{"id":60816,"date":"2016-08-30T08:48:52","date_gmt":"2016-08-30T06:48:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/migranti-visita-nellhotel-fattoria-stocchi-adibito-a-cas-servizi-inadeguati-e-nessuna-assistenza-sanitaria\/"},"modified":"2023-01-17T12:12:09","modified_gmt":"2023-01-17T11:12:09","slug":"106433-migranti-visita-nellhotel-fattoria-stocchi-adibito-a-cas-servizi-inadeguati-e-nessuna-assistenza-sanitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/106433-migranti-visita-nellhotel-fattoria-stocchi-adibito-a-cas-servizi-inadeguati-e-nessuna-assistenza-sanitaria\/","title":{"rendered":"Migranti: visita nell&#8217;Hotel &#8220;Fattoria Stocchi&#8221; adibito a CAS,  nessuna assistenza sanitaria (AUDIO)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nell&#8217;ambito della campagna &#8220;LasciateCIEntrare, una delegazione ha visitato il CAS, Centro di Accoglienza Straordinaria di via Todaro Quattromiglia di Rende.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>RENDE (CS) &#8211; Hotel e alberghi in Comuni che ospitano i tanti migranti su decisione delle <strong>Prefetture<\/strong>; strutture che guadagnano<strong> 35 euro circa<\/strong> per ogni persone ospitata\u00a0ma che poi non offrono un servizio di accoglienza adeguato.\u00a0E&#8217; la storia di inadempienze, clientelismo, speculazioni, mancanza di trasparenza e violazioni continue dei diritti dei migranti che viene raccontata dalle tante associazioni che si occupano della loro tutela, e che riscontrano oggettive problematiche di un&#8217;emergenza che \u00e8 diventata la regola: quella in base alla quale le Prefetture rincorrono i privati e le cooperative \u201camiche\u201d per la stipula di convenzioni deboli e standard inadeguati.<\/p>\n<p>&#8220;E\u2019 quanto denunciamo da anni &#8211; scrivono i rappresentanti delle associazioni aderenti alla <strong>campagna LasciateCIEntrare<\/strong> &#8211; ed \u00e8 quanto vediamo nel corso delle nostre<strong> visite di monitoraggio nell\u2019universo variegato dei C.A.S.<\/strong>, dove capita che l\u2019accoglienza ai richiedenti asilo sia affidata a una ditta di ristorazione o all\u2019albergatore che in un periodo di crisi per il turismo italiano, ha intravisto nell\u2019accoglienza ai migranti la possibilit\u00e0 di rimpolpare le proprie finanze; alla cooperativa che si occupa di tossicodipendenze o ad agenzie di formazione professionale. Sono centinaia i migranti che abbiamo incontrato dentro e fuori le mura dei centri, centinaia di occhi stanchi, di mani che abbiamo stretto, di storie atroci che abbiamo ascoltato&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Chiss\u00e0 come immaginava R. sarebbe stata la sua vita in Italia dopo essere sopravvissuto al naufragio di pochi mesi fa, quella notte in cui vide il corpo di suo fratello galleggiare tra le onde alte di un mare in tempesta? Quanta amarezza nel racconto di M., scampato a un incendio appiccato dai talebani nella scuola in cui insegnava. Voci e occhi spenti, T. ci racconta, invece, di essere sopravvissuta a un tentativo di essere bruciata viva. Immancabile, arriva la domanda: <strong>\u201cQuali sono i nostri diritti in questo posto?&#8221;<\/strong>, &#8220;Perch\u00e9 nessuno si occupa di noi?&#8221;, \u00a0\u201cPerch\u00e9 quando stavo male nessuno mi ha portato dal dottore o perch\u00e9 nessuno mi ha dato medicinali quando avevo mal di denti?&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Storie di abbandono e solitudine<\/strong> quelle che i migranti ospiti dei centri di accoglienza finora monitorati raccontano. E sono le stesse storie che hanno raccontato anche le persone incontrate lo scorso 25 giugno nel centro di accoglienza straordinaria nato pochi mesi fa all\u2019interno della \u201cFattoria Stocchi\u201d, hotel situato in via Todaro nel comune di Rende, nei pressi dell\u2019uscita autostradale di Cosenza Nord a Quattromiglia dove si \u00e8 recata pi\u00f9 volte una delegazione composta da Emilia Corea, Luca Mannarino, Maurizio Alfano, Francesco Formisani, Flavia Lisotti, Marco Ascrizzi, Luana Ammendola, Francesco Cirino.