{"id":61373,"date":"2016-09-14T09:20:44","date_gmt":"2016-09-14T07:20:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/108868\/"},"modified":"2023-01-17T12:13:21","modified_gmt":"2023-01-17T11:13:21","slug":"108868-108868","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/108868-108868\/","title":{"rendered":"Sequestr\u00f2 il fratello minore, riparte il processo a un ragazzo di Montalto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Prosegue il dibattimento a carico di Emanuele Gencarelli, accusato di aver legato il proprio congiunto minorenne.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">COSENZA \u2013 Una famiglia semplice e per bene, cos\u00ec almeno ha confermato l\u2019assistente sociale Marcella Vitelli, autrice di un verbale sul figlio minore dei Gencarelli. Ed Emanuele Gencarelli, che ora ha 24 anni e vive a Montalto con i suoi, \u00e8 descritto da Marco Pingitore, psicologo e ausiliario di polizia giudiziaria, come persona responsabile e matura. Non a caso si ammazza di lavoro quando e come pu\u00f2.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma Emanuele si trova sotto processo perch\u00e9 accusato di sequestro di minore: a fine gennaio 2015 lui telefon\u00f2 ai carabinieri per avvisarli di aver legato suo fratello, che all\u2019epoca aveva 13 anni, perch\u00e9 completamente indisciplinato, ingestibile e incline alle cattive frequentazioni. Gi\u00e0 una volta il ragazzino si era ficcato nei guai: fu beccato dai carabinieri in auto in compagnia di persone pi\u00f9 grandi di lui. E in quella stessa auto, in quell\u2019occasione, fu trovata della droga.<\/p>\n<div id=\"attachment_108873\" style=\"width: 450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-108873\" class=\"wp-image-108873 size-medium\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Carabinieri-440x270.jpg\" alt=\"carabinieri\" width=\"440\" height=\"270\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-108873\" class=\"wp-caption-text\">Una volante dei carabinieri<\/p><\/div>\n<p>Difficile badare a questo ragazzo: il padre, ex operaio specializzato nel settore delle telecomunicazioni, \u00e8 il classico gran lavoratore, che, pur di non far mancare nulla alla famiglia, gira mezza Calabria per lavori occasionali e, il pi\u00f9 delle volte, \u00e8 fuori sede. La madre \u00e8 impegnatissima per arrotondare il bilancio familiare e, per di pi\u00f9, occupata da un terzo figlio disabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed Emanuele si \u00e8 ficcato nei guai per aiutare il fratello pi\u00f9 piccolo. Parrebbe senza eccessive ribellioni di quest\u2019ultimo, che temeva di finire in giri peggiori. Certo \u00e8 che il ragazzo non avrebbe rigato dritto. Inviato in una casa famiglia fuori provincia, ne \u00e8 scappato a maggio. E poi ha avuto a che fare per altre due volte con le forze dell\u2019ordine. La prima per furto di monete da un parchimetro, la seconda per possesso di sostanze stupefacenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il collegio giudicante di Cosenza, presieduto da Enrico Di Dedda, dovr\u00e0 ascoltare il 20 settembre i genitori di Emanuele e la difesa, rappresentata dall\u2019avvocata Chiara Penna, incrocer\u00e0 le armi con il pm Giuseppe Visconti. Il caso \u00e8 delicatissimo: dalla decisione del Tribunale dipende il futuro di due ragazzi e della loro famiglia. Gi\u00e0: fino a che punto l\u2019eccesso di amore fraterno pu\u00f2 essere un reato?<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>m. m.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prosegue il dibattimento a carico di Emanuele Gencarelli, accusato di aver legato il proprio congiunto minorenne.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":61374,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42,571],"tags":[],"class_list":["post-61373","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","category-in-evidenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61373","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61373"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61373\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/61374"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61373"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61373"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61373"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}