{"id":60941,"date":"2016-09-02T09:08:40","date_gmt":"2016-09-02T07:08:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/violenza-sessuale-gruppo-minorenni-10-arresti\/"},"modified":"2023-01-17T12:12:25","modified_gmt":"2023-01-17T11:12:25","slug":"107005-violenza-sessuale-gruppo-minorenni-10-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/107005-violenza-sessuale-gruppo-minorenni-10-arresti\/","title":{"rendered":"Violenza sessuale: da anni vittima del &#8216;branco&#8217;. Abusavano di una 13enne, 10 arresti a Reggio Calabria"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, su ordine della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e della Procura del Tribunale dei minorenni, \u00e8 scattata all&#8217;alba. I fermati sono tutti di\u00a0Melito di Porto Salvo<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211;\u00a0Sono state eseguite stamattina<strong>\u00a010 misure cautelari<\/strong>, una delle quali nei confronti di un minorenne. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di <strong>violenza sessuale di gruppo<\/strong> aggravata, atti sessuali con minorenni, detenzione di materiale <strong>pedopornografico<\/strong>, violenza privata, atti persecutori, lesioni personali aggravate e favoreggiamento personale. Vittima del branco una ragazzina che non aveva ancora compiuto 14 anni che aveva iniziato una relazione con uno di loro, ben pi\u00f9 grande di lei. Approfittando della sua fragile personalit\u00e0, <strong>il &#8216;fidanzato&#8217;<\/strong>, aveva iniziato a chiederle di assecondare le sue richieste, come avere dei rapporti sessuali con i suoi amici. Rapporti che diventavano sempre pi\u00f9 frequenti. <strong>Il tutto \u00e8 iniziato nell&#8217;estate del 2013 ma le indagini sono partite nel marzo dello scorso anno.<\/strong><\/p>\n<p>Secondo gli investigatori, tra la fine del 2013 e gli inizi del 2015, gli arrestati hanno pi\u00f9 volte abusato sessualmente, anche in gruppo, della ragazza la cui vita \u00e8 stata caratterizzata da un &#8220;<em>perdurante e grave stato d&#8217;ansia che l&#8217;ha costretta anche a mutare le proprie abitudini<\/em>&#8221; &#8211; hanno spiegato gli investigatori. Inoltre nel periodo degli abusi era completamente soggiogata al &#8220;branco&#8221;. \u00a0Come se non bastasse, la giovane veniva anche minacciata dai suoi aguzzini, di divulgare alcune sue foto intime e di rivelare le sue &#8220;nefandezze&#8221; ai genitori. Una minaccia implicita, secondo i carabinieri, \u00e8 stata costituita dal fatto che uno degli arrestati <strong>Giovanni Iamonte, di 30 anni<\/strong>, \u00e8 il figlio di <strong>Remingo<\/strong>, attualmente detenuto, ritenuto il capo dell&#8217;omonima cosca di &#8216;ndrangheta operante a Melito.<\/p>\n<p>Il gruppo si \u00e8 anche reso protagonista di una <strong>spedizione punitiva<\/strong> nei confronti di un giovane con il quale la ragazza aveva allacciato una normale relazione sentimentale allo scopo di allontanarlo e &#8220;riappropriarsi&#8221; della ragazza.\u00a0Al termine delle indagini, i carabinieri hanno arrestato e portato in carcere, oltre a Iamonte,<strong> Daniele Benedetto (21)<\/strong>, entrambi gi\u00e0 noti alle forze dell&#8217;ordine; <strong>Pasquale Principato (22)<\/strong>, <strong>Michele Nucera (22), Davide Schimizzi (22), Lorenzo Tripodi (21) Antonio Verduci (22)<\/strong>. Un diciottenne che all&#8217;epoca dei fatti era minorenne, G.G., \u00e8 stato portato in una comunit\u00e0. Domenico Mario Pitasi, infine, \u00e8 stato raggiunto dalla misura dell&#8217;obbligo di presentazione quotidiano alla Pg essendo accusato solo di favoreggiamento personale.<\/p>\n<p>Ecco l&#8217;elenco e le foto delle persone colpite dai provvedimenti, <strong>tutte di Melito di Porto Salvo<\/strong>\u00a0del reggino<\/p>\n<p><strong>Iamonte Giovanni<\/strong>, di anni 30, gi\u00e0 noto alle FF.OO.,\u00a0destinatario della misura cautelare della Custodia Cautelare in Carcere<br \/>\n<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1404\" rel=\"attachment wp-att-107059\"><br \/>\n<\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-107060\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Iamonte-Giovanni2.jpg\" alt=\"Iamonte Giovanni2\" width=\"271\" height=\"362\" title=\"\"><strong><br \/>\nBenedetto Daniele<\/strong>, di anni 21, gi\u00e0 noto alle FF.OO.,\u00a0destinatario della misura cautelare della Custodia Cautelare in Carcere<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-107058\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Benedetto-Daniele.jpg\" alt=\"Benedetto Daniele\" width=\"285\" height=\"372\" title=\"\"><strong><br \/>\nPrincipato Pasquale<\/strong> di anni 22, positivo in BB.DD.,\u00a0destinatario della misura cautelare della Custodia Cautelare in Carcere<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-107062\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Principato-Pasquale.jpg\" alt=\"Principato Pasquale\" width=\"273\" height=\"372\" title=\"\"><\/p>\n<p><strong>Nucera Michele<\/strong> di anni 22, incensurato,\u00a0destinatario della misura cautelare della Custodia Cautelare in Carcere<br \/>\n<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/1405\" rel=\"attachment wp-att-107063\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-107063\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Nucera-Michele.jpg\" alt=\"Nucera