{"id":60965,"date":"2016-09-02T15:56:23","date_gmt":"2016-09-02T13:56:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/anomala-moria-di-pesci-nel-crati-trovate-carcasse-in-provincia-di-cosenza\/"},"modified":"2023-01-17T12:12:28","modified_gmt":"2023-01-17T11:12:28","slug":"107115-anomala-moria-di-pesci-nel-crati-trovate-carcasse-in-provincia-di-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/107115-anomala-moria-di-pesci-nel-crati-trovate-carcasse-in-provincia-di-cosenza\/","title":{"rendered":"Anomala moria di pesci nel Crati, trovate carcasse in provincia di Cosenza"},"content":{"rendered":"<h4>Prelevati alcuni esemplari deceduti per effettuare gli esami necroscopici. Aleggia il &#8216;fantasma&#8217; dei rifiuti petroliferi smaltiti da Eni.<\/h4>\n<p><!--more--><br \/>\nBISIGNANO (CS) &#8211; Moria di pesci a Bisignano. La Polizia Provinciale, i Carabinieri della locale stazione, la Polizia Municipale e i tecnici del Comune sono intervenuti per chiarire la morte di un enorme numero di pesci, in localit\u00e0 Frassia. Numerose le carcasse rinvenute nella localit\u00e0 Frassia del Comune di Bisignano, in alveo secondario del fiume Crati nella mattinata del 30 agosto.<strong> Una moria talmente consistente da indurre un cittadino, trovatosi di fronte al preoccupante scenario, a rivolgersi immediatamente alle forze dell&#8217;ordine<\/strong>\u00a0per la segnalazione del caso. Dal sopralluogo effettuato \u00e8 emerso un quadro piuttosto critico, per non dire inquietante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Esemplari della specie Barbus barbus, comunemente conosciuto come Barbo, pesce d\u2019acqua dolce di fondo, che si raccoglie in piccoli branchi lungo il corso dei fiumi,<strong> nei laghi e nei torrenti con fondale preferibilmente sassoso o ghiaioso e che preferisce acque limpide a forte corrente<\/strong>, sono stati ritrovati deceduti a bocca aperta, in una giornata comunque particolarmente calda.\u00a0Al momento non si conosce la causa dei decessi, in fase di accertamento. Si \u00e8 provveduto pertanto a prendere contatto con il Dipartimento di Cosenza dell\u2019Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell\u2019ambiente della Calabria) e l\u2019Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno \u2013 Servizio Diagnostica Provinciale di Cosenza per le verifiche del caso, da eseguirsi sia attraverso l\u2019analisi delle acque sia direttamente sugli esemplari deceduti.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-107125\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20160830_122940-440x247.jpg\" alt=\"20160830_122940\" width=\"440\" height=\"247\" title=\"\"><\/p>\n<p><strong>Proprio per cercare di comprendere le eventuali cause dei decessi, sono state prelevate tre carcasse di Barbo per l\u2019esecuzione della necroscopia.<\/strong> Difatti, il barbo vive in acque limpide e ben ossigenate e la sua presenza \u00e8 quindi indice di buona salute dell\u2019ecosistema; al contrario, invece, la sua morte \u00e8 un campanello d\u2019allarme e la questione necessita quindi di un\u2019attenta analisi e di un approfondito monitoraggio.\u00a0Sar\u00e0 di competenza della Magistratura, invece, la valutazione della configurabilit\u00e0 nella fattispecie di eventuali reati ambientali.<strong>\u00a0Una scena amara e penosa che non poteva lasciare indifferenti<\/strong>, ma che si \u00e8 mitigata nel primo pomeriggio con il recupero e il salvataggio dei pesci ancora vivi.\u00a0Intorno alle 15:00, infatti, personale della Protezione Civile, Volontari dell\u2019Associazione ANLC (Associazione Nazionale Libera Caccia), un Operatore della Polizia Municipale di Bisignano e gli stessi Poliziotti provinciali hanno provveduto al recupero della fauna ittica viva dalle acque comprese tra un tratto del nuovo argine della sinistra idraulica del fiume Crati e la strada \u201cdella bonifica\u201d, per poi immetterla nelle acque pi\u00f9 sicure dello stesso fiume Crati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si ricorda che nello<strong> scandalo sul petrolio in Basilicata e lo smaltimento illecito di rifiuti che ha scosso il mondo politico per il coinvolgimento del ministro Guidi<\/strong> che avrebbe favorito il suo compagno, Gianluca Gemelli appariva anche il sito di Bisignano.\u00a0Alcuni calabresi infatti sono coinvolti nell\u2019inchiesta:\u00a0Salvatore Mazzotta della ditta Ecosistem Srl, l&#8217;ex dirigente regionale in Calabria Giuseppe Fragomeni, Vincenzo Morisedi Cir\u00f2 Marina e Maria Rosa Bertucci.\u00a0Secondo gli inquirenti grazie anche al loro cotributo i\u00a0rifiuti, arrivati dall&#8217;impianto lucano di raffinazione del petrolio, sarebbero stati trasportati in Calabria e smaltiti da Eni presso i siti di Lamezia Terme, Gioia Tauro e Bisignano. A Lamezia con la\u00a0Ecosistem srl, a Gioia Tauro con la I.A.M. spa, e con la Consuleco srl di Bisignano. Nulla ad ora \u00e8 stato accertato sul legame tra i due episodi che potrebbero non avere alcuna correlazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-107126\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/20160830_123532-157x280.jpg\" alt=\"pesci crati\" width=\"273\" height=\"487\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prelevati alcuni esemplari deceduti per effettuare gli esami necroscopici. 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