{"id":60808,"date":"2016-08-30T09:00:00","date_gmt":"2016-08-30T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/estorsioni-usura-blitz-dei-carabinieri-cosenza-manette-anche-calciatore-andrea-modesto\/"},"modified":"2023-01-17T12:12:08","modified_gmt":"2023-01-17T11:12:08","slug":"106392-estorsioni-usura-blitz-dei-carabinieri-cosenza-manette-anche-calciatore-andrea-modesto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/106392-estorsioni-usura-blitz-dei-carabinieri-cosenza-manette-anche-calciatore-andrea-modesto\/","title":{"rendered":"Blitz &#8216;Laqueo&#8217;: dal conto corrente di Modesto i soldi da prestare agli imprenditori &#8216;strozzati&#8217; (TUTTI I NOMI)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il blitz dei carabinieri del Ros e quelli del Comando provinciale di Cosenza \u00e8 scattato alle prime luci dell&#8217;alba ed ha portato all&#8217;arresto di 14 persone. In manette anche Francesco Modesto, ex calciatore di Reggina, Cosenza e Crotone\u00a0<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Un&#8217;ordinanza di custodia cautelare a carico di 14 persone appartenenti ad un&#8217;organizzazione dedita a <strong>usura e estorsioni aggravate dalle finalit\u00e0 mafiose<\/strong>. I <strong>carabinieri del Ros<\/strong> e quelli del Comando provinciale di Cosenza hanno scoperto un gruppo criminale legato alle cosche<strong> Cicero-Lanzino e Rango-Zingari,<\/strong> egemoni su Cosenza, che utilizzavano i capitali sporchi della &#8216;ndrangheta per <strong>prestare soldi ad usura<\/strong> con <strong>tassi di oltre il 30% mensili<\/strong>. Chi non pagava\u00a0subiva\u00a0minacce e attentati. A Cosenza gli uomini della &#8216;Ndrine reinvestivano in questo modo tutti\u00a0i soldi della droga e delle estorsioni. Un patto di ferro tra le due cosce per gestire il mercato dei soldi a strozzo e scoperto dai Ros che ha arrestato 14 tra capi e gregari.<\/p>\n<p>L&#8217;operazione antimafia \u00e8 stata denominata &#8220;<strong>Laqueo<\/strong>&#8221;\u00a0e tra gli arrestati c&#8217;\u00e8 anche un nome eccellente, quello di\u00a0<strong>Francesco Modesto,\u00a0<\/strong><strong>calciatore professionista<\/strong>\u00a0ex calciatore di\u00a0serie A e B che ha vestito anche la <strong>maglia del\u00a0Cosenza in serie B nel 2001\/2002<\/strong> (si era anche parlato anche di un suo possibile ritorno in questa stagione) oltre che\u00a0del Crotone citt\u00e0 in cui \u00e8 nato, dove ha contribuito lo scorso anno alla storica promozione in serie A dei pitagorici. <strong>Modesto,<\/strong>\u00a0trentaquattro anni \u00e8 attualmente svincolato. Nella sua carriera oltre a quella rossoblu, ha giocato anche con\u00a0Palermo, Reggina, Genoa, Bologna, Pescara, Padova e Parma.\u00a0Tuttavia \u00e8 proprio a Cosenza che Modesto si fa\u00a0conoscere al grande calcio. A soli 16 anni mister Giuliano Sonzogni lo port\u00f2 in ritiro con la prima squadra,\u00a0mentre sar\u00e0\u00a0Bortolo Mutti a farlo debuttare\u00a0in serie B a soli 17 anni. Gioc\u00f2\u00a030 partite<strong>\u00a0<\/strong>diventando uno dei migliori terzini dell&#8217;intera cadetteria. L&#8217;anno successivo\u00a0Zamparini lo port\u00f2\u00a0a Palermo e da li inizi\u00f2 la sua grande ascesa nel grande calcio italiano.<\/p>\n<p>A Maggio dello scorso anno l&#8217;<span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1389\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>operazione denominata &#8220;Doomsday&#8221; contro la cosca Rango-Zingari di Cosenza<\/strong><\/span><\/a><\/span>\u00a0aveva portato all&#8217;<strong>arresto di\u00a013\u00a0persone<\/strong>\u00a0tutte accusate\u00a0di\u00a0<strong>associazione mafiosa<\/strong>, <strong>estorsione<\/strong>, associazione per delinquere finalizzata al <strong>traffico di droga<\/strong> e alla <strong>detenzione e porto illegali di armi.