Michele\" width=\"277\" height=\"396\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p><strong>Schimizzi Davide<\/strong> di anni 22, incensurato,\u00a0destinatario della misura cautelare della Custodia Cautelare in Carcere<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-107064\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Schimizzi-Davide.jpg\" alt=\"Schimizzi Davide\" width=\"272\" height=\"380\" title=\"\"><br \/>\n<strong>Tripodi\u00a0Lorenzo<\/strong> di anni 21, incensurato,\u00a0destinatario della misura cautelare della Custodia Cautelare in Carcere<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-107065\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Tripodi-Lorenzo.jpg\" alt=\"Tripodi Lorenzo\" width=\"289\" height=\"406\" title=\"\"><br \/>\n<strong>Verduci Antonio<\/strong> di anni 22, incensurato,\u00a0destinatario della misura cautelare della Custodia Cautelare in Carcere<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-107066\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Verducci-Antonio.jpg\" alt=\"Verducci Antonio\" width=\"293\" height=\"410\" title=\"\"><strong><br \/>\nG.G.<\/strong> 18enne, che al momento dei fatti, era minorenne,\u00a0destinatario della misura cautelare della Custodia Cautelare in una Comunit<\/p>\n<p><strong>PITASI DOMENICO MARIO<\/strong> di anni 24, incensurato,\u00a0destinatario della misura cautelare dell\u2019obbligo di presentazione quotidiano alla P.G. (quest\u2019ultimo risponde solo del reato di favoreggiamento personale).<\/p>\n<h2>&#8220;Una vera e propria discesa agli inferi&#8221;<\/h2>\n<p>Il gip di Reggio, Barbara <strong>Bennato<\/strong> ha descritto cos\u00ec l&#8217;allucinante violenza cui \u00e8 stata costretta la giovanissima vittima, originaria di Melito Porto Salvo sin da quando aveva 13 anni e durata per due anni, fino all&#8217;estate 2015. Ma &#8220;l&#8217;accompagnatore&#8221; della ragazzina, stavolta, non \u00e8 il Virgilio dantesco, ma un <strong>uomo<\/strong> che usa il suo &#8216;potere&#8217; mafioso, tipico della &#8216;ndrangheta: <strong>Giovanni Iamonte, 30 anni,<\/strong> figlio di Remingo, nipote dell&#8217;ex patriarca della ndrangheta del basso Ionio reggino, Natale Iamonte. Attorno a lui, secondo l&#8217;accusa, ha ruotato un gruppo di giovanissimi che provvedevano, ha detto il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Gaetano Paci, &#8220;letteralmente a sequestrare la ragazzina all&#8217;uscita della scuola media costringendola a salire in macchina per condurla proprio da lui, da Giovanni Iamonte&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Una vicenda dolorosa<\/strong> &#8211; ha detto il comandante provinciale dell&#8217;Arma Lorenzo Falferi &#8211; che denota non solo il gravissimo stato di soggezione della vittima e della madre a causa del potere mafioso dello Iamonte, ma di una comunit\u00e0&#8221;. Tutto inizia quando la ragazzina si innamora di un ragazzo che gravita negli ambienti legati agli Iamonte:<strong> la madre \u00e8 dipendente di una ditta che fa capo a Giovanni Iamonte, mentre il padre ne sarebbe un lontano parente<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Per quasi due anni &#8211; ha spiegato il procuratore Federico Cafiero de Raho &#8211;<strong> le violenze, i ricatti e le intimidazioni<\/strong>, condizionano la giovanissima <strong>costringendola al silenzio<\/strong> proprio per il timbro minaccioso che lo Iamonte rappresenta visibilmente nella societ\u00e0, e perch\u00e9 anche teme che quella sua storia possa ripercuotersi sulla cos\u00ec detta &#8216;immagine&#8217; della sua famiglia e sul suo futuro nel caso in cui dovesse diffondersi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Quando nel 2015 la giovane si innamora di un altro ragazzo<\/strong> e decide di interrompere il ricatto mafioso la &#8220;<strong>reazione<\/strong> del gruppo Iamonte &#8211; ha detto il comandante della Compagnia carabinieri di Melito Porto Salvo Giovanni Piccioni &#8211; \u00e8 immediata, il <strong>giovane prelevato dal clan<\/strong>, condotto in un luogo isolato e <strong>massacrato<\/strong> di botte&#8221;. Dopo questo episodio sono giunte le prime segnalazioni anonime ai carabinieri. Dalle indagini subito avviate emerge anche che il padre della ragazzina, subito dopo l&#8217;aggressione al giovanissimo fidanzato della figlia, chiede &#8220;conto&#8221; a Giovanni Iamonte della situazione e da quel momento la ragazza non viene pi\u00f9 minacciata.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>E&#8217; un sintomo<\/strong> &#8211; ha commentato Cafiero de Raho &#8211; di quanto sia ormai insopportabile la <strong>presenza della &#8216;ndrangheta in queste realt\u00e0<\/strong>, anidride carbonica pura per chi ha invece bisogno di respirare ossigeno e libert\u00e0. Pensano di fare ogni cosa e di restare impuniti ma i cittadini devono reagire, svegliarsi, perch\u00e9 il nemico non \u00e8 lo Stato ma loro, gli &#8216;ndranghetisti e i loro complici, ovvero, chi sapendo ha visto e ha taciuto&#8221;.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, su ordine della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e della Procura del Tribunale dei minorenni, \u00e8 scattata all&#8217;alba. 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