{"id":62324,"date":"2016-10-08T11:00:47","date_gmt":"2016-10-08T09:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/nutri-menti-binge-eating-disorder-in-italia-un-milione-di-persone-prigioniere-del-cibo\/"},"modified":"2023-01-17T12:15:18","modified_gmt":"2023-01-17T11:15:18","slug":"113202-nutri-menti-binge-eating-disorder-in-italia-un-milione-di-persone-prigioniere-del-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/113202-nutri-menti-binge-eating-disorder-in-italia-un-milione-di-persone-prigioniere-del-cibo\/","title":{"rendered":"Nutri Menti &#8211; Binge Eating Disorder, in Italia un milione di persone &#8220;prigioniere del cibo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sono le vittime del vizio di mangiare senza limiti, del \u201cDisturbo da Alimentazione Incontrollata\u201d (Binge Eating Disorder), solo di recente inserito nelle classificazioni ufficiali, accanto alle pi\u00f9 risapute bulimia e anoressia.<\/strong><!--more--><\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Sono almeno un milione in Italia i \u201cnuovi prigionieri del cibo\u201d, tutte quelle persone che senza averne coscienza si abbuffano di cibo (da 3.00 a 30.000 calorie nell&#8217;arco di un tempo relativamente breve) di nascosto, conservando enormi sensi di colpa e non espellendo in alcun modo ci\u00f2 che ingeriscono. Il <strong>BED (Binge Eating Disorder)<\/strong>, un disordine alimentare tra i pi\u00f9 diffusi, si ritrova in tutte le fasce d\u2019et\u00e0 e i livelli culturali, con un interessamento del mondo maschile maggiore rispetto agli altri disordini alimentari. Pochi ancora sanno diagnosticare questa <strong>patologia<\/strong>, al punto che chi ne soffre spesso, non riceve una diagnosi precisa, circostanza questa che aggrava la situazione di disagio e di sensi di colpa che queste persone sono costrette a vivere.<\/p>\n<p>Di questa nuova patologia e dei modi di conoscerla e combatterla con successo parla il libro Prigionieri del cibo, come riconoscere e curare i disturbi da alimentazione incontrollata, c<strong>urato da Simone Pampanelli, diabetologo e Laura Dalla Ragione,<\/strong> <strong>autrice<\/strong> di vari saggi, <strong>psichiatra, psicoterapeuta<\/strong> e dirigente della Rete disturbi comportamento alimentare Usl 1 dell&#8217;Umbria.<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 stato presentato, nei giorni scorsi, <strong>dall\u2019ADAC<\/strong> &#8211; Associazione Disturbi Alimentari Cosenza, nella sede di <strong>\u201cArtigiani del Gusto\u201d<\/strong> di Cosenza. Sono intervenuti alla presentazione, oltre all\u2019autrice <strong>Laura Dalla Ragione, Maria Parise,<\/strong> presidente dell\u2019ADAC, la psicologa e psicoterapeuta <strong>Angela Funaro<\/strong> e lo psicoterapeuta <strong>Santino Gaudio<\/strong>.\u00a0Questi ultimi hanno entrambi sottolineato il valore del libro nell\u2019affrontare realmente tutti gli aspetti di questo disturbo (psicologico, psichiatrico, nutrizionale) e riportato le loro esperienze quotidiane su pazienti di questo tipo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-113206 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/prigionieri-del-cibo-03.jpg\" alt=\"prigionieri-del-cibo-03\" width=\"602\" height=\"361\" title=\"\"><\/p>\n<p>Dopo una breve presentazione della presidente dell\u2019ADAC, \u00e8 intervenuta la dottoressa Dalla Ragione, che ha illustrato i contenuti del libro e le ragioni che hanno spinto i due autori a trattare, primi in Italia, di un disturbo ancora non del tutto riconosciuto e curato in modo efficace.\u00a0Dalla Ragione ha iniziato da una descrizione delle<strong> due parti<\/strong> in cui \u00e8 diviso il <strong>libro<\/strong>. Nella prima sono analizzati tutti gli aspetti del disturbo da alimentazione incontrollata, dalla diagnosi alla terapia, dai fattori sociali agli aspetti psicologici e psichiatrici e dalla patogenesi ai rischi medici.