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_106421\" style=\"width: 618px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-106421\" class=\"wp-image-106421\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Francesco-Modesto2.jpg\" alt=\"l calciatore Francesco Modesto ex calciatore di Cosenza, Reggina e Crotone\" width=\"608\" height=\"351\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-106421\" class=\"wp-caption-text\"><em>Francesco Modesto ex calciatore di Cosenza, Reggina e Crotone<\/em><\/p><\/div>\n<h2>Dal conto corrente di Modesto, i soldi da &#8216;prestare&#8217; a tassi usurai<\/h2>\n<p>Le cosche cosentine utilizzavano il suo conto corrente come una \u00abbacinella\u00bb dalla quale attingere danaro contante per poi prestarlo a tassi usurai e il calciatore Francesco Modesto, sarebbe stato coinvolto in questo meccanismo dal suocero, Luisiano Castiglia, legato ai clan Cicero-Lanzino e Rango-Zingari, attivi a Cosenza. Castiglia avrebbe garantito le somme di denaro necessarie per far fronte alle richieste degli imprenditori strozzati che, vivendo difficolt\u00e0 economiche, si rivolgevano alle cosche cosentino per ottenere dei prestiti da restituire per\u00f2, con tassi usurai sino al 30%.<\/p>\n<p>Secondo le indagini il <strong>suocero di Modesto<\/strong>, riceveva le<strong> richieste da Roberto Violetta Calabrese<\/strong>, ex esponente delle &#8216;ndrine di Cosenza, <strong>diventato<\/strong> poi <strong>collaboratore di giustizia<\/strong> e grazie al quale, \u00e8 stato possibile ricostruire il giro d&#8217;usura.<br \/>\nAnche gli imprenditori vittime del sistema hanno contribuito a fermare l&#8217;attivit\u00e0 illecita. Inoltre, \u00e8 stato accertato come il recupero dei crediti erogati ed il rispetto degli accordi usurari, venissero garantiti anche con il ricorso a violenze e minacce nei confronti degli stessi imprenditori. In alcuni casi veniva anche imposta l&#8217;assunzione di personale &#8216;indicato&#8217; dai clan e la realizzazione di lavori edili a favore degli indagati e di loro imprese, quale corrispettivo delle somme di denaro dovute dalle vittime. Tra i lavori effettuati ci sarebbero anche quelli, &#8216;gratuiti&#8217;, per la casa di Cosenza dove il calciatore risiede.\u00a0In pratica erano i <strong>soldi guadagnati dal calciatore<\/strong> nella sua brillante carriera ad essere utilizzati dal <strong>suocero Luisiano Castiglia<\/strong>, detto &#8220;Mimmo&#8221;, <strong>per effettuare prestiti usurai<\/strong>. Per i magistrati della Dda di Catanzaro il\u00a0calciatore sarebbe stato un finanziatore del gruppo criminale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-106404 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Francesco-Modesto.jpg\" alt=\"Francesco Modesto\" width=\"530\" height=\"334\" title=\"\"><\/p>\n<h3>Per fermare\u00a0il pentito Calabrese Violetta tentarono di uccidere il fratello<\/h3>\n<p>L&#8217;organizzazione criminale aveva provato a &#8216;<strong>fermare<\/strong>&#8216; la collaborazione con la giustizia di<strong> Roberto Calabrese Violetta<\/strong>, che era il \u00a0contabile del gruppo, <strong>tentando di uccidere il\u00a0fratello Sandro<\/strong>. Il tentato omicidio viene contestato a Mario Mandaliti, 50 anni e l&#8217;episodio risale <strong>al 6 marzo 2013<\/strong> negli stessi istanti in cui il nuovo pentito stava rendendo le sue prime dichiarazioni ai pm della Dda. