{"id":62108,"date":"2016-10-03T11:20:21","date_gmt":"2016-10-03T09:20:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/dio-e-la-calabria\/"},"modified":"2023-01-17T12:14:49","modified_gmt":"2023-01-17T11:14:49","slug":"112152-dio-e-la-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/112152-dio-e-la-calabria\/","title":{"rendered":"Dio e la Calabria"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quando a volte vai a &#8220;riserva&#8221; e le idee si arenano&#8230; oggi per me parla Leonida Repaci&#8230; un onore per me pi\u00f9 che altro&#8230; Intellettuale e Uomo che seppe scrivere e descrivere &#8220;l&#8217;Amaro della Societ\u00e0&#8221;, amico di Pasolini condivise con l&#8217;Arte come Verit\u00e0 e Coraggio. Visioni e Realt\u00e0 di un&#8217;attualit\u00e0 disarmante e drammatica, monito, segno ed insegnamento per tutti noi calabresi.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Quando fu il giorno della Calabria, <strong>Dio<\/strong> si trov\u00f2 in pugno<strong> 15.000 km\u00a0<\/strong>quadrati di argilla verde con riflessi viola. Pens\u00f2 che con quella creta si potesse modellare un paese di due milioni di abitanti al massimo. Era teso in un maschio vigore creativo il Signore, e promise a se stesso di fare un capolavoro.<\/p>\n<p><strong>Si mise all\u2019opera, e la Calabria usc\u00ec dalle sue mani pi\u00f9 bella della California e delle Hawaii<\/strong>, pi\u00f9 bella della Costa Azzurra e degli arcipelaghi giapponesi. Diede alla Sila il pino, all\u2019Aspromonte l\u2019ulivo, a Reggio il bergamotto, allo Stretto il pescespada, a Scilla le sirene, a Chianalea le palafitte, a Bagnara i pergolati, a Palmi il fico, alla Pietrosa la rondine marina, a Gioia l\u2019olio, a Cir\u00f2 il vino, a Rosarno l\u2019arancio, a Nicotera il fico d\u2019India, a Pizzo il tonno, a Vibo il fiore, a Tiriolo le belle donne, al Mesima la quercia, al Busento la tomba del re barbaro, all\u2019Amendolea le cicale, al Crati l\u2019acqua lunga, allo scoglio il lichene, alla roccia l\u2019oleastro, alle montagne il canto del pastore errante da uno stazzo all\u2019altro, al greppo la ginestra, alle piane la vigna, alle spiagge la solitudine, all\u2019onda il riflesso del sole.<\/p>\n<p>Diede a Cosenza l\u2019Accademia, a Tropea il vescovo, a San Giovanni in Fiore il telaio a mano, a Catanzaro il damasco, ad Antonimina il fango medicante, ad Agnana la lignite, a Bivongi le acque sante, a Pazzano la pirite, a Galatro il solfato, a Villa San Giovanni la seta greggia, a Belmonte il marmo verde. Assegn\u00f2 Pitagora a Crotone, Orfeo pure a Crotone, Democede pure a Crotone, Almeone pure a Crotone, Aristeo pure a Crotone, Filolao pure a Crotone, Zaleuco a Locri, Ibico a Reggio, Clearco pure a Reggio, Cassiodoro a Squillace, San Nilo a Rossano, Gioacchino da Fiore a Celico, Fra\u2019 Barlaam a Seminara, San Francesco a Paola, <strong>Telesio a Cosenza<\/strong>, il Parrasio pure a Cosenza, il Gravina a Roggiano, Campanella a Stilo, Mattia Preti a Taverna, Galluppi a Tropea, Gemelli-Careri a Taurianova, Guerrisi a Cittanova, Manfroce a Palmi, Cil\u00e8a pure a Palmi, Alvaro a San Luca, Calogero a Melicucc\u00e0, Rito a Dinami. Don\u00f2 a Stilo la Cattolica, a Rossano il Patirion, ancora a Rossano l\u2019Evangeliario Purpureo, a San Marco Argentano la Torre Normanna, a Locri i Pinakes, ancora a Locri il Santuario di Persefone, a Santa Severina il Battistero a Rotonda, a Squillace il Tempio della Roccelletta, a Cosenza la Cattedrale, a Gerace pure la Cattedrale, a Crotone il Tempio di Hera Lacinia, a Mileto la zecca, pure a Mileto la Basilica della Trinit\u00e0, a Santa Eufemia Lametia l\u2019Abbaziale, a Tropea il Duomo, a San Giovanni in Fiore la Badia Florense, a Vibo la Chiesa di San Michele, a Nicotera il Castello, a Reggio il Tempio di Artemide Facellide, a Spezzano Albanese la necropoli della prima et\u00e0 del ferro. Poi distribu\u00ec i mesi e le stagioni alla Calabria.