{"id":59776,"date":"2016-07-26T17:03:27","date_gmt":"2016-07-26T15:03:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/le-vergogne-del-centro-accoglienza-di-camigliatello-in-un-report-choc\/"},"modified":"2023-01-17T12:10:05","modified_gmt":"2023-01-17T11:10:05","slug":"101838-le-vergogne-del-centro-accoglienza-di-camigliatello-in-un-report-choc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/101838-le-vergogne-del-centro-accoglienza-di-camigliatello-in-un-report-choc\/","title":{"rendered":"Le vergogne del centro accoglienza di Camigliatello racchiuse in un report"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cibo carente, totale assenza di assistenza sanitaria e nessun documento.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CAMIGLIATELLO SILANO (CS) &#8211; Li chiamano \u201ccentri di accoglienza straordinari\u201d. Ma non accolgono, non proteggono, non tutelano. La campagna LasciateCIEntrare approda nel cosentino. Sconvolgente relazione dopo la visita della delegazione composta da Luca Mannarino ed Emilia Corea a Camigliatello in uno dei tanti centri di accoglienza straordinaria della Provincia di Cosenza. &#8220;Il Centro visitato \u00e8 quello adibito all\u2019interno dell\u2019ex Hotel \u201cLa Fenice\u201d, gestito da A.N.I.MED. (Associazione Nazionale Interculturale Mediterranea).<strong> Al suo interno &#8211; si legge nel report stilato dai delegati &#8211; vengono ospitati circa 170 persone, tra cui 8 donne e, probabilmente, 8 minori<\/strong> (secondo quanto segnalatoci da un consigliere comunale): 50 sono state trasferite da un B&amp;B; 30 richiedenti asilo curdi, pakistani e afghani sono stati accolti dopo aver protestato davanti alla Prefettura di Cosenza; gli altri, a pi\u00f9 riprese, sono stati trasferiti direttamente dagli innumerevoli sbarchi che si stanno susseguendo sulle coste calabresi e siciliane.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2>LA VERSIONE DELLA PRESIDENTE DEL CENTRO<\/h2>\n<p>Poco meno di un mese fa, il 25 giugno, alcuni di noi, proprio all\u2019interno di quel B&amp;B adibito a centro di accoglienza incontrarono la presidente della citata A.N.I.MED., Cinzia Falcone, la quale non fece mistero del fatto che aspettasse la nostra visita. In quell\u2019occasione, a 10 giorni dalla sua apertura, raccont\u00f2 di una gestione del centro a dir poco perfetta. Mostr\u00f2 le <strong>dispense zeppe di fette biscottate, creme, saponi, detersivi, perfettamente ordinati, e gli scatoloni, appena arrivati, pieni di infradito da mare da distribuire ai ragazzi ospiti<\/strong>, che loro stessi comprarono su internet. Raccont\u00f2 di un menu settimanale, portato al centro dal ristorante \u201cIl Nibbio\u201d, che venne fatto redigere agli stessi migranti, di un welcome bag (kit di prima accoglienza) consegnato a tutti gli ospiti, cos\u00ec come 8 schede telefoniche per le chiamate internazionali, e di un punto internet sempre a loro disposizione all\u2019interno della cucina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Raccont\u00f2 ancora di tutti gli iter relativi ai controlli sanitari e al rilascio del permesso di soggiorno temporaneo che, secondo quanto riferito, erano gi\u00e0 tutti avviati, ma per i quali attendevano risposte da parte dell\u2019ASP di Castrovillari e della Prefettura. Intanto, ci tenne a sottolineare, alcuni migranti avevano richiesto dei test sanitari \u201cpreventivi\u201d, e, i prelievi fatti all\u2019interno del centro stesso, erano stati pagati dai gestori. Il pocket-money dovuto, ci disse, era stato distribuito a tutti gli ospiti e il marted\u00ec della settimana seguente sarebbero iniziati i corsi di italiano all\u2019interno dell\u2019oratorio del paese. <strong>Totalmente diverse furono, invece, le nostre impressioni e, soprattutto, la versione dei ragazzi ospitati.\u00a0<\/strong>Dopo circa un mese, dunque, per la gioia di chi guadagna su ogni singola persona al suo interno, il Centro di Accoglienza in questione si \u00e8 miracolosamente ingrandito, tanto da aver spostato la sua locazione in una struttura alberghiera in disuso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>LA REALTA&#8217; RISCONTRATA ALL&#8217;INTERNO DEL CENTRO<\/h2>\n<p>Dopo circa un mese, per\u00f2, la situazione all\u2019interno del si \u00e8 notevolmente aggravata. Appena arrivati al centro abbiamo trovato vecchi e nuovi amici, costretti a vivere in uno dei nuovi lager. Appena arrivati abbiamo avuto modo di percepire tutta la loro rabbia e preoccupazione per la loro condizione attuale e per l\u2019impossibilit\u00e0 di immaginarne una futura. Abbiamo, per l\u2019ennesima volta, percepito la <strong>superficialit\u00e0 e l\u2019indifferenza con cui gli enti competenti e i privati affidatari trattano le tante vite umane che si ritrovano a gestire,<\/strong> considerate nulla pi\u00f9 che numeri dagli uni e, soprattutto, fonte di ricchezza dagli altri.\u00a0Quindi, decaduta l\u2019attenuante relativa alla fase di assestamento iniziale, con cui si era pi\u00f9 volte giustificata la gestrice del centro durante il nostro primo incontro, ci\u00a0poniamo alcune domande.