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori<strong>, quel pomeriggio due uomini a bordo di un&#8217;auto<\/strong> si sarebbero avvicinati al <strong>solarium<\/strong> di propriet\u00e0 dei <strong>familiari<\/strong> del<strong> collaboratore di giustizia<\/strong>. Dietro i vetri dell&#8217;attivit\u00e0 commerciale si trovavano<strong> il fratello e il padre del pentito<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I due obiettivi<\/strong> del killer sarebbero <strong>scampati\u00a0<\/strong>all&#8217;agguato buttandosi\u00a0a terra e schivando i due colpi sparati in rapida successione. Avvertito di quanto accaduto poco prima Roberto Violetta Calabrese davanti ai magistrati che lo interrogavano ha fatto mettere a verbale: &#8220;<em>Atteso quanto avvenuto, sono ancora pi\u00f9 determinato nel mio proposito di collaborare con la giustizia&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Il nome di Francesco Antonio Modesto, \u00e8 stato fatto proprio dal pentito<\/strong>, che ha raccontato della disponibilit\u00e0 del calciatore a mettere denaro liquido a disposizione dei clan mafiosi, perch\u00e8 fosse prestato ad usura. E questo tramite il suocero, Castiglia, elemento di spicco della cosca Lanzino-Cicero. Dalle indagini \u00e8 emerso anche il coinvolgimento di uno degli indagati, <strong>Mario Mandoliti<\/strong>, anche lui legato a Luisiano Castiglia, nel<strong> tentato omicidio di Sandro Calabrese Violetta,<\/strong> fratello del collaboratore di giustizia.<\/p>\n<p>La procura distrettuale di Catanzaro questa mattina ha fatto scattare i provvedimenti restrittivi eseguiti dal Ros dei carabinieri che vedono Francesco <strong>Modesto stato parte integrante dell&#8217;organizzazione criminal<\/strong>e. Secondo i magistrati infatti, l&#8217;ex calciatore era al corrente del fatto che il suocero prelevava ingenti somme di denaro dal suo conto corrente per prestarlo a tassi usurai ed avrebbe per questo, ottenuto benefici economici mensili che si aggiravano sui <strong>15mila euro.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">I nomi dei 14 destinatari delle ordinanze cautelari nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Laqueo&#8221;<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Gianfranco Bevilacqua,<\/strong> 49 anni<\/li>\n<li><strong>Luisiano Castiglia<\/strong>, alias &#8220;Mimmo&#8221;, 63 anni<\/li>\n<li><strong> Ermanna Costanzo<\/strong>, 62 anni<\/li>\n<li><strong>Giuseppe De Cicco<\/strong>, 37 anni<\/li>\n<li><strong>Domenico Fusinato<\/strong>, 48 anni<\/li>\n<li><strong>Giuseppe Garofalo<\/strong>, 54 anni<\/li>\n<li><strong>Danilo Magurno<\/strong>, 30 anni<\/li>\n<li><strong>Francesco Magurno<\/strong>, 59 anni<\/li>\n<li><strong>Mario Mandoliti<\/strong>, 50 anni<\/li>\n<li><strong>Francesco Antonio Modesto<\/strong>, 34 anni<\/li>\n<li><strong>Giovanni Guarasci<\/strong>, 77 anni (assegnato ai domiciliariOrdinanze sono state emesse anche nei confronti di <strong>Massimo Brunetti<\/strong>, 55 anni, <strong>Francesco Patitucci<\/strong>, 55 anni, e <strong>Maurizio Rango<\/strong>, 40 anni,<strong> gi\u00e0 detenuti<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Procuratore Bombardieri: \u201csono state le vittime a svelare i rapporti con gli usurai\u201d<\/strong><\/h3>\n<p>Il <strong>procuratore<\/strong> aggiunto di Catanzaro, Giovanni <strong>Bombardieri<\/strong>, nel corso della conferenza stampa ha voluto sottolineare che sono state le <strong>dichiarazioni<\/strong> delle vittime a svelare i rapporti usurai tra le cosche e imprenditori cosentini; &#8220;soldi che provenivano dalla<strong> &#8220;bacinella&#8221; dei clan<\/strong> e che &#8211; Secondo Bombardieri &#8211; venivano prestati proprio <strong>sottolineando<\/strong> questo <strong>aspetto<\/strong> che rappresentava cos\u00ec una <strong>minaccia<\/strong> evidente sulla provenienza e sul metodo di prestito. \u201cL&#8217;operazione da&#8217; uno spaccato dell&#8217;usura nel Cosentino anche per gli investimenti delle cosche in quell&#8217;area. Nel prestare i soldi si specificava che provenivano dalla bacinella delle cosche&#8221;. &#8220;La forza di questa operazione &#8211; ha detto Bombardieri &#8211; sono proprio le dichiarazioni delle persone offese, che hanno svelato i rapporti usurai che si erano instaurati nel tempo. Alcuni soggetti sono stati vittime di pi\u00f9\u00a0usurai anche per fare fronte ai vari prestiti&#8221;.<\/p>\n<h3>Pm Luberto: &#8220;L&#8217;usura sono i Bot della criminalit\u00e0 organizzata&#8221;.<\/h3>\n<p>&#8220;I personaggi coinvolti nell&#8217;inchiesta &#8211; ha dichiarato in conferenza stampa\u00a0 il procuratore aggiunto di Catanzaro Vincenzo Luberto\u00a0&#8211; dimostrano come la<strong> &#8216;ndrangheta gestisca in prima persona il mercato dell&#8217;usura<\/strong>&#8220;. Una presenza evidenziata davanti alle\u00a0vittime, che venivano intimorite perch\u00e8 veniva spiegato loro che i soldi prestati, venivano direttamente dalla &#8220;bacinella&#8221; della cosca, la somma comune usata per le spese dei clan.\u00a0Luberto si \u00e8 rivolto agli imprenditori vittime delle cosche: &#8220;<strong>Denunciare conviene anche economicamente,<\/strong> per le vittime si garantisce l&#8217;accesso a fondi anti usura. Non ci sono ragioni per indugiare nella denuncia&#8221;.<\/p>\n<p>Alla conferenza stampa ha partecipato anche il <strong>capitano del Ros Giovanni Migliavacca:<\/strong>\u00a0&#8220;L&#8217;attivit\u00e0 investigativa &#8211; ha detto\u00a0&#8211; ha consentito di svelare come gli imprenditori sotto usura fossero vittime anche di estorsioni, costretti a effettuare lavori gratuitamente, a far lavorare ditte segnalate dai clan o addirittura assumere personaggi dell&#8217;organizzazione criminale&#8221;. Il<strong> colonnello Milko Verticchio<\/strong>, comandante del Reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri di Cosenza, ha infine reso noto che durante le perquisizioni effettuate questa mattina sono stati rinvenuti <strong>assegni<\/strong> e altro materiale che potr\u00e0 consentire ulteriori sviluppi alle indagini.<\/p>\n<h3><strong>Castiglia assolto nell\u2019inchiesta &#8216;Squarcio&#8217; un anno fa<\/strong><\/h3>\n<p>Nel giugno 2015 il suocero di Modesto, Luisiano Castiglia, era stato assolto nel processo scaturito dall&#8217;operazione denominata &#8220;<strong>Squarcio<\/strong>&#8220;, compiuta nel 2000 contro i clan del Cosentino. Le accuse nei confronti degli imputati, tra cui Castiglia, erano di gestito il racket delle estorsioni, imponendo il pizzo alle societ\u00e0 titolari degli appalti per l&#8217;<strong>ammodernamento dell\u2019A3<\/strong>. Per Luisiano Castiglia,<strong> il pm Bruni aveva chiesto 8 anni<\/strong> per associazione mafiosa e associazione finalizzata al narcotraffico. In quel caso secondo l\u2019impianto accusatorio, il pizzo che gli imprenditori dovevano pagare si aggirava intorno al 2-3 % del valore dell&#8217;appalto, cifre enormi viste l&#8217;entit\u00e0 dei lavori sull&#8217;autostrada. A fare da tramite tra le famiglie di &#8216;ndrangheta e le vittime del racket ci sarebbero stati anche imprenditori collusi.<\/p>\n<h3><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il blitz dei carabinieri del Ros e quelli del Comando provinciale di Cosenza \u00e8 scattato alle prime luci dell&#8217;alba ed ha portato all&#8217;arresto di 14 persone. 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