<\/p>\n<p><strong>Per l\u2019inverno concesse il sole,<\/strong> per la primavera il sole, per l\u2019estate il sole, per l\u2019autunno il sole. A gennaio diede la castagna, a febbraio la pignolata, a marzo la ricotta, ad aprile la focaccia con l\u2019uovo, a maggio il pescespada, a giugno la ciliegia, a luglio il fico melanzano, ad agosto lo zibibbo, a settembre il fico d\u2019India, a ottobre la mostarda, a novembre la noce, a dicembre l\u2019arancia. Volle che le madri fossero tenere, le mogli coraggiose, le figlie contegnose, i figli immaginosi, gli uomini autorevoli, i vecchi rispettati, i mendicanti protetti, gl\u2019infelici aiutati, le persone fiere leali socievoli e ospitali, le bestie amate. Volle il mare sempre viola, la rosa sbocciante a dicembre, il cielo terso, le campagne fertili, le messi pingui, l\u2019acqua abbondante, il clima mite, il profumo delle erbe inebriante.<\/p>\n<p>Operate tutte queste cose nel presente e nel futuro il Signore fu preso da una dolce sonnolenza, in cui entrava il compiacimento del creatore verso il capolavoro raggiunto. Del breve sonno divino approfitt\u00f2 il diavolo per assegnare alla Calabria le calamit\u00e0: le dominazioni, il terremoto, la malaria, il latifondo, le fiumare, le alluvioni, la peronospora, la siccit\u00e0, la mosca olearia, l\u2019analfabetismo, il punto d\u2019onore, la gelosia, l\u2019Onorata Societ\u00e0, la vendetta, l\u2019omert\u00e0, la violenza, la falsa testimonianza, la miseria, l\u2019emigrazione. Dopo le calamit\u00e0, le necessit\u00e0: la casa, la scuola, la strada, l\u2019acqua, la luce, l\u2019ospedale, il cimitero. Ad esse<strong> aggiunse il bisogno della giustizia, il bisogno della libert\u00e0, il bisogno della grandezza, il bisogno del nuovo<\/strong>, il bisogno del meglio. E, a questo punto, il diavolo si ritenne soddisfatto del suo lavoro, tocc\u00f2 a lui prender sonno mentre si svegliava il Signore. Quando, aperti gli occhi, pot\u00e8 abbracciare in tutta la sua vastit\u00e0 la rovina recata alla creatura prediletta , Dio scaravent\u00f2 con un gesto di collera il Maligno nei profondi abissi del cielo. Poi, lentamente rasserenandosi, disse: &#8211; Questi mali e questi bisogni sono ormai scatenati e debbono seguire la loro parabola. Ma essi non impediranno alla Calabria di essere come io l\u2019ho voluta. La sua felicit\u00e0 sar\u00e0 raggiunta con pi\u00f9 sudore, ecco tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Utta a fa juornu c\u2019a notti \u00e8 fatta. Una notte che gi\u00e0 contiene l\u2019albore del giorno.\u00a0Grazie Leonida per quello che ci hai lasciato.<br \/>\nDisco &#8220;popopooooo\u00f2&#8221; con note mediterranee e con tutto il calore del Sud&#8230; <strong>ilsolenonesolounfenomenoatmosferico.it!!!!!&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>[youtube url=&#8221;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=GT7hpznUbNQ&amp;feature=youtu.be&#8221; width=&#8221;500&#8243; height=&#8221;300&#8243;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando a volte vai a &#8220;riserva&#8221; e le idee si arenano&#8230; oggi per me parla Leonida Repaci&#8230; un onore per me pi\u00f9 che altro&#8230; Intellettuale e Uomo che seppe scrivere e descrivere &#8220;l&#8217;Amaro della Societ\u00e0&#8221;, amico di Pasolini condivise con l&#8217;Arte come Verit\u00e0 e Coraggio. 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