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dopo un mese dal loro arrivo, gran parte degli ospiti del centro, cos\u00ec come ci raccontano loro stessi, e sicuramente tutti i 50 che prima erano nel B&amp;B, (e per i quali, a detta della stessa presidente, erano gi\u00e0 state avviate tutte le procedure del caso) non sono neanche in possesso del Modello C3, con cui viene formalizzata la domanda di richiedente protezione internazionale, e che ha la validit\u00e0 di un vero e proprio permesso di soggiorno temporaneo? E come mai ancora nessuno dei ragazzi ha effettuato gli accertamenti sanitari del caso, n\u00e9 risulta, ovviamente, iscritto al Servizio Sanitario Nazionale?\u00a0A quale strano impedimento bisogna addebitare il fatto che<strong> quello splendido menu che ci \u00e8 stato presentato un mese prima, ancora oggi non sia neanche lontanamente simile a quello che i ragazzi sono costretti a mangiare ogni giorno:<\/strong> pasta, riso, patate e, una volta a settimana, carne di pollo?\u00a0Perch\u00e9 nessuno dei ragazzi, secondo quanto riferitoci dagli stessi, ha avuto ancora un telefono e\/o una scheda telefonica e\/o la possibilit\u00e0 di accedere ad internet, nonostante le bellissime parole e il bell\u2019angolo organizzato dalla Falcone durante la nostra prima \u201cattesa\u201d visita?<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2>COME VIVONO I MIGRANTI IN SILA<\/h2>\n<p>Quella che ci si presenta davanti \u00e8, dunque, una situazione a dir poco pessima: molti degli ospiti sono, infatti, costretti a dormire su materassi stesi sul pavimento, senza lenzuola n\u00e9 cuscini; la corrente elettrica all\u2019interno della struttura \u00e8 assente per molte ore al giorno<strong>,<\/strong> garantita solo da un gruppo elettrogeno che, ovviamente non pu\u00f2 sostenere il fabbisogno di 170 persone; stessa cosa dicasi per l\u2019inesistente acqua calda.<strong> I ragazzi ci mostrano, inoltre, abrasioni e irritazioni cutanee sulle loro gambe lamentando la mancanza di assistenza sanitaria.\u00a0<\/strong>I fili dell\u2019impianto elettrico, all\u2019interno delle stanze sono scoperti e molti bagni sono privi di rubinetteria; tutti gli abiti che hanno addosso, eccetto le famose ciabatte da mare, sono stati donati dalla popolazione locale; il pocket-money non \u00e8 stato pi\u00f9 erogato; per poter mangiare sono costretti a risse quotidiane, in considerazione del fatto che la \u201csala mensa\u201d del centro ha al suo interno un solo tavolo, dove viene adagiato il vitto. Aggiungono che 30 ragazzi, qualche giorno prima della nostra visita, sono stati trasferiti d\u2019urgenza chiss\u00e0 dove, per aver osato protestare contro la condizione in cui erano costretti a vivere, e precedentemente descritta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Almeno due ragazzi incontrati, infine, <strong>riferiscono di essere minorenni ma di essere stati costretti, all\u2019arrivo, a dichiarare un\u2019et\u00e0 anagrafica diversa.<\/strong>\u00a0Ad aggravare il tutto \u00e8 il contesto entro cui si trovano a vivere: il trasferimento di decine e decine di migranti all\u2019interno di un piccolo centro silano, senza un\u2019interlocuzione con le amministrazioni locali, e senza seri programmi di integrazione che passino per la conoscenza dell\u2019altro, porta, inevitabilmente, a timori e malcontenti all\u2019interno di una popolazione che, spesso e volentieri, ignora la grande possibilit\u00e0 di \u201ccontaminazione\u201d, e il conseguente arricchimento, che gli viene offerto.\u00a0Perch\u00e9 ci fate tutte queste domande? Ci avevano chiesto i richiedenti asilo nel corso della nostra precedente visita. Guardate come viviamo, guardate come siamo ridotti, le nostre cicatrici, i nostri vestiti. Guardate nei nostri occhi. Non avrete bisogno di chiederci altro. Abbiamo guardato! Con l\u2019amara consapevolezza che, ancora una volta, la nostra denuncia verr\u00e0 accolta con indifferenza da coloro che dovrebbero vigilare affinch\u00e9 condizioni di vita dignitose siano garantite a chi, in fuga da bombe, guerre e tortura ha visto, invece, naufragare le sue speranze di una vita migliore all\u2019interno degli steccati della Fortezza Europa&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cibo carente, totale assenza di assistenza sanitaria e nessun documento.<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":59777,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28],"tags":[],"class_list":["post-59776","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59776","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59776"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59776\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59777"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59776"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59776"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59776"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}