<\/p>\n<p><strong>Emilia Corea,<\/strong> ha raccontato le condizioni riscontrate nel <strong>CAS di Rende<\/strong> ai microfoni di <strong>Rlb Radioattiva.<\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\"><strong>ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA<\/strong><\/span><br \/>\n[audio_mp3 url=&#8221;http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Emilia-Corea-CAS-Rende.mp3&#8243;]<\/p>\n<p>Una parte dell&#8217;hotel, situato in pieno centro urbano a Rende, da qualche mese adibita a centro di accoglienza straordinaria nel quale vivono <strong>20 persone, tutte richiedenti asilo<\/strong> proveniente dal <strong>Togo, dalla Nigeria, dalla Guinea, dall\u2019Eritrea<\/strong>. Tra di loro<strong> due donne in stato di gravidanza<\/strong> avanzata.<\/p>\n<h2>Il racconto dei migranti<\/h2>\n<p>I gestori avrebbero in un primo momento\u00a0vietato l&#8217;accesso alla delegazione di LasciateCIEntrare che per\u00f2 \u00e8 riuscita ad incontrare\u00a0e parlare con i migranti all\u2019esterno della struttura. &#8220;Le condizioni di accoglienza &#8211; raccontano &#8211; sono pressoch\u00e9 identiche agli altri centri finora visitati. I ragazzi ci riferiscono che non esiste un mediatore culturale all\u2019interno, n\u00e9 un servizio di assistenza legale e sanitaria adeguato. Le lamentele sono relative, soprattutto, a<strong>l cibo scadente<\/strong> e insufficiente che viene loro somministrato: una caratteristica della maggior parte dei centri visitati finora riguarda, tra l\u2019altro, il fatto che<strong> frutta e verdura<\/strong> siano completamente <strong>assenti<\/strong> dai vari menu&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ci\u00a0colpisce la presenza di un<strong> ragazzo piccolo ed emaciato<\/strong>, tanto da farci <strong>sospettare<\/strong> che si tratti di un <strong>minore ma che i<\/strong>nterpellato, continua a ripetere di essere maggiorenne. Ci racconta di essere arrivato in Italia la fine di maggio, dopo un periodo di soggiorno in Libia: <strong>all\u2019interno di un carcere libico<\/strong>, per l\u2019esattezza. E il solito campanello d\u2019allarme comincia a suonare con insistenza nelle nostre orecchie. \u201cCom\u2019era la vita in carcere?\u201d chiediamo. E\u2019 un fiume in piena: ci racconta di essere stato p<strong>icchiato tutti i giorni con pugni e manganelli<\/strong>. Ci mostra i segni delle <strong>bruciature sulla pelle.<\/strong> Ci mostra i segni della terribile <strong>falaka<\/strong>, una forma di <strong>tortura<\/strong> che consiste nel colpire le piante dei piedi della vittima con un oggetto duro che pu\u00f2 essere una frusta, una verga od un oggetto simile. Il dolore inflitto dalla tortura sta soprattutto nel fatto che va a colpire molti tendini, nervi e piccole ossa presenti nel piede.\u00a0Arrivato in Italia, \u00e8 stato catapultato all\u2019interno di uno dei tanti \u201cincubatori di vulnerabilit\u00e0\u201d presenti sul territorio, un luogo dove nessuno degli operatori, presumibilmente, si \u00e8 mai chiesto da cosa derivino i segni che molti richiedenti asilo si portano addosso rendendo, a volte, i loro corpi simili a delle carte geografiche. N\u00e9 perch\u00e9 il ragazzino in questione balbetti in maniera evidente quando inizia a raccontare la sua vita, palesando di fatto un trauma psicologico, verosimilmente derivante dalle violenze alle quali \u00e8 stato sottoposto. Vulnerabilit\u00e0 che si vanno ad aggiungere a vulnerabilit\u00e0 pregresse.