<\/p>\n<p>Un disturbo che costituisce una vera e propria &#8220;<strong>dipendenza da cibo<\/strong>&#8221; che causa gravi conseguenze anche fisiche, come l&#8217;obesit\u00e0 con tutti i disturbi a essa correlati, ma che determina anche una compromissione dello stato psichico ed emotivo di chi lo subisce. Di solito, ha chiarito la dottoressa, interessa persone che possiedono \u201c<em>un&#8217;autostima fragilissima, che hanno subito nel tempo le peggiori umiliazioni e svalutazioni, persone il cui dolore \u00e8 rimasto per anni inascoltato e placato soltanto dalla funzione sedativa del cibo stesso<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<em>I tratti che contraddistinguono questo che \u00e8 un vero e proprio disturbo psichiatrico, ha proseguito l\u2019autrice, sono la presenza di abbuffate compulsive, in altre parole l&#8217;assunzione di una grande quantit\u00e0 di cibo in un periodo molto limitato di tempo, non associato, come accade con la bulimia con cui viene spesso confuso, ad alcun tipo di mezzo compensativo, come ad esempio vomito autoindotto, iperattivit\u00e0 fisica o abuso di lassativi e diuretici&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;I dati relativi a questi nuovi &#8220;prigionieri del cibo&#8221; sono in aumento &#8211; <\/em>ha proseguito Dalla Regione<em> &#8211; \u00a0con un coinvolgimento di tutte le fasce di et\u00e0, dall&#8217;adolescenza all&#8217;et\u00e0 pi\u00f9 adulta, e una percentuale del sesso maschile pi\u00f9 alta che negli altri disturbi. Questi prigionieri del cibo sono donne, uomini, figli o genitori, lavoratori o non, adolescenti o persone mature, che non trovano altro modo di esprimere le proprie frustrazioni&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-113205 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/prigionieri-del-cibo-02.jpg\" alt=\"prigionieri-del-cibo-02\" width=\"587\" height=\"349\" title=\"\"><\/p>\n<p>&#8220;D\u2019altra parte, ha proseguito Dalla ragione, viviamo in un mondo in cui siamo ossessionati dal cibo, presente in maniera ossessiva in tutti media. E ci\u00f2 pu\u00f2 innescare fattori importanti di rischio: l\u2019Italia \u00e8 oramai il primo paese di Europa per obesit\u00e0 infantile (35% nelle regioni del sud, tra cui la Calabria)\u201d.<\/p>\n<p>Dopo aver descritto la diagnosi, nella seconda parte del libro, \u00e8 stato presentato il lavoro innovativo svolto dal Centro D.A.I. di Citt\u00e0 delle Pieve, prima struttura pubblica interamente dedicata alla cura del nuovo disturbo, nella quale si affronta il problema dell&#8217;identit\u00e0 corporea del paziente con un approccio a tutto campo che permette di far riemergere tutto ci\u00f2 che la persona nasconde.<\/p>\n<p>\u201c<em>Infatti<\/em> &#8211; \u00a0spiega Dalla Ragione &#8211; <em>si cerca di affrontare il disturbo come per gli altri disturbi psichiatrici, con un approccio a 360 gradi: curare il disturbo e risolvere il problema dell\u2019obesit\u00e0 grave. Si lavora sull\u2019intera biografia della persona, e non solo sul suo peso. Il programma, che pu\u00f2 essere svolto in modo ambulatoriale, residenziale, semiresidenziale e domiciliare, affronta contemporaneamente i problemi dell&#8217;alimentazione, ma soprattutto i pensieri e le emozioni che muovono questo rapporto disordinato con il cibo. Importanti \u00e8 lo stretto collegamento con la famiglia del paziente in tutti i casi sopra descritti, al fine di coinvolgerla in tutte le fasi in cui \u00e8 fondamentale il sostegno della famiglia, anche quando il paziente \u00e8 ricoverato o ritorna a casa alla sera dopo i trattamenti terapeutici<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono le vittime del vizio di mangiare senza limiti, del \u201cDisturbo da Alimentazione Incontrollata\u201d (Binge Eating Disorder), solo di recente inserito nelle classificazioni ufficiali, accanto alle pi\u00f9 risapute bulimia e anoressia.<\/p>\n","protected":false},"author":27,"featured_media":62325,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[571,34,45],"tags":[],"class_list":["post-62324","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-evidenza","category-magazine","category-nutrimenti"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/27"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62324"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/62324\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/62325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}