, cade nel decimo anniversario dalla nascita del museo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mimmo Rotella, nato a Catanzaro nel 1918, fu protagonista di primo piano del fermento che, tra Milano e Parigi, rivoluzion\u00f2 la scena dell\u2019arte degli anni Sessanta del Novecento.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":58461,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[40,34],"tags":[],"class_list":["post-58460","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-spettacolo","category-magazine"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58460","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=58460"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/58460\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/58461"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=58460"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=58460"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=58460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}