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-106437 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/report-cosenza.jpg\" alt=\"report cosenza\" width=\"417\" height=\"302\" title=\"\"><\/p>\n<h2>Per alcuni l\u2019inferno \u00e8 sulla terra<\/h2>\n<p>&#8220;Andiamo via dopo avere informato le persone in questione che esiste un posto a Cosenza in cui alcuni medici aiutano i sopravvissuti a tortura, a superare i traumi che ne derivano. Andiamo via, ancora una volta accompagnati dal senso di rabbia e di impotenza, accompagnati dalla consapevolezza che nessuno si prender\u00e0 cura di questo piccolo uomo che la vita ha costretto a crescere maledettamente in fretta&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Decidiamo di ritornare al C.A.S. in questione in data 4 agosto 2016. Ancora una volta gli operatori, o meglio, i receptionist dell\u2019hotel, si rifiutano di riceverci in quanto \u2013 dicono &#8211; la responsabile della struttura \u00e8 assente. Ci fermiamo, quindi, all\u2019esterno del centro a chiacchierare con i migranti incuriositi dalla nostra presenza. La situazione presentataci appare, per\u00f2, identica a quella della prima visita. <strong>Ci riferiscono di essere tuttora senza assistenza sanitaria e senza iscrizione al S.S.N<\/strong>.: una ragazza, arrivata da tre settimane, ancora priva del Modello C3, ci racconta di malori per i quali non \u00e8 stata curata, n\u00e9 accompagnata da un dottore. Si lamentano della qualit\u00e0 del cibo e della mancanza di frutta e verdura. Veniamo interrotti all\u2019improvviso dall\u2019arrivo della <strong>responsabile del centro<\/strong> la quale, interpellata, ci assicura che la gestione del centro \u00e8 ineccepibile:\u00a0\u201c<em>Li tratto come se fossero miei figli<\/em>\u201d ci dice \u201c<em>alcuni di loro mi chiamano mamma<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ma a distanza di qualche giorno, arriva una telefonata che \u00e8 una richiesta di aiuto: una<strong> donna \u201cospite\u201d del centro ci chiede di accompagnarla dal medico<\/strong>. Ci riferisce di sentirsi male, di avvertire un dolore insistente al ventre, di avere mal di testa da diversi giorni. Le chiediamo come mai non abbia avvertito gli operatori o la responsabile del centro; ci risponde che non c\u2019\u00e8 nessun operatore, nessuno che si sia interessato del suo malessere. Il mattino successivo, in data 8 agosto &#8211; conclude la nota della delegazione &#8211;\u00a0\u00a0ci rechiamo nuovamente presso la struttura per verificare lo stato di salute della donna e per accompagnarla dal medico dell\u2019ambulatorio medico \u201cSenza Confini\u201d per una visita generale.\u00a0La prima, ci racconta la signora &#8211; conclude la nota &#8211; da quando \u00e8 arrivata in Italia.<strong> Vite marchiate da ferite visibili e invisibili,<\/strong> persone, come lei, vittime della malaccoglienza Made in Italy, sulla cui pelle lucrano affaristi, trafficanti e impresari, con il beneplacito di prefettura e ministero. Benvenuti presso l\u2019Hotel Residence Fattoria Stocchi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ambito della campagna &#8220;LasciateCIEntrare, una delegazione ha visitato il CAS, Centro di Accoglienza Straordinaria di via Todaro Quattromiglia di Rende.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":60817,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,571,44],"tags":[],"class_list":["post-60816","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-in-evidenza","category-rende"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60816","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60816"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60816\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60817"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60816"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60816"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60816"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}